Apre al pubblico Malga Fontana Secca: i pascoli di montagna tornano a vivere grazie a un progetto Fai. "La cura del territorio parte dalle terre alte"
Malga Fontana Secca apre finalmente al pubblico. La storica struttura situata sull’omonimo Monte è stata inaugurata dal Fondo ambiente italiano, grazie a un progetto da 3 milioni di euro per il recupero dei pascoli e la valorizzazione delle attività di ricerca, portato avanti con il contributo di molteplici attori sul territorio

SETTEVILLE. Malga Fontana Secca apre finalmente al pubblico. La storica struttura situata sull’omonimo Monte è stata inaugurata dal Fondo ambiente italiano (Fai) grazie a un progetto di recupero dei pascoli e di valorizzazione delle attività di ricerca, portato avanti con il contributo di molteplici attori sul territorio. “Un’iniziativa che non solo tutela il paesaggio montano, ma ne valorizza la funzione economica e culturale, trasmettendo ai ragazzi il significato profondo degli alpeggi di alta quota”, commenta Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.
Vi abbiamo già parlato del progetto di recupero dell’area (qui l’articolo). Oggi, dei quattro edifici storici da recuperare, sono stati completati i due principali. In particolare, lo stallone è diventato, grazie all’uso di tecnologie innovative, un edificio spazioso e autosufficiente per accogliere il pubblico, il ristoro e la didattica, e aprirà ai visitatori con tutti i servizi la prossima estate. Già aperta è invece l’ex Casa del Malgaro o Casera di Valle, tipica piccola abitazione di montagna ora restaurata come spazio narrativo: qui infatti un video racconto, curato dal Fai in collaborazione con l’Università di Padova, svela al pubblico la storia del paesaggio e ne spiega il valore naturalistico (siamo in un’area rete Natura 2000), culturale e sociale.
La conduzione della malga, invece, è affidata a un’impresa familiare di allevatori esperti, guidata da un imprenditore-pastore di 27 anni che già gestisce un’altra malga nel territorio. Sono stati portati un centinaio di vacche e altri animali, ripristinata la produzione casearia e si stanno sviluppando attività didattiche e agrituristiche.
“Siamo felici che questa giornata segni il compimento del desiderio di Liliana e Bruno Collavo, che nel 2015 donarono i pascoli di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt con l’auspicio che tornassero a essere vivi e fecondi. Il Fai - afferma il presidente Marco Magnifico - ha accettato questa donazione perché la cura del territorio parte dalle terre alte. I cambiamenti climatici ci hanno infatti abituato a drammatici fatti di cronaca e il dissesto idrogeologico è una delle grandi battaglie da affrontare. Da 50 anni il Fai salvaguarda il paesaggio italiano e a Malga Fontana Secca lo si farà affidandolo di nuovo a pascoli che sono inoltre sacri alla Patria, in quanto costellati di trincee della Prima guerra mondiale”.
Agli auguri di Zaia, si aggiungono anche le parole del consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fratelli d’Italia), che sottolinea il valore insito nel riportare in vita le malghe storiche di un territorio. “Il taglio del nastro da parte del Fai - afferma - deve riempirci d’orgoglio. Grazie ai finanziamenti del Fondo comuni confinanti (Fcc), del Pnrr, del Fai, della Fondazione Same e di donatori privati, Malga Fontana Secca torna a essere un punto di riferimento della cultura montana. Inoltre, la disponibilità dei gestori a presidiare queste aree, la volontà di creare laboratori per gli studenti e le future visite guidate alle trincee rappresentano il modo migliore per valorizzare l’identità della montagna”.
Come citato da Razzolini, sono molteplici i contributi al progetto, il cui investimento complessivo è di 3 milioni di euro. Grazie al supporto del Comune di Setteville, il Fai ha beneficiato anzitutto del contributo Fcc di circa 1 milione di euro, cui si aggiungono il sostegno di Regione Veneto, con fondi del Programma Pnrr-NextGenerationEe, di Fondazione Same, che già sostiene progetti formativi per giovani pastori e agricoltori in Africa, di aziende come Epta e Moncler, e delle donazioni di cittadini singoli e associati.
“Mi auguro che questo progetto - conclude Dario Bond, presidente Fcc - sia di ispirazione per tutta la montagna veneta. Fin dal suo inizio si è posta grande attenzione all’area del Monte Grappa e al suo valore storico e paesaggistico, perciò spero possa essere un giovane con forti radici sul territorio e passione a gestire Monte Fontana Secca, e che assieme a lui tanti altri possano conoscere la vita e il mestiere di un alpeggio”.












