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Belluno
22 gennaio | 20:30

I Comuni ladini all'Alto Adige? L'alt di Belluno: "Ragioni più economiche che storiche, difenderemo i confini. Il passaggio di Sappada è ancora una ferita"

I Comuni ladini all'Alto Adige e il resto del Bellunese al Trentino? Il presidente della Provincia di Belluno: "Parliamone" (ride). L'assessore trentino Simone Marchiori: "Da una parte ci sono ragioni storiche, di cultura e di identità, ma un maxi trasferimento sarebbe di portata troppo elevata: si deve lavorare in modo trasversale e unitario con la legge sulla montagna"

BELLUNO. I Comuni ladini all'Alto Adige? Alt dalla Provincia di Belluno, decisa a difendere gli attuali confini territoriali. Non si vuole un altro caso Sappada. L'intenzione è di resistere.

 

Il deposito in parlamento dei disegni di legge per trasferire Valvestino, Magasa e Pedemonte in Trentino (con la volontà della Provincia di proseguire il percorso di annessione, anche con i pareri favorevoli di Lombardia e Veneto - qui articolo) riaccende la discussione sulle ambizioni di Alto Adige di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia (Qui articolo).

 

Un'attesa che dura ormai da diversi anni e nonostante i referendum, le richieste, le lettere inviate al presidente della Repubblica Mattarella e varie iniziative, ci sono stati pochi passi in avanti. Una volontà di "riunificare" i territori ladini, almeno nella stessa Regione, con particolare attenzione all'Alto Adige riemerge ciclicamente (Qui articolo). Un'istanza bocciata dall'assessore regionale del Veneto Dario Bond (Qui articolo). Parere simile per il presidente della Provincia di Belluno con alle spalle l'esperienza del passaggio al Friuli Venezia Giulia di Sappada, una scelta che oggi il Comune friulano confermerebbe con convinzione (Qui articolo).

 

"La vicenda di Sappada è stata una ferita per il territorio", spiega Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "Una brutta pagina per il Bellunese e non vogliamo che si ripeta una storia simile". Si è lavorato di "diplomazia" e si punta tanto sul percorso quanto sui rapporti costruiti negli anni. 

 

Chiusa la partita Olimpiadi, il tema potrebbe riproporsi con maggiore convinzione. "Se le ragioni fossero esclusivamente culturali e storiche si potrebbe aprire una discussione e una riflessione, tuttavia le motivazioni sono economiche e risiedono nel voler beneficiare dell'Autonomia, per questo l'intenzione è di opporsi a un eventuale passaggio", evidenzia Padrin. "Si lavora con il Fondo dei Comuni confinanti (il "tesoretto" da 80 milioni messo ogni anno a disposizione da Trento e Bolzano) per ridurre le differenze tra una Regione ordinaria e una Provincia autonoma, ma si può intervenire fino a un certo punto perché le risorse possono essere utilizzate per gli investimento e non per la cassa corrente".

 

Il nodo è soprattutto Cortina con un certo peso, anche economico, specifico. E se i ladini passassero all'Alto Adige e il resto del Bellunese al Trentino? "Parliamone - dice Padrin - volentieri" (ride).

 

E' chiaro che da una parte (ladini, Magasa ,Valvestino e Pedemonte) c'è una storia e un trascorso che lega di più i territori a Trentino e Alto Adige ma sarebbe possibile un maxi trasferimento? Un ridisegno così profondo dei confini? In fin dei conti i rapporti sono costanti e per certi versi profondi, alcune difficoltà comuni per territori montani.

 

"E' oggettivamente difficile, un iter che richiederebbe una condivisione di altissimo livello e una discussione molto molto lunga. Le porte sono aperte verso quei Comuni specifici per ragioni storiche, culturali e identitarie mentre non sembra sufficiente una motivazione sulla base delle relazioni per giustificare un'operazione di tale portata, anche perché poi c'è il caso della valle Sabbia a quel punto e si rischia un effetto cascata importante. C'è la legge Calderoli sulla montagna, si deve lavorare in sinergia e con convinzione sulle terre alte: questa è la strada più opportuna. Investire sulla montagna significa infatti dare maggiore autonomia a quei territori: perché per esempio non tornare all’elezione diretta della provincia di Belluno?", conclude l'assessore Simone Marchiori.

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