Belluno: evidenziare le criticità o mostrare orgoglio per il territorio? Il confronto tra Del Bianco e Calligaro sul futuro della provincia
Un primo tavolo c’è stato: all’incontro preparatorio in vista degli Stati generali della provincia di Belluno, si è tenuto anche un confronto carico di temi, nel quale non è mancato l’eterno dibattito tra l’atteggiamento da adottare. Evidenziare le criticità del territorio o tirare fuori l’entusiasmo di cui i bellunesi sono spesso accusati di essere carenti? Le posizioni dei consiglieri regionali Alessandro Del Bianco e Silvia Calligaro

SEDICO. Un primo tavolo c’è stato: all’incontro preparatorio in vista degli Stati generali della provincia di Belluno (qui il dettaglio), si è tenuto anche un confronto carico di temi, nel quale non è mancato l’eterno dibattito tra l’atteggiamento da adottare. Evidenziare le criticità del territorio o tirare fuori l’entusiasmo di cui i bellunesi sono spesso accusati di essere carenti?
A confrontarsi c’erano Ennio Vigne, presidente Uncem Veneto (Unione nazionale comuni comunità enti montani), Marco Staunovo Polacco, presidente Consorzio Bim Piave, Mario Pozza, presidente Camera di Commercio Treviso Belluno, e i consiglieri regionali bellunesi Silvia Calligaro e Alessandro Del Bianco. Un confronto partito da una certezza, su cui tutti sembrano concordare. “A Belluno - esordisce Vigne - paghiamo la mancanza di coordinamento tra gli enti pubblici. Il nostro territorio ha risorse elevatissime, ma manca un coordinamento sul loro utilizzo. A questo segue la difficoltà nel metterle a terra: sono temi pratici che, nella strada verso gli Stati generali, vanno affrontati a un tavolo di confronto tra enti locali, mondo economico e quello sociale, che oggi viaggiano invece su binari separati”.
La discussione si fa però vivace quando entra in gioco la politica. A evidenziare le criticità, perché in fin dei conti da quelle si deve partire per risollevare una provincia che sta morendo, è Del Bianco. “Nella nuova Giunta regionale - sottolinea - è vero che c’è una delega alla montagna, ma non c’è più quella per la specificità bellunese, mentre molto si dibatte di quella di Venezia: le premesse dunque non sono ottime. Inoltre i dati economici mostrano una presenza industriale forte, ma avrei voluto vedere anche i numeri della cassa integrazione, sulla quale siamo invece la provincia peggiore”. Tanto che è stata indetta una manifestazione a cui è invitata anche la politica, nella speranza di un confronto concreto su una situazione precaria (qui l’articolo).
Diversi i temi messi in gioco dal consigliere: le infrastrutture avviate con le Olimpiadi, la gestione dei rifiuti, gli interventi finora saltuari sulla residenzialità, il nodo trasporti e la questione dell’idroelettrico, per lui la vera partita. “Non sono d'accordo - conclude - che bisogna evitare le contrapposizioni: agli Stati generali devono emergere, perché stiamo facendo valutazioni con un carattere politico. Quindi dovranno essere invitati i partiti, che non sono meno interlocutori di altri: è stato infatti detto che saremo i medici che devono trovare la terapia per il territorio, ma ne esistono diverse e si può scegliere quale seguire”.
A rispondere Calligaro, che invece punta sull’orgoglio dell’appartenenza territoriale. “Le problematiche della provincia - afferma - sono note, ma ora è necessario un atteggiamento propositivo: non solo puntare il dito su quello che non funziona, ma dare una visione di dove vogliamo arrivare. Io non so quale sia la cura per il paziente, ma puntare sempre il dito penso sia un po’ spiacevole anche nei confronti di chi ha cercato finora di fare il meglio possibile”.
“Ogni tema - prosegue - necessita di uno studio del passato, del presente e del futuro. Ricordiamoci ad esempio che le Olimpiadi non hanno creato solo problemi: sono l’occasione di avere sul territorio investimenti che altrimenti, per i dati che abbiamo visto, non avremmo avuto, perché il peso della popolazione della provincia di Belluno è minimale. Facendo un’analisi di costi e benefici e mettendo come punto rilevante la popolazione, infatti, siamo morti: il comune di Vigo di Cadore conta 1.300 anime, in una vastità elevatissima. Dobbiamo fare un’analisi costo-benefici di opere e strade? Totalmente fallimentare. I numeri sono quindi utili, ma vanno interpretati e i temi guardati con una chiave diversa”.
“Nei giornali locali vedo tante lamentele, che sono corrette. Ma se è vero che i trasporti vanno a singhiozzo - conclude Calligaro - è vero anche che non c’è una determinata criminalità e dobbiamo capire quali sono i pilastri fondamentali della nostra vita: sinceramente preferisco prendere la macchina, ma non rischiare che mia figlia non torni a casa la sera. Pare cioè che la provincia di Belluno sia la più sfortunata del globo terracqueo: impariamo invece a crederci e avere un po’ di sano orgoglio, partendo dal capire l’importanza di ospitare le Olimpiadi per l’indotto che genereranno”.












