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Attualità | 06 agosto 2026 | 12:15

Stop alle ascese sul Cervino. Le guide del versante italiano sospendono l'accompagnamento dei clienti e sconsigliano la salita anche agli alpinisti più esperti

Dopo i temporali che lunedì avevano innescato cascate e colate detritiche travolgendo i campi a valle e la grossa frana di ieri sul versante valdostano, arriva l'amara sentenza della storica Società Guide del Cervino. Rimane aperto il bivacco Capanna Carrel, ma l'ascesa è fortemente sconsigliata. Le parole del presidente della Società Laurent Nicoletta sul futuro del mestiere di guida

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Stop alle ascese sul Cervino: la Società Guide del Cervino sospende l'accompagnamento dei clienti. Dopo le piogge torrenziali del 3 agosto e la grossa frana di due giorni dopo, la Gran Becca è divenuta troppo pericolosa da scalare: sconsigliata la salita anche agli alpinisti più esperti.

 

Lunedì scorso, tra le 16 e le 17, un forte temporale - localizzato soprattutto sulla zona delle Grand Murailles - aveva innescato intense cascate d'acqua lungo le pareti del Cervino e delle montagne vicine. Queste, riversandosi verso valle, avevano trascinato con sé enormi quantità di materiale detritico, travolgendo un campo da golf ai piedi delle pareti di roccia (qui il video e l'intervista all'esperto).

 

Dopo questi eventi sorprendenti, nella mattinata di ieri, 5 agosto, una frana di grandi dimensioni è caduta dalla parete sud del Cervino, sul versante valdostano della montagna preferita dagli alpinisti. Il distacco è avvenuto ad un'altezza di 3900 metri di altitudine in una zona generalmente non frequentata da alpinisti, e nessuna persona sarebbe stata coinvolta. Qui le immagini.

Arriva dunque il verdetto della storica Società Guide del Cervino: la Gran Becca è troppo pericolosa. Di seguito il testo del comunicato con tutte le informazioni utili, comprese quelle relative al nuovo bivacco Capanna Carrel, a 3835 metri di quota sulla via normale italiana alla cima.

 

"In seguito al crollo verificatosi ieri, 5 agosto, sulla parete sud del Cervino e ai continui temporali dei giorni scorsi, la Società Guide del Cervino sospende temporaneamente la salita con i propri clienti.

Precisiamo che il crollo non ha interessato la via normale italiana, denominata Cresta del Leone.

In attesa di un miglioramento delle condizioni, raccomandiamo la massima attenzione e sconsigliamo la salita agli alpinisti.

Ricordiamo inoltre che la Capanna Carrel, in quanto bivacco, rimarrà a disposizione degli alpinisti, ma senza presidio".

La capanna rimane aperta, ma priva del solito presidio. "Solitamente – spiega il presidente della Società, Laurent Nicoletta - era presente una guida che presidiava il sito per controllare la prenotazione, per distribuire i posti letto e per controllare chi saliva". Nonostante l'assenza del presidio, la Società Guide invita ugualmente chi intende intraprendere la salita ad avvertire il loro ufficio, in modo tale che i professionisti abbiamo un quadro affidabile di chi è presente sulla montagna.

 

L'invito inoltre è a fare attenzione alla salita fino a Capanna Carrel: non è una passeggiata, ma un tratto alpinistico assai delicato. "L'accesso alla Capanna Carel è alpinistico, forse anche uno dei tratti di forza più difficili per andare al Cervino. C'è la corda fissa, la cheminée è una delle più dure del Cervino. Spesso però la gente arriva lì impreparata, senza imbragatura, senza corda: così succedono gli incidenti di chi sottovaluta questa prima parte della salita". 

La sospensione delle attività sul Cervino, dunque, sarà valida fino ad un accertato miglioramento delle condizioni: un provvedimento drastico che costringe i professionisti della montagna a rinunciare ad una parte del loro lavoro ed in piena stagione alpinistica.

 

La stessa decisione era stata presa già a metà giugno dai colleghi svizzeri di Zermatt, a seguito della morte di due alpinisti diretti alla cima dalla Cresta dell'Hörnli, sul versante elvetico. "La montagna è diventata troppo instabile – affermavano le guide alpine di Zermatt - e quindi troppo pericolosa per continuare a essere un'attrazione turistica frequentata ogni giorno da centinaia di persone".

 

Ancora una volta, il Cervino si conferma il simbolo della montagna che cambia. A questo punto, viene da chiedersi come stiano accogliendo questo cambiamento coloro che vivono di montagna come le Guide del Cervino. Lo abbiamo chiesto al presidente Laurent Nicoletta.

"Quest'anno il Cervino già da metà giugno era in condizioni. Con questa decisione sicuramente avremo una ricaduta economica: io stesso avevo almeno quattro accompagnamenti in programma, ora saltati. Adesso vedremo se riusciremo a farli a settembre o ad agosto".

 

Nel breve termine, dunque, il danno esiste, ma pare essere tutto sommato contenuto. Ma dopo le immagini di simili eventi, così importanti in termini di dimensioni e sempre più frequenti, si è costretti a riflettere sul proprio futuro. Qual è il futuro delle Guide di Cervinia?

 

"Sicuramente oggi si pone più attenzione a tanti fattori che magari prima si sottovalutavano: i nevai fanno comunque da cuscino, da assorbimento per l'acqua, e così i ghiacciai. Ora che manca tutto questo, quello che piove scende a valle immediatamente e si porta dietro detriti, obbligandoci a fare maggiormente attenzione. Lo sci estivo è chiuso perché il ghiaccio ormai non c'è più, i ghiacciai sono al limite, ci sono parecchi crepacci, non c'è neanche rigelo notturno. Tutto questo ci impone un cambiamento. Abbiamo delle bellissime montagne sotto i 4.000 metri, al di fuori dei ghiacciai, che si possono percorrere e dove possiamo fare delle belle gite. L'utenza però vuole ancora i quattromila e quindi al momento siamo sicuramente un po' svantaggiati rispetto alle Dolomiti, dove per loro è sempre stato già secco e la clientela è già abituata a queste condizioni".

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