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Belluno
01 aprile | 18:52

Post Olimpiadi opere pubbliche dimenticate? Sindi Manushi: “La paura è che tutti si rilassino e invece serve più attenzione. Abbiamo capito che il turismo non basta”

Dopo la ripresa delle chiusure alla tratta ferroviaria per il Cadore, l'intervista alla sindaca di Pieve Sindi Manushi, dal significato della ferrovia per il territorio al monitoraggio delle opere olimpiche: "La paura è che tutti si rilassino, quando invece sarebbe necessario, anche più di prima e soprattutto per la politica locale, monitorare il completamento delle opere e, in generale, il vero lascito di queste Olimpiadi per il territorio"

PIEVE DI CADORE. “Sono preoccupata perché, finita la festa, temo si verifichi un generale allentamento dell'osservatorio sulle opere olimpiche. La paura cioè è che tutti si rilassino, quando invece sarebbe necessario, anche più di prima e soprattutto per la politica locale, monitorare il completamento delle opere e, in generale, il vero lascito di queste Olimpiadi per il territorio”.

 

A riflettere sul futuro della provincia di Belluno è Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore, contattata da Il Dolomiti a seguito delle recenti discussioni sul tema viabilità. La difesa dell’associazione Treni Belluno verso le nuove chiusure della tratta Ponte Nelle Alpi-Calalzo, infatti, non ha lasciato indifferente una parte del territorio (qui l’articolo).

 

Da mesi, il centrosinistra chiede un intervento risolutivo per il trasporto ferroviario, ma gli appelli non sono stati ascoltati. “Speravo che dopo le Olimpiadi - afferma Manushi - le chiusure non ripartissero in maniera così pesante, ma che si riprogrammassero gli interventi o almeno ci si ponesse la questione di cosa fare del treno. Invece è stata un’altra occasione persa per la Regione e Rfi, ma anche per la Provincia di mettersi in discussione”.

 

Cosa significa la ferrovia per il Cadore?

 

Molto. La scelta di andare avanti a oltranza con le chiusure è deleteria, perché toglie un servizio a studenti e lavoratori spingendoli a non usare più il treno, che diventa di fatto stagionale. Negarlo è un controsenso, perché un treno funzionante solo nelle fasce turisticamente più valide lo è per definizione. Inoltre, da quello che si inizia a tastare, ho l'impressione che anche le corse di agosto non saranno così frequenti, sicuramente non ogni ora come per le Olimpiadi. I Giochi però hanno dimostrato che si può fare, perciò chiederemo all’ente di governo di intervenire, anche per il trasporto su gomma. In Cadore si dice che non puoi vivere senza la macchina e oggi, purtroppo, è così, tuttavia ci siamo accorti che non è un uso e costume dei residenti: quando treni e autobus sono stati potenziati, i cittadini li hanno sfruttati eccome, e di buon grado. Ad oggi, però, la Provincia non si è mossa: qualche mese fa avevamo portato un ordine del giorno, votato all’unanimità, per un tavolo con Rfi e Regione (qui), ma non se ne è più saputo nulla. Perciò ora porteremo una mozione: la Provincia deve chiedere di condensare i lavori in qualche anno per poi aprire questa benedetta linea e fare campagna promozionale sull’uso del treno.

 

Cambierà qualcosa con il nuovo Consiglio provinciale?

 

Lo scopriremo. Il nuovo presidente non si è ancora esposto a riguardo, ma sul Comelico ha affermato che si è fatto il ragionamento contrario, cioè procedere con i lavori un po’ alla volta per non chiudere del tutto la galleria. Lì questa scelta funziona, altrimenti un’intera vallata resta tagliata fuori, ma per il Cadore non è così: se fermiamo la ferrovia non restiamo isolati. Il treno per noi ha un altro significato, ugualmente importante: se vogliamo sia una valida alternativa ai problemi dell’Alemagna dobbiamo rilanciarlo, se invece vogliamo che muoia o diventi una sorta di Cadore express, lasciamolo così. Ma la nostra posizione non è questa.

 

Come sta andando invece con la nuova galleria a Tai?

 

Bene, ora si procede con le opere di contorno e la sistemazione della parte sud dei versanti. Quello che mi preoccupa è la chiusura della rotatoria a nord per lavori, perciò a Tai si accede solo tramite la galleria: la paura è soprattutto per i commercianti che si sentono isolati. Continuo perciò a sollecitare Anas affinché facciano presto: la riapertura è prevista verso metà aprile, anche se speravo per Pasqua. Oltre, non possiamo permettercelo.

 

Olimpiadi: un bilancio, soprattutto sul dopo?

 

Olimpiadi e Paralimpiadi sono andate bene sia dal punto di vista sportivo sia a livello di immagine per Cortina, che ha fatto una gran bella figura. Ora bisogna capire il prosieguo: i cantieri impiantati, i problemi aperti come la cabinovia Apollonio-Socrepes, le cose in sospeso. Ma spetta alla politica locale, in primis la Provincia, ribadire che non è finita e che ci sono investimenti da fare a partire dalla viabilità: o sfruttiamo la scia olimpica per chiedere quello che ci spetta o finiamo nel dimenticatoio. Le Olimpiadi hanno dimostrato che, se si vuole, si può investire su un territorio, e lo dobbiamo fare, ben oltre il turismo: con un 30% in meno di presenze perfino durante i Giochi, abbiamo imparato che non possiamo affidarci a questa monocoltura. Spingere i residenti ad andarsene, alla lunga, sarà deleterio”.

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