I ladini contro le Olimpiadi, boom di bandiere alle finestre: "A Torino minoranze coinvolte di più". Il passaggio di Cortina all'Alto Adige? "Giusto. Rubata 100 anni fa"
A Cortina è boom di vendita delle bandiere ladine per protestare contro il mancato coinvolgimento del mondo ladino. L'assessore regionale e consigliere provinciale Luca Guglielmi: "Una dimostrazione di unità e di senso appartenenza che resiste dopo 100 anni dalla divisione forzosa del territorio"

TRENTO. Boom di bandiere ladine alle finestre e sui balconi per protestare contro quello che viene considerato un mancato coinvolgimento nell'ambito delle Olimpiadi. Una forte rivendicazione identitaria in particolare a Cortina d'Ampezzo.
Niente tricolore italiano ma quello ladino insomma: circa 500 bandiere distribuite in pochi giorni per iniziativa dell'Union de i Ladis de Anpezo.
"Una dimostrazione di unità e di senso appartenenza che resiste dopo 100 anni dalla divisione forzosa del territorio", le parole di Luca Guglielmi, consigliere provinciale di Trento nella lista Fassa e assessore regionale alla tutela e promozione delle minoranze linguistiche cimbra, mòchena e ladina. "Una protesta pacifica e legittima, poi personalmente credo che la bandiera dovrebbe essere esposta sempre e non solo per manifestare un dissenso".
Nel mirino i lavori per organizzare i Giochi a cinque cerchi ma soprattutto l'assenza di un reale coinvolgimento del territorio dalla candidatura a oggi, neppure la richiesta di essere presenti con i costumi tradizionali alle varie cerimonie. "E' un tema che è stato sollevato qualche anno fa e, nonostante le rassicurazioni, non c'è stata una collaborazione con il mondo ladino".
Un riferimento va all'edizione all'ombra della Mole nel 2006. "Una situazione che sicuramente dispiace", evidenzia Guglielmi. "A Torino per esempio le realtà erano state coinvolte e valorizzate dal punto di vista linguistico ma anche sotto il profilo dei toponimi e della cultura più in generale".
La bandiera rappresenta quindi un popolo diviso e recentemente si è tornati a parlare di quei Comuni che vorrebbero varcare il confine: Cortina, Livinallongo e Colle Santa Lucia all'Alto Adige (Qui articolo), Valvestino, Magasa e Pedemonte al Trentino (Qui articolo). In quest'ultimo caso sono stati ripresentati in parlamento due disegni di legge. Più indietro i lavori invece per quanto riguarda i Fodom.
"Da assessore regionale non posso che ribadire di essere d'accordo con la riunificazione dei ladini", prosegue Guglielmi. "Un'unità che ci è stata rubata 100 anni fa. La volontà è quella di tornare a un'unica cornice amministrativa e non dimentichiamo gli ampezzani, tanto che come Regione supportiamo, anche economicamente, l'Istituto cultura ladino Césa de Jan a Colle Santa Lucia".
Archiviate le Olimpiadi, ci potrebbe essere un ritorno sul tema? Qualche ulteriore iniziativa? "Ci sono stati i referendum e i risultati sono stati chiari. Ci sono lecite resistenze del Veneto e sicuramente il percorso è lungo perché non è solo una questione normativa ma anche di condivisione e di strategia. Sicuramente però non è una rivendicazione incentrata sul valore economico, in particolare di Cortina, perché non c'è il bisogno di una ricerca del portafoglio ma è un istanza culturale", conclude Guglielmi.












