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Belluno
11 settembre | 11:23

“Senza risorse le buone intenzioni restano tali”. Alessandro Del Bianco (PD Belluno) interviene sulla legge per la montagna: “A Belluno 2 milioni in meno all’anno”

Approvata la legge sulla montagna, che però sembra nascondere più buoni propositi che azioni concrete per il riconoscimento e la promozione delle zone montane. È infatti critica la posizione di Alessandro Del Bianco, candidato alle prossime regionali con il Pd Belluno Dolomiti. “Non ci saranno più risorse: il finanziamento da 200 milioni avviene spostando fondi già previsti. È come se davanti a un popolo di assetati si travasasse il contenuto di una bottiglia in un'altra”

di Redazione

BELLUNO. Dopo un iter parlamentare di quasi un anno, è stata approvata la legge sulla montagna, che però sembra nascondere più buoni propositi che azioni concrete per il riconoscimento e la promozione delle zone montane. “Una legge piena di buone intenzioni, tutte cose bellissime e molte potenzialmente fattibili già prima della legge. Che però necessitano di una cosa: soldi, che non ci sono. E senza soldi, le buone intenzioni restano tali” commenta Alessandro Del Bianco, del Partito Democratico Belluno Dolomiti.

 

Abbiamo già fatto una prima analisi del provvedimento su L’Altra Montagna con il presidente nazionale Uncem Marco Bussone, secondo il quale la legge presenta alcuni provvedimenti interessanti, se però attuati presto, ma non fornisce abbastanza risorse. “La montagna - afferma Bussone - non vuole più regalare risorse. Bisogna intervenire per aumentarle, affinché tutte le regioni abbiano un fondo per la montagna e una normativa sulla montagna” (qui l’approfondimento).

 

A confermare questa visione interviene anche Del Bianco, candidato alle prossime regionali in Veneto. “Nell’articolo 33 della legge - afferma - si legge ‘Alla copertura dei predetti oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit)’. Basterebbe questa riga per svelare il bluff: il famoso finanziamento di 200 milioni, che restano in ogni caso pochissimi per tutta la montagna italiana, avviene spostando risorse per la montagna, peraltro previste dal governo Draghi. Risultato? Non c’è un euro più di prima, semplicemente si travasa. È come se davanti a un popolo di assetati si prendesse una bottiglia, si travasasse il contenuto in un'altra e si tentasse di dire: ecco popolo, prendi questa nuova bottiglia di acqua”.

 

Del Bianco concorda con Bussone anche rispetto alle modifiche degli enti istituzionali, che risultano assenti. “Quale migliore occasione di questa - afferma - per ridare centralità e funzioni (elettività in primis) almeno a quelle tre province che per legge sono definite montane? Eppure niente, solo fuffa. Se accompagniamo la legge montagna ai tagli del governo fatti in finanziaria, e che incideranno in maniera molto pesante proprio nelle prossime annualità, scopriamo che gli enti locali montani perderanno risorse. Solo in provincia di Belluno saranno 2 milioni in meno all’anno fino al 2028”. Provincia che già soffre per la mancanza di risorse sia umane che economiche, soprattutto dopo gli interventi straordinari di questa estate per far fronte agli eventi legati a quel cambiamento climatico che la legge sulla montagna cita senza affrontare seriamente.

 

Insomma, secondo Del Bianco si tratta di tante parole, che però alla montagna non servono più. “In sostanza - conclude - lo stato ci guadagna e la montagna ci perde. C’è chi, e davvero ci vuole coraggio, ha parlato di svolta storica ma in realtà è proprio il caso di dire che la montagna ha partorito il topolino. E già così sarebbe una visione ottimista”.

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