Danni agli allevatori e alle piste da sci, marmotte "traslocate" in altre aree alpine. Lac: "Motivazioni esagerate e pochi dati: questo progetto ha ancora senso?"
Marmotte a Livigno, perplessità della Lega Abolizione Caccia: "Hanno ancora senso le catture di molte decine di individui con traslocazioni in altre aree alpine?"

LIVIGNO. Fa discutere la prosecuzione del piano di cattura e traslocazione delle marmotte dal comune di Livigno ad altre aree della Valtellina: un progetto che ha visto interessati circa un centinaio di individui nel 2025 e che proprio in questi giorni è in fase di attuazione.
La Lac (Lega Abolizione Caccia) su tutto questo ha espresso "perplessità": "Questo progetto ha ancora senso?".
"Non senza qualche difficoltà burocratica - scrive l'associazione animalista - abbiamo sfruttato le norme sull’accesso civico generalizzato per acquisire dalla Provincia di Sondrio i dati sul piano di cattura e sulla relativa attuazione negli anni passati. Dai dati forniti dall'Amministrazione provinciale si ha un quadro abbastanza completo a partire dagli anni 2021-22 per arrivare al 2024 e al progetto previsto per gli anni 2025-27".
Le operazioni di cattura e rilascio della marmotta iniziate a Livigno dal 2004 hanno rappresentato un tentativo importante di ripopolamento, "ma la loro impostazione metodologica - prosegue Lac - presenta numerose criticità che ne hanno ridotto l’efficacia e la solidità scientifica, mettendo in dubbio l'opportunità di tali interventi, in special modo se si considera quanto fatto prima del 2020.
Per l'associazione animalista sono mancati un modello scientifico chiaro di selezione delle aree idonee e l'individuazione precisa di un numero minimo di fondatori necessari per garantire una popolazione autosufficienti a lungo termine. "Ma quello che più conta - si legge - è che non vengono riferiti dati in merito al successo delle prime operazioni, derivanti da un monitoraggio puntuale e costante. In pratica si hanno scarsissime informazioni sul tasso di riproduzione delle piccole popolazioni inserite nelle nuove aree di trasferimento".
"Il tutto a fronte di motivazioni per il piano (danni alla produzione foraggera e alle infrastrutture sciistiche) che appaiono francamente esagerate e frutto di piccole pressioni a livello comunale. Lo scopo finale diventerebbe quindi quello di accontentare alcuni allevatori diminuendo le loro lamentele; mentre il benessere animale, quello delle marmotte rilasciate, rischia di cadere nel dimenticatoio. Per finire, considerando il Piano di gestione della marmotta per gli anni 2025-27, vengono individuati i siti di rilascio in Provincia di Sondrio in quanto la Provincia di Brescia si rende non più disponibile a riceverne. Anche qui - conclude la Lac - si rilevano le solite carenze già menzionate in precedenza, come mancanza di censimenti, di accertamenti sanitari e genetici e la definizione di una consistenza minima vitale".












