Inaugurato il nuovo "Snodo in quota" per avvicinare i servizi a chi abita nella aree montane: "Garantiamo pari opportunità di accesso a tutti i cittadini"
Aperto lo Snodo in quota di Santo Stefano di Cadore: un nuovo punto di prossimità che porta i servizi sociali, digitali e informativi più vicino ai cittadini del Comelico

SANTO STEFANO DI CADORE. Un presidio di prossimità che porta i servizi sociali, digitali e informativi più vicino ai cittadini delle aree montane del Comelico: questo e molto altro è il nuovo Snodo in quota inaugurato a Santo Stefano di Cadore.
Si tratta del quinto punto della rete degli Snodi in quota, il progetto promosso dal Comune di Belluno e sostenuto dalla Fondazione Cariverona, con il coordinamento tecnico di MetaLogos e la collaborazione della Conferenza dei Sindaci e dell’Azienda Ulss 1 Dolomiti.
Tante le autorità e gli amministratori locali intervenuti alla cerimonia di apertura: "Quando siamo partiti con gli Snodi in quota - spiega l’assessore ai servizi sociali del Comune di Belluno Marco Dal Pont - avevamo tre aree: Belluno, il Cadore e l’Agordino. Ma ci siamo resi conto immediatamente che anche Comelico e l’Alta Valle del Piave avevano bisogno di un punto di riferimento. Le istituzioni devono andare verso i cittadini, non il contrario. Questo è il principio che ci guida".
Lo Snodo in quota di Santo Stefano, come gli altri della rete, offrirà supporto gratuito su più livelli: dall’assistenza digitale (per esempio per ottenere lo Spid o accedere ai servizi online della pubblica amministrazione) all’orientamento su bonus e contributi sociali, fino al contatto diretto con i servizi di assistenza, lavoro e formazione.
Il presidente di MetaLogos, Michele Dal Farra, ha sottolineato come il progetto stia diventando un vero laboratorio di innovazione sociale: "Abbiamo già registrato oltre 1.100 accessi negli altri Snodi. Le persone non cercano solo aiuto per compilare pratiche o ottenere bonus, ma anche ascolto, orientamento e sostegno. Lo Snodo in quota è un luogo di relazione, una porta d’ingresso al sistema dei servizi".
Il progetto rappresenta anche un tassello strategico nel percorso verso la costituzione dell’Ambito territoriale e sociale del Bellunese, prevista entro marzo 2026, ha sottolineato l’assessore Dal Pont: "Stiamo costruendo una rete che permetta di garantire pari opportunità di accesso ai servizi a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È un passo fondamentale verso un sistema più omogeneo e inclusivo".
Dagli interventi dei rappresentanti istituzionali è emerso un messaggio condiviso: la necessità di fare squadra e superare i campanilismi per offrire servizi omogenei e duraturi anche nelle aree più periferiche. "In un periodo in cui si vedono spesso uffici e sportelli chiudere, oggi inauguriamo un servizio che apre – ha commentato la vicesindaca di Comelico Superiore, Marta Bramezza –. È un segno concreto di attenzione ai cittadini e ai bisogni reali delle nostre comunità".
Il nuovo Snodo sarà operativo fino alla fine del 2025, con l’obiettivo di prolungarne l’attività anche nel 2026. La sfida ora è rendere stabile questa rete di servizi, integrandola con i futuri strumenti dell’ambito sociale e con le Case della Comunità previste dal Pnrr.

















