Tratta Ponte-Calalzo: la Provincia chiederà un confronto con Rfi. Calligaro: “Basta polemiche, è passato il messaggio sbagliato: le manutenzioni a favore della ferrovia”
Continua il confronto sulla ferrovia in Cadore, con qualche scintilla apparsa anche nell’ultimo Consiglio provinciale. La mozione presentata un mese fa dalla consigliera Sindi Manushi è stata infatti approvata, anche se con alcune modifiche. Non è però mancato il confronto con la vicepresidente Silvia Calligaro, che sottolinea come le chiusure siano positive per la tratta

BELLUNO. Continua il confronto sulla ferrovia in Cadore, con qualche scintilla apparsa anche nell’ultimo Consiglio provinciale. “La cosiddetta polemica, che in realtà era una discussione consiliare, è capitata in maniera spontanea in contumacia della vicepresidente i cui contenuti non ritengo esosi nel merito, anche se fuori le linee per la forma. Il punto è seguire le tematiche da vicino: sono dunque contenta che oggi la vicepresidente sia intervenuta dopo un anno e mezzo, perché, a dispetto di quanto dice, è di competenza sua e del Consiglio provinciale rappresentare tutti i bellunesi”. Così la consigliera provinciale, e sindaca di Pieve di Cadore, Sindi Manushi è tornata sul merito della discussione nata nel Consiglio del 4 novembre, quando aveva definito “una vigliaccata” il rinvio della mozione da lei presentata (qui l’articolo). Mozione che chiedeva di convocare, da parte del Consiglio stesso, un tavolo con Regione Veneto e Rfi (Rete ferroviaria italiana) per discutere della tratta Ponte nelle Alpi-Calalzo, in seguito al documento ufficiale arrivato al Comune di Pieve nel quale la società indica chiusure della tratta per sei mesi l’anno fino al 2030.
“Non entro nel merito delle polemiche - afferma ora Silvia Calligaro, vice presidente e delegata alla viabilità - perché non hanno senso rispetto al tema. Per quanto riguarda invece la mozione, è stata mandata una richiesta a Regione e Rfi per capire lo stato dell’arte, mentre rispetto al documento ufficioso, che ho visto sui social, le risposte apparse sulla stampa di Rfi e dell’assessora regionale De Berti penso depongano a favore del fatto che la manutenzione straordinaria e ordinaria è volta a mantenere la linea in funzione. Certamente la possibilità di ottimizzare i lavori nel tempo è ragionevole e la provincia può fare da collante per le esigenze del territorio, tuttavia non ha competenza diretta in materia”.
Per questi motivi, dunque, il testo iniziale proposto da Manushi è stato emendato, indicando la lettera di Rfi (qui il contenuto) come “ufficiosa” anziché “ufficiale” e togliendo il riferimento politico al Partito democratico, in questi mesi tra le voci più “combattive” sul tema, ma comunque impegnando la Provincia a promuovere il tavolo di confronto al fine di chiedere la concentrazione dei lavori in un periodo inferiore.
“Non è un discorso su chi fa cosa - prosegue però Manushi - ma che le istanze del territorio siano portate avanti. Abbiamo appena votato una mozione su Hydro, tema su cui il Consiglio non ha competenza perché è materia sindacale (qui l’articolo), perciò chiedo che lo stesso ragionamento sia fatto su trasporti e viabilità. Non vedo qui giocatori fuori campo: è piena prerogativa del Consiglio rappresentare il disagio del Cadore. Inoltre, il documento di Rfi non è nulla di ufficioso, frutto di congetture del PD o di fonti non note, ma è stato ricevuto e protocollato dal Comune di Pieve”.
Alla fine la mozione è stata approvata all’unanimità nonostante le modifiche, con il voto favorevole anche di Manushi, che ha sottolineato come “qualsiasi testo licenziato da questo Consiglio sia meglio rispetto al silenzio da parte del territorio”.
La questione ha però finito col diventare strettamente politica. “Il fatto che certe istanze del territorio possano arrivare a chi ha la competenza esula da delibere di indirizzo, post sui social e articoli di giornale. La polemica - conclude Calligaro - fa male al territorio perché quella tratta e la stazione di Calalzo sono state oggetto di un lungo dibattito che non ha giovato: penso ad esempio a potenziali investitori che potrebbero pensare al territorio come non servito. Invito quindi a non fare polemiche, ma magari a essere pungoli in altri. Secondo me, questo è di fatto un non tema, perché le manutenzioni sono a favore del mantenimento della linea, invece il messaggio passato mesi fa era che le chiusure avrebbero portato alla soppressione della tratta: un messaggio secondo me fuorviante e dannoso per il territorio provinciale e per quella che è casa mia, e che amo. Faccio quindi questo appello: evitiamo toni e un clamore che possono essere un boomerang per tutta la provincia”.












