Sappada, il Comune che cambiò regione: "Il passaggio dal Veneto al Friuli Venezia Giulia ha portato crescita e sviluppo: un processo fortemente voluto dai cittadini"
Sull'onda delle discussioni scaturite in merito alla recente proposta di transizione di quattro comuni di Veneto e Lombardia in Trentino Alto Adige, arriva la dichiarazione del vicesindaco di Sappada Fauner, un comune che circa nove anni fa il cambio di regione lo ha effettivamente concretizzato

SAPPADA. “Sappada ha avuto un referendum nel 2008, in cui stravinse la volontà dei cittadini di passare al Friuli Venezia Giulia, d'altronde i legami con questa regione erano molto forti, culturali, sociali ed ecclesiastici, è stato un processo fortemente voluto dai cittadini e quindi concretizzato”.
Così ha dichiarato Silvio Fauner, vicesindaco di Sappada, raggiunto da il Dolomiti in merito alla recente notizia della richiesta da parte del senatore Meinhard Durwalder del partito popolare sudtirolese Svp della separazione del comune di Pedemonte e rispettiva frazione di Casotto dalla provincia di Vicenza, e l'accorpamento alla regione Trentino-Alto Adige (richiesta analoga estesa anche ai comuni di Magasa e Valvestino attualmente in Lombardia). Una vicenda che è tornata ad accendere il dibattito in sedi istituzionali e non solo.
L'episodio si inserisce infatti in un quadro più ampio di referendum locali in diversi comuni spinti dalla volontà di cambiare la propria regione di appartenenza, vedasi ad esempio le rimostranze dei ladini del bellunese, manifestate a più riprese, per passare in seno all'Alto Adige, in uno scenario che vede risaltare il caso emblematico di Sappada, un comune che è stato effettivamente in grado di “transitare” dalla regione Veneto al Friuli Venezia Giulia, al termine di un iter culminato nel 2017.
Il comune denominatore è quello dello statuto speciale, condizione che riguarda tanto il Friuli Venezia Giulia quanto il Trentino Alto Adige, e che secondo questa visione consentirebbe una maggior valorizzazione delle specificità di quei territori caratterizzati dalla pluralità di lingue e culture. A circa nove anni da questo momento storico che vede ora il confronto con le notizie di attualità, il vicesindaco di Sappada ha tracciato un bilancio del cambio di regione, commentando: “Da quando Sappada è rientrata nel territorio regionale a statuto speciale si è cominciato a ragionare in termini di crescita e sviluppo in ogni aspetto possibile. La regione ha provveduto all'acquisto di alcuni impianti di risalita prima in mano a privati – ha proseguito Fauner - gli interventi sono stati importanti, già nel 2020 vennero stanziati circa 15 milioni e altri 31 nell'agosto del 2025 per diversi miglioramenti strutturali, tra cui la sostituzione della seggiovia di Sappada 2000 con una cabinovia che arriverà fino alla zona dei laghi d'Olbe, consentendo una frequentazione maggiore anche nel periodo estivo”.
Da quando Sappada è parte del Friuli Venezia Giulia ha conosciuto quindi una crescita infrastrutturale di rilievo, che l'ha portata non solo ad essere oggi il sesto polo sciistico della regione, ma anche a conoscere uno sviluppo trasversale che ne consente la valorizzazione in tutte le stagioni dell'anno. Ecco quindi che il cambio di regione viene visto come fortemente auspicabile soprattutto da realtà demografiche contenute e peculiari o talvolta piccoli comuni e inteso come una possibilità di crescita e valorizzazione delle particolarità espresse dal territorio.












