“Dopo 50 anni allevatori e mandrie tornano nell'alpeggio in quota: pochi giorni fa è nata la prima vitellina. Così animali e uomini tornano a presidiare il territorio alpino”
Due eventi inediti per celebrare il recupero dei pascoli: ecco le iniziative organizzate dal Fondo ambiente italiano a Monte Fontana Secca: “A luglio 2026 per la prima volta dopo quasi 50 anni i pascoli sono tornati ad accogliere le vacche, secondo la tradizione della transumanza”. Il Fai organizza due eventi per far conoscere l'attività pastorale, i pascoli e il loro contributo alla conservazione degli ecosistemi e alla vita delle comunità

BELLUNO. Alla scoperta dei pascoli e dei malgari a Monte Fontana Secca: due eventi dedicati all'attività pastorale – e al suo contributo alla conservazione degli ecosistemi e alla vita delle comunità – organizzati dal Fondo ambiente italiano nel Bellunese. Le iniziative, spiega l'associazione, nascono per celebrare il recupero dei pascoli di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt a Setteville, bene donato al Fai nel 2015 da Bruno e Liliana Collavo, in memoria dei genitori Aldo Collavo ed Erminia Secco.
Tra gli obiettivi dell'iniziativa anche la promozione dell'educazione e del rispetto della montagna, al centro in particolare del primo evento in programma per domenica 30 agosto, alle 9 e 30. Insieme al dottore forestale Davide Pasut, i partecipanti prenderanno parte a una passeggiata di circa 3 ore, con partenza dalle vicinanze della malga per osservare i pascoli e la biodiversità che li caratterizza. “Alcune soste lungo il percorso offriranno spunti di riflessione sulle funzioni e sul futuro della millenaria pratica della pastorizia e dell'allevamento al pascolo e sulle sfide che oggi affrontano coloro che lavorano in alta montagna per mantenerla viva.
L'arrivo è previsto a Malga Fontana Secca dove, all’interno della Casa del Malgaro restaurata, valorizzata e riaperta nel 2025 come nuovo spazio narrativo, sarà possibile assistere alla proiezione del video racconto immersivo “Torneranno i pascoli. Una storia di vacche e malgari nel teatro della Grande Guerra”, curato dal Fai e frutto di studi e ricerche svolte in collaborazione con l’Università di Padova.
Domenica 6 settembre poi, alle 16 e 30, appuntamento a Malga Fontana Secca per approfondire le caratteristiche e la gestione della mandria, con un approfondimento sull'allevamento bovino, sulla monticazione e sulla produzione di formaggi, in compagnia di Danilo Gasparini, docente di Storia dell'agricoltura, dell'alimentazione e del cibo dell'Università di Padova, e con la presentazione dei formaggi prodotti dai malgari Mirta Lira e Renè Spada.
“A luglio 2026 – dice ancora il Fai – per la prima volta dopo quasi cinquant’anni, i pascoli di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt sono tornati ad accogliere le vacche, secondo la tradizione della transumanza, la migrazione stagionale delle mandrie e degli allevatori dalle stalle di fondo valle o di pianura agli alpeggi di montagna. Un momento tanto atteso, perché l’arrivo degli animali sui pascoli di Monta Fontana Secca, estesi per 150 ettari a oltre 1600 metri, e così la riattivazione dell’alpeggio, autentica vocazione di questo territorio, hanno rappresentato una tappa fondamentale del complesso progetto di recupero paesaggistico e ambientale intrapreso dal Fai, in collaborazione con il Comune di Setteville, dopo la ricostruzione dello Stallone e il restauro e l’apertura al pubblico della Casa del Malgaro, che già ospita un video racconto immersivo dedicato alla storia della malga, inaugurato nel 2025”.
Un intervento di recupero vasto, continuano i responsabili: “Che si fonda sul valore storico di una tipica malga (che nel 1917 fu anche teatro di una delle più celebri e drammatiche battaglie della Prima Guerra Mondiale) ma soprattutto sull’importanza ecologica dei pascoli. Questi ecosistemi, infatti, contribuiscono al mantenimento degli ambienti montani aperti, contrastano l’avanzata del bosco e favoriscono la presenza e la diversità di numerose specie vegetali e animali. Al tempo stesso, rappresentano un presidio importante per la gestione del territorio e sostengono l'economia locale, valorizzando un'attività che da secoli plasma e custodisce il paesaggio montano, che in molte aree interne dell’Italia soffre l’abbandono e lo spopolamento e che, in assenza di una gestione attiva, è più esposto agli effetti del cambiamento climatico e a fenomeni di dissesto idrogeologico”.
Malga Fontana Secca, spiegano ancora dal Fai, è un progetto di tutela attiva, cura e presidio del territorio, e sarà un osservatorio diretto sulla vita di montagna come funzione di educazione e sensibilizzazione, che realizza appieno la missione ambientalista del Fai. Mentre si riattiva l'alpeggio, prosegue il cantiere sugli edifici storici: le prossime tappe del recupero prevedono, nel 2027, l'ospitalità, il ristoro e la didattica all'interno dello Stallone, e nella Casera, il ritorno alla produzione dei tipici formaggi.
“Quest'anno – scrive il Fondo ambiente italiano – sono salite in quota 8 manze e una ventina di vacche, delle razze Pezzata Rossa Italiana, Bruna e Frisona, accompagnate da circa 20 capre, ed è di pochi giorni fa la lieta notizia della nascita, nei pressi della malga, della prima vitellina, che è stata chiamata “Fontanasecca”. Con il ritorno della mandria, condotta dall’allevatrice e imprenditrice Mirta Lira, cui è stata affidata la gestione della malga, Monte Fontana Secca ritrova la sua identità originale e la vocazione tradizionale: dopo molti anni, secondo l’antica pratica della monticazione, la salita estiva in quota, uomini e animali tornano finalmente a presidiare questo territorio alpino, abitandolo in armoniosa sinergia e reciprocità e contribuendo alla sua cura, alla sua conservazione e al suo equilibrio. Si ringrazia il Comune di Setteville per la costante collaborazione nella realizzazione del progetto di recupero e valorizzazione della Malga Monte Fontana Secca”.














