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Belluno
18 febbraio | 10:08

Fisioterapia a domicilio, al via un progetto sperimentale per le zone di montagna: “Oggi è l’ospedale che si muove verso il cittadino”

È attivo Fisiovan, il servizio di cure fisioterapiche mobili che l’Ulss 1 Dolomiti ha attivato in Comelico. Il mezzo sarà presente a giorni alterni tra Santo Stefano di Cadore e Padola per erogare le terapie ai pazienti che vivono in aree periferiche: si tratta di una sperimentazione che, se funziona, potrà essere portata dalla Regione anche in altre zone montane

SANTO STEFANO DI CADORE. Lo definisce “un ospedale che si muove verso il cittadino” il commissario generale Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben: è Fisiovan, il progetto sperimentale di riabilitazione mobile attivo in Comelico per portare le cure fisioterapiche nel territorio.

 

Si tratta di un ambulatorio mobile rivolto a pazienti con difficoltà motorie, malattie cronico-degenerative o post-chirurgiche, che risiedono nei territori più decentrati. Dopo la visita del fisiatra, se ritenuti idonei da quest'ultimo potranno fare richiesta di pianificazione delle visite del Fisiovan presso il luogo concordato: la terapia avverrà a bordo, fino alla visita finale che potrà anche essere fatta in telemedicina.

 

Il servizio è stato presentato ufficialmente nella mattinata di lunedì 16 febbraio ed è attivo da subito. “Il progetto - spiega l’azienda sanitaria - non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia volta a potenziare l’assistenza territoriale. L’obiettivo è infatti garantire l’equità di accesso alle cure a chi risiede nelle zone più periferiche, riducendo gli spostamenti delle persone assistite. Questo si traduce in benefici in qualità della vita per loro e in semplificazione per i caregiver, facendo risparmiare tempo e chilometri”.

 

“Con il FisioVan - prosegue Dal Ben - ribaltiamo il paradigma tradizionale: non è più il paziente fragile a doversi spostare verso l’ospedale, ma è la sanità pubblica che va incontro al cittadino. Abbiamo investito in questo progetto perché crediamo che portare tecnologie avanzate e professionisti direttamente sotto casa significhi non solo curare meglio, ma anche combattere lo spopolamento con servizi di eccellenza. Il Comelico è infatti sede della sperimentazione di un servizio che la Regione Veneto potrà poi trasferire in altre zone montane”.

 

La clinica mobile è affidata a Fisiolab, ma il servizio è erogato dall’Ulss 1 quindi pubblico (al costo del ticket per il cittadino, se non esente). La sperimentazione durerà sei mesi, durante i quali il Fisiovan si troverà a Santo Stefano, nei pressi della palestra, nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, e a Padola vicino al campanile il martedì e il giovedì. Potranno essere trattati circa 6 pazienti al giorno, soprattutto coloro i quali necessitano di cicli di riabilitazione per patologie ortopediche, neurologiche o croniche.

 

“Vedere questo mezzo operativo nella nostra piazza - conclude Alfredo Comis, sindaco di Santo Stefano di Cadore - è una vittoria per tutta la comunità. Il servizio migliora infatti tangibilmente la qualità della vita in Comelico, permettendo ai nostri cittadini di curarsi restando nel proprio paese. Per rimanere in montagna la gente ha bisogno di servizi”.

 

E, nel frattempo, in montagna si è trasferita anche la fisioterapista dedicata, arrivata tra le Dolomiti da Rimini.

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