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Belluno
28 maggio | 16:04

Si insedia il Consiglio provinciale, tra equilibri politici incerti. Il presidente: “Maggioranza necessaria per governare: confido collaborazione del centrosinistra”

Si insedia il nuovo Consiglio provinciale di Belluno e a tenere banco gli equilibri politici interni, vista l’assenza di una maggioranza. Dal presidente Staunovo Polacco l’esortazione al dialogo sui temi rilevanti per il territorio, nonostante la cautela dimostrata nel parlare di idroelettrico, tpl e specificità della provincia. L’opposizione, dal suo canto, assicura collaborazione ma chiede di non essere “denigrata come in passato”

di Redazione

BELLUNO. “Uno sforzo va fatto: la mia non è una posizione di verità assoluta, ma di ragionamento sui temi rilevanti per il territorio in un confronto propedeutico alle decisioni, affinché non si creino situazioni di disaccordo eccessive”. Così il presidente della Provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco ha aperto il Consiglio provinciale che ha approvato l’insediamento dei suoi neo eletti membri.

 

Si è tenuto nella mattinata di giovedì 28 maggio e il tema che ha tenuto banco, come ci si aspettava, sono gli equilibri politici interni vista l’assenza di una maggioranza. Torna più volte la metafora calcistica del “4-4-2” per indicare il numero di seggi andati rispettivamente a centrodestra, centrosinistra e lista civica: da qui, l’esortazione al dialogo.

 

“Saranno due anni impegnativi - esordisce Staunovo Polacco - e spero costruttivi. Ho incontrato le singole liste per capire se sia possibile un percorso comune o se le posizioni devono rimanere distinte in termini di programma. Una maggioranza è necessaria: partire con un Consiglio senza solidità in termini numerici non mi fa stare tranquillo, per cui questa cosa va chiarita. Con la lista dei civici la convergenza sui temi mi sembra si sia trovata, mentre dal centrosinistra la posizione è stata politicamente molto chiara e con pochi margini di condivisione”.

 

Dopo la chiusura da parte del centrosinistra che si è rifiutato di “togliere le castagne dal fuoco al centrodestra allo sbando” (qui le dichiarazioni), l’auspicio del presidente è infatti al dialogo. Un po’ a sorpresa, tuttavia, ha anche messo sul tavolo alcune priorità di programma: idroelettrico, trasporto pubblico locale (tpl) e specificità della provincia. Sull’idroelettrico, visto il dibattito di queste ore per le parole dell’assessore regionale Bitonci sulla governance bellunese dell’energia (qui), la posizione di Staunovo Polacco appare cauta: “La partita - afferma - è determinante, ma non abbiamo certezze. Non so se la proposta del centrosinistra sia la più giusta: serve un’analisi della situazione per far sì che la gestione sia ottimale per noi, tenendo però conto che non siamo i soli a decidere”.

 

Stessa cautela sul resto. Per il tpl, dove la questione centrale oggi è la possibile fusione con il bacino di Treviso, di fronte alla netta contrarietà dell’opposizione (qui) l’invito è al confronto tecnico e politico per avere i maggiori benefici in termini di servizio. Così per la specificità, “un tema da condividere con la Regione - ammette il presidente - perché, se ad oggi la provincia ha competenze e capacità per affrontare le sfide, dobbiamo comunque fare attenzione a non portare a casa ciò che non possiamo gestire”.

 

Ma è nel parlare dello spopolamento che Staunovo Polacco calca un po’ la mano sulla necessità di collaborare. “Lavorare in quattro più il presidente è impossibile - nota - mentre lavorare in sei più il presidente lo sarebbe in termini di maggioranza numerica, ma imporrebbe un carico di lavoro eccessivo per i singoli consiglieri. Se meno consiglieri dovessero accettare deleghe, quindi, alcuni temi saranno trattati in maniera meno presente”.

 

Spunti colti dai presenti, tra i quali sembra prevalere l’intenzione a collaborare. Le parole del centrodestra e dei civici fanno infatti eco al presidente. “Il nostro auspicio - afferma Marzio Sovilla (Progetto Dolomiti) - è coinvolgere tutti nelle deleghe. Nella scorsa legislatura si sono portati avanti molti lavori in maniera efficiente anche grazie al contributo a volte pungente dell’opposizione, perciò mi auguro che il ruolo di centrosinistra e civici sia ancora costruttivo". “Questa composizione - aggiunge Vanessa De Francesch (Obiettivo provincia) - è un po’ anomala e mette in campo punti di riflessione importanti, ma oltre il dato numerico serve responsabilità per fare sintesi tra i gruppi nell’interesse dei cittadini”.

 

Palla colta al volo da Sindi Manushi, che interviene dai banchi di un centrosinistra di fatto protagonista. “Il risultato di queste elezioni - conclude - è stato per noi positivo ma inaspettato, segno del fatto che il nostro lavoro è stato premiato e che la lista Futura, seppur definita ideologica dal precedente Consiglio, si è rivelata trasversale perché votata anche da elettori di centrodestra. La ricchezza di idee dignità politica alla provincia: non siamo qui per fare ostruzionismo, ma per vigilare sull’operato della maggioranza. Chiediamo solo che siano rispettati i ruoli, l’opposizione non sia denigrata come in passato e il dibattito assuma una forma istituzionale”.

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