Trenta milioni per la montagna? E' scontro, l'opposizione attacca: "Pura propaganda: non sono nuove somme, ma soldi già stanziati"
Dopo l’annuncio dell’assessore Dario Bond di 30 milioni di euro l’anno in bilancio regionale destinati ai servizi per la montagna, intervengono ora i consiglieri di minoranza per ribadire che non si tratta di nuove somme, “ma solo una ricollocazione di risorse esistenti”

BELLUNO. Un’illusione: così Alessandro Del Bianco, consigliere regionale bellunese (Pd), definisce senza mezzi termini i 30 milioni annunciati solo pochi giorni fa dalla Giunta regionale del Veneto per la montagna. Cos’è successo?
Lo scorso 25 febbraio il presidente Alberto Stefani e l’assessore Dario Bond avevano reso noto lo stanziamento di 30 milioni di euro l’anno in bilancio destinati ai servizi in montagna. “Una svolta storica per le terre alte del Veneto - ribadiva Bond - che tornano finalmente al centro dell’agenda politica regionale. Abbiamo voluto dare concretezza all’istituzione dell’assessorato alla montagna con risorse destinate non a interventi spot, ma a un disegno organico che mette insieme sviluppo, servizi, tutela del territorio e qualità della vita”.
Per il triennio 2026-2028, infatti, la Giunta ha impegnato 30 milioni di euro l’anno per i Livelli essenziali di assistenza (Lea) nelle aree montane, con l’obiettivo di “garantire equità nell'offerta sanitaria montana - si legge nella nota - e compensare fattori come la dinamica demografica sfavorevole e i costi fissi più elevati per i posti letto ospedalieri”.
Secondo l’opposizione, però, non sembra essere tutto oro quel che luccica. A intervenire infatti è per primo il Partito democratico, che racconta una realtà diversa emersa durante i lavori della Prima commissione bilancio. “I 30 milioni per la montagna - spiega Del Bianco - sono un’illusione utile solo ai titoli di giornale: la realtà è che non c'è un solo euro in più, ma solo una ricollocazione di risorse esistenti. Dopo aver posto per tre volte la medesima domanda all'assessore Giacinti e alla sua struttura tecnica, infatti, la risposta è stata inequivocabile: non si tratta di stanziamenti aggiuntivi, ma di un semplice spostamento contabile interno al Fondo sanitario regionale di somme già precedentemente assegnate all’Ulss 1 Dolomiti e all’Ulss 7 Pedemontana”.
Critico anche il consigliere Riccardo Szumski (Resistere Veneto). “È un'operazione di pura cosmetica - afferma - quella annunciata in pompa magna dall'assessore Dario Bond. Sono infatti soldi che gestiscono già le Usl Dolomiti e Bassano e che sono imputati a un capitolo collegato al fondo regionale per le politiche della montagna. C'era già ed era distribuito negli anni. Concordo con l'assessore quando afferma che la montagna per troppi anni è stata raccontata male sottolineandone soltanto le difficoltà, ma è anche vero che se cominciamo a raccontare cose verosimili, che non sono proprio vere, non facciamo nessuna svolta positiva”.
Insomma, l‘annuncio di questo stanziamento ha suscitato dure critiche tra i banchi del Consiglio regionale, dove si parla di “semplici operazioni di restyling contabile” e di pura propaganda. "Si è parlato addirittura di svolta storica, ma di storico c’è solo il fumo sollevato attorno a un’operazione contabile. Purtroppo, dell’arrosto non si vede nemmeno l’ombra. Avviso ai naviganti - conclude Del Bianco - perché ora raccontare la storia dell’orso non vale più".












