Il futuro della montagna veneta: Bond lancia un patto per Belluno e guarda al Trentino, a Canal San Bovo e Tione. “Bene le Olimpiadi, ma dobbiamo investire sull'abitare''
Intervenendo a conclusione della presentazione del libro “Il futuro ad alta quota” del direttore di Confindustria Belluno Dolomiti Andrea Ferrazzi, l’assessore regionale Dario Bond ha fatto il punto su ciò che realmente serve al territorio per rilanciarsi. Con il consueto paragone con la Provincia autonoma di Trento, Bond ha portato l’attenzione in particolare sulla mancanza di risorse umane e sulla residenzialità

BORGO VALBELLUNA. “Nell’ambito degli Stati generali della provincia, lancio un ‘Patto per vivere a Belluno’: vanno bene infatti l'imprenditoria, le infrastrutture, l’elettrificazione dei treni, le Olimpiadi, ma serve prima di tutto un patto per vivere perché su questo non ci siamo”. Con la sua consueta concretezza e schiettezza, l’assessore regionale Dario Bond interviene così a margine della presentazione del libro “Il futuro ad alta quota” del direttore di Confindustria Belluno Dolomiti Andrea Ferrazzi (qui l’incontro). Rivolgendosi infatti al presidente della Provincia Roberto Padrin, che ha indetto gli Stati generali per la prossima primavera (qui l’incontro preparatorio), e soprattutto alla cittadinanza nel suo insieme, Bond ha portato alla luce i due problemi principali del territorio: spopolamento e residenzialità.
Dopo un incontro centrato proprio sul futuro della provincia, Bond conclude facendo il punto sul ruolo di istituzioni e cittadini. “Quando sono arrivato in Regione - spiega - ho chiesto a un funzionario cosa ci fosse sulla montagna e mi è stato detto che non c’era neanche il funzionario. Dico questo perché la buona volontà del cittadino fornisce lo spunto, da cui nasce l’assessorato alla montagna, ma poi bisogna creare un'impalcatura di capitoli che diano risposte. Può darle la politica? Sì, ma parzialmente”.
Secondo l’assessore, infatti, i compiti devono essere divisi tra tutte le componenti sociali. “La politica deve capire i problemi - prosegue - e metterci vicino una pianificazione del territorio, ma questo è il 50% del compito: il restante è fatto dai ragazzi di Sovramonte che, dalla robotica al meteo, hanno realizzato una serie di rassegne e dato vita a una mostra alla fine dell’impero”. Qui Bond fa riferimento alla Innovation Faire Sovramonte, fiera dedicata alla tecnologia, con espositori da tutta Italia, che si svolge nella palestra comunale del piccolo Comune bellunese: esempio di come giovani talenti sappiano creare innovazione anche in questo territorio.
“Ciò che unisce situazioni di grande difficoltà - spiega - all’interno di comuni di fondovalle come nelle terre alte è la mancanza della materia umana. Da presidente del Fondo dei comuni confinanti (Fcc), avevo un ufficio a Trento e ho conosciuto alcuni funzionari: la Provincia autonoma di Trento ha infatti tante risorse, ma anche tante belle teste, tanto materiale umano che sviluppa idee, le fa andare avanti, va all’estero per capire e poi le mette a terra. E in realtà come Canal San Bovo o Tione, nonostante non ci siano turismo o la grande agricoltura, hanno investito, fatto dei bandi e dato soldi ai Comuni che li hanno spesi ristrutturando case e beni comunali e realizzando appartamenti per coppie da tutta Italia. Così sono riusciti a rilanciare il territorio e le società sportive, e guarda caso poi il privato ha portato la sponsorizzazione per comprare pulmini o realizzare campi: è nata cioè la socialità”.
Da qui lo spunto per rilanciare l’altro grande tema della destinazione delle risorse di confine. “La prossima tornata - sottolinea - va messa quasi interamente sull’abitare: ristrutturazioni di beni comunali, o bandi per i cittadini che vogliono ristrutturare, perché crei spazio e collettività solo se hai un tetto sopra la testa. Molti professionisti sanitari se ne vanno perché non trovano affitto o i prezzi sono eccessivi: e allora spetta a tutti noi membri della società, il famoso restante 50%, fare uno sforzo e dare qualcosa, perché solo così si ottiene un risultato”.
In conclusione, nell’invitare Ferrazzi al prossimo incontro con i vertici regionali Confindustria per discutere di aree interne, rilancia le risorse per la montagna. "Annuncio - conclude Bond - che, poiché nel bilancio striminzito tra tante materie avevo 1 milione di euro libero, l’ho messo sulla montagna veneta. Non l’ho fatto per cambiare la vita dei territori, ma per aprire alcuni capitoli, in particolare su anziani e giovani: vediamo se gli altri colleghi, la Giunta, i consiglieri di maggioranza e minoranza, credono al vivere in montagna e a tutte le aree che soffrono gli stessi disagi”.












