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Attualità | 30 maggio 2026 | 12:00

"Il Friuli ringrazia e non dimentica": sulla maglia rosa la frase simbolo del terremoto del 1976. Oggi il Giro d'Italia parte da Gemona, nel cinquantesimo del sisma

La tappa 20 del Giro parte oggi da Gemona del Friuli per ricordare il terremoto del 1976. Una partenza altamente simbolica, a cui seguirà un passaggio tra tanti dei paesi colpiti dal sisma, per affrontare infine la doppia scalata di Piancavallo, l'ultima montagna della corsa rosa

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Una scritta in stampatello, apparsa su uno dei pochi muri rimasti in piedi nel mezzo di un mare di macerie, è divenuta un simbolo della storia d’Italia. Il simbolo del terremoto che cinquant’anni fa, nel maggio del 1976, sconvolse il Friuli.

 

"Il Friuli ringrazia e non dimentica"

 

Poche parole, ma potentissime perché contengono una terra, un popolo, un desiderio - quello di dire grazie a chi, da tutta Italia, ha portato soccorso e aiuto - e infine un invito: a non dimenticare le vittime, a fare tesoro delle lezioni apprese, ma anche a tenersi stretto dentro quello spirito che, dall’emergenza alla ricostruzione, ha permesso ai territori colpiti di rialzarsi.

 

Quella scritta in stampatello, negli stessi caratteri originari, tornerà oggi davanti agli occhi di milioni di persone: sarà infatti stampata sulla maglia rosa del Giro d’Italia al posto dello slogan promozionale "Io sono Friuli Venezia Giulia", che quest’anno ha accompagnato tutta la corsa rosa.

 

La tappa 20 del Giro partirà da Gemona del Friuli, uno dei luoghi più colpiti dal sisma, proprio per ricordare il terremoto del 1976. Sarà una partenza altamente simbolica, a cui seguirà un passaggio tra tanti dei paesi colpiti dal sisma, per affrontare infine la doppia scalata di Piancavallo.

 

Si tratterà di una grande giornata di sport, con l’ultima salita di questa edizione che molto probabilmente consacrerà il fortissimo corridore danese Jonas Vingegaard come dominatore assoluto. Ma quella scritta, chilometro dopo chilometro, ci continuerà a parlare, raccontandoci una storia fatta di distruzione, di dolore, di quasi mille lutti, ma anche di fratellanza, di caparbietà e rinascita.

 

In questo sabato di maggio sport e storia si uniranno sulle strade del Friuli, mescolando festa e ricordo, entusiasmo e riflessione, urla e silenzi: una tappa da non perdere.  

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