"La comunità ha sacrificato tanto sull’altare delle Olimpiadi, ora è stufa di sentir parlare di turismo extralusso e grandi eventi: occorre un cambio di rotta"
Roberta De Zanna, consigliera di Cortina Bene Comune: "Si è parlato degli effetti positivi sul turismo ma allora perché è stata necessaria addirittura un’ordinanza 'anticafoni' per censurare comportamenti poco rispettosi? Ci sono altri modi per valutare i benefici del turismo che non siano solo i numeri e la quantità delle presenze, ma che tengano conto della qualità della vita dei residenti"

CORTINA D'AMPEZZO. Non è piaciuta, a Roberta De Zanna (consigliera di Cortina Bene Comune) la decisione del Comune di Cortina d'Ampezzo di omaggiare alcune autorità che hanno operato per la riuscita dei Giochi olimpici e paralimpici 2026 nel corso di una cerimonia ufficiale.
L'elenco dei riceventi del prestigioso "Campanile di Cortina d’Ampezzo”, massima Onorificenza Civica del Comune, è lungo e variegato: si va da Salvini a Malagò, passando per Zaia, il commissario di Simico Saldini, i vertici del Cio e il sindaco di Verona Damiano Tommasi e tanti altri.
Una lista (e una cerimonia) che ha fatto storcere il naso a De Zanna: "A scanso di equivoci dico subito che non disconosco affatto tutto l’impegno e il lavoro svolto da chi è stato coinvolto nell’organizzazione e nella realizzazione delle opere per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: dai vertici apicali, commissari vari, alle forze dell’ordine, fino alle maestranze e ai volontari, tutti, chi più chi meno, hanno profuso il proprio impegno per portare a termine questo grande evento. Detto ciò, è sui modi e sui risultati che si può aprire il confronto".
"Ora che abbiamo di fronte agli occhi l’impatto della pista da bob e della cabinovia Apollonio-Socrepes - prosegue De Zanna -, dopo che stiamo mangiando polvere e cemento da anni, ha ancora senso parlare di Olimpiadi sostenibili? Ora che ci troviamo a dover fare i conti con il debito di Fondazione Milano-Cortina e tutti i soldi pubblici spesi, con gli extra costi e le opere da concludere, ha ancora senso parlare di Olimpiadi a costo zero? Se la legacy per Cortina d’Ampezzo è rappresentata dalla pista da bob, per la quale non esiste ancora un piano economico e la cabinovia Apollonio-Socrepes senza parcheggio, con tutti i costi a carico della cittadinanza, siamo sicuri che sia una cosa buona o ne avremmo fatto volentieri a meno?".
L'elenco dei quesiti senza risposta si allunga: "Si è parlato degli effetti positivi sul turismo ma allora perché è stata necessaria addirittura un’ordinanza 'anticafoni' per censurare comportamenti poco rispettosi? Ci sono altri modi per valutare i benefici del turismo che non siano solo i numeri e la quantità delle presenze, ma che tengano conto della qualità della vita dei residenti che quest’estate sono stati sopraffatti dal traffico e dalla confusione, a scapito anche di un’offerta turistica di qualità per l’ospite stesso".
"È giunto il momento - conclude il proprio intervento De Zanna - di smettere di suonare la grancassa del 'quanto siamo stati bravi' e 'quanto è stato tutto meraviglioso'; sono rimaste molte questioni aperte, è ora di cominciare ad occuparsi dei problemi del paese in tutti i suoi aspetti, dalle esigenze dei residenti alla tutela dell’ambiente ma in modo concreto, non solo parlando di 'sostenibiltà' o pensando di risolvere i problemi piantando 8.000 arbusti per mimetizzare la pista da bob. La comunità ha sacrificato tanto sull’altare delle Olimpiadi, si è sentita messa in disparte e poco considerata e ora, giustamente, pretende di veder riconosciute le proprie esigenze e necessità, è stufa di sentir parlare di grandi eventi, top di gamma, turismo extralusso e vedere il paese sfuggirle di mano, fino a non sentirsi più protagonista del proprio futuro. Un cambio di rotta è quanto mai necessario prima che sia troppo tardi!".














