Le marmotte fanno danni nel territorio olimpico e vengono "sfrattate": 100 esemplari ricollocati per difendere agricoltura e impianti di risalita
Torna a regime il "Piano marmotte" di Livigno per la gestione sostenibile della fauna selvatica

SONDRIO. Simbolo della montagna, animale "simpatico" per eccellenza: ma la marmotta, amatissima sull'arco alpino, qualche problema a contadini e impiantisti lo crea.
Su queste basi qualche anno fa era scattato nel territorio di Livigno il "Piano marmotte", progetto di gestione sostenibile della fauna selvatica partito già nel 2021 proprio per limitare la crescita incontrollata delle marmotte per tutelare l'equilibrio ambientale, l'attività agricola e la sicurezza delle varie infrastrutture.
Una presenza di marmotte incontrollata infatti può creare danni significativi ai prati e ai pascoli, in più le tane scavate nel terreno possono creare voragini che compromettono la stabilità del suolo: sassi e fondi irregolari rischiano di compromettere l'efficacia dei mezzi agricoli e di indebolire le fondamenta degli impianti di risalita con potenziali ricadute sulla sicurezza delle strutture sciistiche.
Il programma attualmente in corso prevede la cattura e traslocazione (sempre all'interno del territorio della Valtellina) di 50-100 esemplari di marmotte all’anno per il prossimo triennio (2025-27), mantenendo densità compatibili con le esigenze locali.
Diversamente dalla vicina Svizzera dove per risolvere il problema si passa direttamente all'abbattimento e alla caccia degli animali, in Lombardia tutte le operazioni vengono svolte nel pieno rispetto del benessere animale, grazie all’utilizzo di tecniche specifiche e a un innovativo sistema di stabulazione che minimizza lo stress degli animali.
Il monitoraggio della popolazione di marmotte si avvale di conteggi annuali supportati da tecnologie all’avanguardia, tra cui l’uso di camere termiche, droni ad alta risoluzione e droni termici, integrati con analisi statistiche avanzate.
Il progetto è realizzato con il supporto e la partecipazione attiva della Provincia di Sondrio, della polizia provinciale, del Comune di Livigno e di numerosi operatori locali formati nell’ambito del progetto, provenienti dal mondo agricolo, venatorio e del volontariato.












