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FVG
30 settembre | 10:09

Tornano le croci di vetta a oltre 2500 metri sul Canin (FOTO), dopo il restauro sono state riposizionate con un elicottero

Il restauro e il riposizionamento delle croci di vetta è stato possibile grazie ad un'iniziativa partita dalla comunità, in sinergia con alpinisti ed enti locali

Tornano le croci di vetta a oltre 2500 metri sul Canin, dopo il restauro sono state riposizionate con un elicottero

CHIUSAFORTE (UDINE). Le croci di vetta tornano a svettare sulle cime del monte Canin, a oltre 2.500 metri, e sull'anticima del Canin Piccolo. I due emblemi erano in effetti pesantemente deteriorati dal tempo e dalle condizioni spesso estreme dell'alta montagna, e le loro condizioni avevano suscitato da tempo grande rammarico nelle comunità locali, di Resia, Resiutta, Chiusaforte nonché di Bovec/Plezzo, in Slovenia, per il forte valore simbolico e tradizionale che le due croci rappresentano.


Per questo sono state recentemente restaurate e ricollocate nei giorni scorsi al loro posto, grazie all'impegno di volontari, in particolare dalla val Resia, alcuni dei quali legati al ricordo dei “Ghiri di Resia”, un gruppo di alpinisti che tra gli anni Settanta e Ottanta contribuì in modo significativo alla valorizzazione di quelle zone.


Si tratta infatti di un'iniziativa partita “dal basso”, dalle genti che vivono fianco a fianco con queste montagne, attorno alle quali si sono poi uniti Enti e associazioni, ricevendo il sostegno dei comuni, del Cai, degli Alpini di Venzone e del Parco naturale delle Prealpi Giulie. Non sono mancati tuttavia anche i contributi privati: la croce in legno, posizionata sulla vetta del Canin a 2.587 metri è stata realizzata e donata alla causa dall'azienda Eurostratex, specializzata proprio nella lavorazione lignea, a differenza dell'altra che ha un'intelaiatura interamente in metallo. All'operazione hanno anche partecipato le ditte Carpenteria Sclauzero e Di Centa & Di Ronco.

 

Le croci sono così state posizionate sulle due sommità per mezzo di un elicottero, fornito da Elifriulia, dove sono state poi benedette dal pievano di Resia Don Alberto Zannier. Il Canin è da sempre una montagna di riferimento di un'area transfrontaliera, e le sue croci un imprescindibile punto di riferimento che testimonia la vicinanza e il dialogo tra culture e territori.

 

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