In memoria di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, donazioni per gli orti in Africa e borse di studio per gli studenti: "Progetti simbolo della sua eredità"
L'invito della famiglia è a ricordare Carlo Petrini sostenendo i due progetti: "Carlo credeva profondamente anche nel potere dell’educazione di trasformare il futuro e ha lavorato instancabilmente per aprire le porte dell’Università agli studenti africani. Attraverso le borse di studio, giovani di talento hanno la possibilità di formarsi, crescere e riportare il cambiamento nelle proprie comunità"

TRENTO. In memoria di Carlo Pertini, storico fondatore di Slow Food e di Terra madre e rivoluzionario del cibo morto a 76 anni giovedì 21 maggio (QUI ARTICOLO), la famiglia ha invitato chiunque volesse ricordarlo ad effettuare una donazione alla Fondazione Slow Food ETS che verrà destinata a borse di studio per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzzo e per donazioni per gli Orti in Africa, definiti "due progetti simbolo della sua eredità".
"Un’altra idea di mondo è quella che celebriamo oggi abbracciando Carlo Petrini. Un’idea – scrive Slow Food - cui già dava concretezza nel 1986 quando fondò Arcigola, divenuta il movimento internazionale Slow Food nel 1989 e, con un atto ancora più rivoluzionario, quando nel 2004 diede il via a due operazioni culturali e politiche difficili perfino da immaginare: la prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo, che ha dato al cibo dignità accademica, e Terra Madre, la rete internazionale di contadini, pescatori, cuochi e scienziati presente in 160 Paesi".
La sua eredità assume oggi una nuova dimensione, prosegue Slow Food, che travalica confini geografici e idee politiche guardando al futuro di chi più ha bisogno di essere sostenuto.
"Questa consapevolezza ha guidato Carlo Petrini per tutta la vita. Da questa visione – si legge nella nota diffusa – è nato il progetto degli Orti in Africa: un modo per rivendicare il diritto delle comunità di riprendere il controllo sulla produzione del proprio cibo, tutelare la biodiversità locale e costruire sistemi alimentari giusti e resilienti, fondati sulla cultura e sulla cura".
Dal 2011, nello specifico, questa iniziativa ha sostenuto migliaia di orti scolastici e comunitari in tutto il continente, coinvolgendo oltre mezzo milione di persone e ampliando l’accesso a cibo fresco e sano per intere comunità.
"Carlo credeva profondamente anche nel potere dell’educazione di trasformare il futuro. Ha lavorato instancabilmente – scrive Slow Food – per aprire le porte dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo agli studenti africani, aiutando a formare una nuova generazione di leader pronti a ripensare i sistemi alimentari con responsabilità, curiosità e rispetto per la diversità culturale e biologica".
E così, in concreto, attraverso le borse di studio, giovani di talento hanno la possibilità di formarsi, crescere e riportare il cambiamento nelle proprie comunità.
"Secondo la volontà della famiglia, di Slow Food e dell’Università – conclude Slow Food – l’invito per chiunque volesse ricordare Carlo Petrini con un gesto concreto è quello di effettuare una donazione (QUI INFO) alla Fondazione Slow Food ETS, che verrà destinata agli Orti in Africa e alle Borse di Studio per l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Le donazioni, viene spiegato, verranno suddivise in parti uguali tra i due progetti".












