Rotta Balcanica, dalla fuga alla dipendenza di psicofarmaci. Il dramma di Adam: "A Trento si vendono nei parchi, costano meno di un caffè. Molti non riescono a smettere”
Lungo il terribile viaggio della rotta balcanica compaiono le pastiglie. "Non so chi fossero le persone che ci davano questi psicofarmaci. Ma so che a un certo punto non potevo più farne a meno" ci racconta Adam, 28 anni, arrivato a Trento e ora costretto a dormire in strada. "Qui vengono vendute nei parchi, riesci a trovare a un euro una pastiglia di Rivotril e con due euro e mezzo si può avere anche Lyrica"

TRENTO. Non è solo una rotta. È un dramma che attraversa corpi e menti, lasciando dietro di sé qualcosa che non si vede subito: una dipendenza che nasce lungo il viaggio. Quella dagli psicofarmaci che trasformano poi la vita in un inferno.
Ce lo racconta Adam (nome di fantasia per motivi di privacy). Ha 28 anni, è arrivato dal Marocco e oggi dorme per strada a Trento negli angoli che trova liberi.
Un viaggio interminabile il suo lungo la rotta balcanica. Per arrivarci ha attraversato la Turchia, la Grecia, l’Albania, il Montenegro, la Bosnia, l’Austria. Ma ha toccato anche la Croazia, lì è stato fermato, rinchiuso in un capannone, spogliato di tutto e picchiato. Una tappa come tante in una rotta fatta di violenza, nascondigli, paura e attese interminabili.
Ed proprio lungo questo percorso che compaiono le pastiglie. Non è chiaro chi distribuisca questi farmaci e perché. “Non so chi fossero le persone che ci davano questi psicofarmaci”, racconta Adam. “Ma so che a un certo punto non potevo più farne a meno”. All’inizio servono per andare avanti, dormire quando si può, non crollare e calmare la paura e l'ansia. Poi diventano altro.
Quando lo incontriamo è mattina. Ha appena fatto tappa all'associazione famigliari tossicodipendenti dove tantissimi ragazzi trovano un aiuto. Con lui ci sono altri due suoi amici, anche loro marocchini: uno è arrivato dalla Spagna dopo aver attraversato mezzo continente nascosto sotto un camion; l’altro partito pagando 5 mila euro per un contratto stagionale che non è mai esistito o almeno lui non ha mai visto.
Adam ha voglia di parlare ma allo stesso tempo rivivere il viaggio è troppo doloroso. E' partito dal Marocco per trovare una vita migliore e assieme ad altri ha percorso la rotta balcanica. “Non immaginavo di trovarmi in così tanta violenza. Non puoi pensare agli altri, devi andare avanti” ci racconta. “Lungo il viaggio ho visto davanti agli occhi un altro ragazzo cadere a terra e morire dentro un fiume. Non ho potuto fare nulla perché avrei rischiato di non farcela anche io”.
Violenze fisiche, respingimenti illegali ma anche vere e proprio bande criminali organizzate pronte a catturare con l'inganno i migranti, caricarli nei furgoni e farli sparire. “Spesso usano una donna per attirare l'attenzione ma appena ti avvicini – ci racconta Adam – arrivano in quattro o cinque banditi e ti mettono in un furgone e ti portano via. Stava accadendo anche a me ma per fortuna sono riuscito a scappare”.
Attraversare la rotta balcanica è difficile, ci sono zone di montagna, fiumi con correnti tremende, boschi e tantissimi pericoli nascosti. E' lungo questo viaggio, nei campi o nelle strutture informali che le pillole di psicofarmaci sono sparse ormai ovunque. “Vengono date di continuo” ci dice Adam. “Servono per non sentire il dolore, per calmare la paura ma nessuno ti dice quante ne puoi prendere” ci racconta.
Sono principalmente due i farmaci che si trovano lungo la rotta, la Lyrica, un antiepilettico, e Rivotril che viene usato spesso anche per l'ansia e gli attacchi di panico. Girano tantissime confezioni e il consumo è continuo lungo tutto il viaggio fino a non riuscire più a farne a meno. Utilizzati senza controllo medico, possono diventare rapidamente una dipendenza.
Un dramma lungo la rotta Balcanica che arriva fino a Trento dove la voglia di quelle pillole è continuata. Nelle piazze, nei parchi con il passare degli anni il mercato nero di questi farmaci è aumentato e costano meno di un caffè.
“Con un euro – ci racconta Adam – riesci a trovare una pastiglia di Rivotril e con due euro e mezzo si può avere anche Lyrica. Sono italiani quelli che le vendono, girano ricette, non so da dove provengono”. E' un mercato parallelo qualche volta a quello della droga che non sembra conoscere crisi e che, purtroppo, tra i clienti vede sempre più giovani.
“Tanti ragazzi – continua Adam – arrivano dopo il viaggio e non hanno più nulla. Sono fuori di testa a causa delle continue pillole che gli hanno fatto prendere durante la rotta. Diventano aggressivi e pericolosi e non riescono a controllarsi, non riescono fare a meno di questi farmaci”.
Una dipendenza drammatica che, come già scritto in un precedente approfondimento (QUI L'ARTICOLO), sta vedendo a Trento un aumento di persone che chiedono aiuto al Serd e che da tempo viene denunciata da Aft.













