Contenuto sponsorizzato
Belluno
21 gennaio | 15:32

“Il lavoro oltre i Giochi”: a Feltre i sindacati scendono in piazza. “Il fatto che ci si occupi solo di Olimpiadi è un problema. Serve un grande patto industriale per Belluno”

Si terrà sabato 24 gennaio la grande manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil Belluno per portare l’attenzione sullo stato del tessuto produttivo bellunese. Partenza simbolica da Hydro e ritrovo in piazza Maggiore, dove interverrà anche la politica. "Stiamo andando verso un impoverimento generale in maniera talmente lenta che quasi non ci spaventa, perché ci stiamo abituando”

BELLUNO. “Una manifestazione che vuole porre l’attenzione sullo stato della manifattura in questa provincia. Abbiamo infatti sempre avuto un tessuto manifatturiero importante, grazie al quale l’impatto del territorio è sempre stato molto forte, ma oggi questo sistema sta conoscendo crisi profonde a causa delle quali rischiamo di perdere non solo posti di lavoro, ma anche pezzi di valore industriale”.

 

Così Denise Casanova (Cgil Belluno), Francesco Orrù (Cisl Belluno Treviso) e Sonia Bridda (Uil Belluno) presentano “Il lavoro oltre i Giochi”, la manifestazione che le organizzazioni sindacali hanno organizzato per sabato 24 gennaio a Feltre.

 

La realtà industriale bellunese non sta certo passando un bel periodo, dalle crisi conclamate (Hydro, Edim Bosch, Ceramica Dolomite, Diab e Innovatek) a tutta una serie di piccole e medie aziende che stanno sempre più facendo ricorso agli ammortizzatori sociali. “Siamo passati da momenti in cui c’era una gara ad accaparrarsi i lavoratori - afferma Casanova - alla realtà attuale in cui le ore lavorate sono diminuite, l’uso di ammortizzatori cresce e sono rilasciati soprattutto contratti di somministrazione. Perché dunque manifestare adesso? Perché se è ovvio che l’attenzione mediatica sia rivolta alle Olimpiadi, non possiamo dimenticare che poi, al territorio, rimane tutto il resto da affrontare. Il fatto che ci si stia occupando dell’evento in maniera così totalizzante è un problema”.

 

Il titolo della manifestazione non è dunque casuale: si deve parlare di lavoro, oltre che di Olimpiadi - con buona pace del “poco coinvolgimento” e del poco “spirito olimpico” che i bellunesi stanno dimostrando. Secondo i dati rilasciati dai sindacati, infatti, se nel 2024 il saldo tra assunzioni e cessazioni era positivo, nel 2025 il segno è negativo. Sono stati 1.200 i lavoratori sottoposti a cassa integrazione, soprattutto nel settore occhialeria, e si sono perse 1.900 posizioni lavorative - con un saldo rispetto alle nuove attivazioni del -33% (il dato peggiore a livello regionale, dove la media è di -12%).

 

“A livello nazionale - prosegue Casanova - la produzione industriale sta avendo risultati negativi da oltre 30 mesi e, nel momento in cui non ci si occupa di politiche industriali, le crisi si scaricano sui territori. Non è la prima volta che multinazionali come Hydro abbandonano la nostra provincia, ma il problema è che non ci sono più contromisure, cioè manca completamente la capacità di rispondere”.

 

E sabato si partirà proprio dallo stabilimento Hydro di Feltre (qui l’ultimo vertice), alle 9.30. Il corteo si dirigerà poi in Piazza Maggiore, dove interverranno i sindacati, i delegati di tre aziende del territorio e la politica, con la sindaca Viviana Fusaro, il presidente della Provincia Roberto Padrin e i consiglieri regionali Dario Bond, Alessandro Del Bianco e Silvia Calligaro. “Speriamo ci siano tanti lavoratori - aggiunge Bridda - ma anche la cittadinanza, perché tutti dobbiamo sentirci attori per il territorio. Abbiamo pensato a una manifestazione che si rivolga anche alla politica, che nel Bellunese deve darsi una mossa con iniziative per far fronte non solo alle crisi in atto, ma a un territorio che sta pian piano cedendo. Servono infatti investimenti a lungo termine e la pianificazione di un percorso strutturato, oltre la gestione delle emergenze che annualmente ci troviamo davanti”.

 

Infine l’obiettivo è di proporre l’attivazione di un patto per il territorio, che sia reale e non l’ennesimo tavolo di lavoro che poi non si traduce in nulla di concreto.

 

“Prima di tutto - spiega Orrù - daremo voce ai lavoratori, perché dietro i numeri delle crisi ci sono storie e famiglie. Ma poi andremo oltre: le crisi in atto avvengono dentro il quadro più ampio di un’economia provinciale cui serve dare una risposta generale. Per questo chiederemo a politici e istituzioni di studiare un nuovo patto industriale per l’intera provincia: negli ultimi 10 anni c’è stato un calo continuo dei residenti, dei servizi, delle abitazioni, ma avviene in maniera talmente lenta che, come la rana nell’acqua calda, stiamo andando verso un impoverimento generale che quasi non ci spaventa, perché ci stiamo abituando. È quindi necessario un nuovo grande patto per rilanciare la provincia a 360 gradi”.

 

Oltre a ciò, la richiesta anche di istituire un tavolo permanente per la gestione delle future crisi, affinché ogni crisi che emerge sia affrontata non in modo individuale come avviene ora, ma con una strategia di ampio respiro che invece oggi, spesso, manca.

 

Oltre i Giochi olimpici.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 maggio | 13:33
Questa mattina è stato rinvenuto un esemplare di lupo ferito, presumibilmente a seguito di un investimento. Attivati il corpo forestale e il [...]
Cronaca
| 23 maggio | 13:44
Nell'ambito dei servizi di prevenzione disposti in occasione del Festival dell'Economia, il Questore di Trento ha emesso quattro fogli di via dal [...]
Cronaca
| 23 maggio | 12:01
Lo scontro è stato violentissimo e l'uomo che stava percorrendo via della Spalliera, sotto via Missioni Africane, è stato sbalzato [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato