Al via la Giornata della montagna. Belluno sollecita il ministro Calderoli: “Trento e Bolzano dimostrano che autonomia e risorse, se ben spese, fanno la differenza”
Si apre a Belluno la prima delle due celebrazioni dedicate alla Giornata internazionale della montagna. A cavallo tra l’approvazione della legge sulla montagna e l’inizio delle Olimpiadi, il territorio bellunese non perde l'occasione per sollecitare il ministro Roberto Calderoli rispetto alle necessità del territorio

BELLUNO. Si apre a Belluno la prima delle due celebrazioni dedicate alla Giornata internazionale della montagna. A cavallo tra l’approvazione della legge sulla montagna e l’inizio delle Olimpiadi, il territorio bellunese non perde l'occasione per sollecitare il ministro Roberto Calderoli rispetto alle necessità del territorio.
A partire è il Comune di Belluno, con il vicesindaco Paolo Gamba che, se da un lato ringrazia chi ha voluto le Olimpiadi sul territorio, dall’altro ricorda il dovere di difenderlo. “Abbiamo la necessità impellente di ribadire che è cambiato il sistema dell’abitare in montagna - afferma - perché ci sono situazioni veramente difficili. Soprattutto nelle Dolomiti, dobbiamo dare risposte a chi viene a trovarci non solo con alberghi a cinque stelle, ma anche mantenendo la nostra identità. Per farlo, abbiamo bisogno di risorse e di nuove idee: ricordiamoci che tutta l'Italia è un museo a cielo aperto e che, oltre ai contributi, ci serve qualcosa di più”.
L’appello più diretto arriva però dalla Provincia, con il presidente Roberto Padrin che parte, un po’ inevitabilmente ma anche, va detto, per fortuna (perché ci sono), dai punti di forza. “Sarebbe facile - afferma - fare la lista delle criticità e stilare una serie di richieste affinché la montagna resti abitabile, competitiva e attrattiva. Voglio invece partire dalle potenzialità della provincia, perché non si dica che le richieste sono un piagnisteo continuo: un settore manifatturiero forte, un artigianato di alta qualità e l’ambiente, un ecosistema che diventa turismo ed energia green e che abbiamo il dovere di conservare”.
E proprio sull’ambiente iniziano le criticità, con lo spopolamento, figlio soprattutto della mancanza di servizi, che rende difficile questa conservazione: perciò l’invito al ministro Calderoli è di insistere sull'autonomia. “Mentre la montagna alpina e appenninica si spopola - prosegue Padrin - ce n’è una che cresce: Trento e Bolzano, che dimostrano come autonomia e risorse, se spese bene, possono fare la differenza”. Ecco quindi l’auspicio alla “trasformazione delle regole di uso dei Fondi dei comuni di confine su progettualità specifiche, che portano benefici a tutti, all’attuazione rapida della legge sulla montagna e alla definizione delle regole della partita dell’idroelettrico (le concessioni scadono nel 2029), che è la vera autonomia finanziaria del territorio”.
Un sollecito subito ripreso da altre voci, come la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton che ricorda, ancora una volta, come la richiesta non sia di privilegi, ma di pari condizioni rispetto ad altri territori per poter crescere, e Pierluigi Svaluto Ferro, del Consorzio Bim Piave Belluno, che invece osserva: “In questa legge ho colto tre elementi di fondo: che la montagna è una questione nazionale, che la politica per la montagna deve essere questione di giustizia sociale, e che l’obiettivo di tale politica è l’uomo che vive in montagna. Dall’ultima legge, si sono persi 30 anni senza indicarne con precisione le linee, ad esempio la valorizzazione del patrimonio forestale, come garantire la copertura dei sovraccosti strutturali permanenti, o la fiscalità delle zone montane. Spero quindi che, con questa legge, si trovi soluzione a tutto ciò: molti la criticano perché considerano 200 milioni di euro poca cosa (qui un esempio), ma vorrei ricordare le parole di Amintore Fanfani, secondo il quale non occorre mettere il macigno di milioni al petto dei montanari, ma dare un po’ di coraggio dicendo loro che si è scelto di cammino sulla strada della risoluzione dei problemi. E questa legge ha già iniziato a tracciarlo: ora bisogna darvi attuazione”.












