Emergenza abitativa, Del Bianco accoglie il piano casa ma avverte: “Due milioni e mezzo di euro tolti alle aree interne devono rimanere per le zone più fragili”
Nell’ultimo Consiglio regionale, il consigliere bellunese Alessandro Del Bianco (Pd) ha spiegato le motivazioni dell’ordine del giorno da lui presentato in tema di riprogrammazione dei fondi europei. A fronte di investimenti sull’emergenza casa, infatti, erano stati tagliati 2,5 milioni di euro alle aree interne: “Non si possono finanziare nuove misure penalizzando i territori più fragili”

BELLUNO. “È stato approvato in Consiglio regionale l’ordine del giorno presentato dal sottoscritto sulla riprogrammazione dei fondi europei e il taglio delle risorse destinate alle aree interne. Un tema che avevo già sollevato in Commissione, evidenziando come la rimodulazione del Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) prevedesse la sottrazione di 2,5 milioni di euro alle aree interne per finanziare il nuovo Piano casa”.
Così il consigliere bellunese Alessandro Del Bianco (Pd) ha annunciato l’approvazione dell’atto da lui proposto in merito all’emergenza casa e ai fondi delle aree interne. Secondo quanto spiega Del Bianco, in Veneto gli alloggi cosiddetti Erp (edilizia residenziale pubblica - quindi le case popolari) avrebbero bisogno complessivamente di 874,8 milioni di euro - dei quali 50 milioni solo per Belluno. In totale, invece, vi sono stati destinati 25 milioni di euro.
“Lo dico - specifica - perché ho sentito parlare quasi di storicità dell’operazione casa in sé: certo stiamo parlando di un'operazione importante, ma che lavora su un nucleo limitato di alloggi. Inoltre si è letto che questi fondi sarebbero stati sbloccati: non erano bloccati, ma erano destinati ad altre cose, quindi sono stati fatti tagli su altri fondi per metterli sulla casa e credo sia bene ribadirlo”.
Quali sono questi tagli? Il consigliere elenca alcune percentuali: il 20% al fondo di adattamento ai rischi climatici, il 25% al fondo istruzione, il 7% alla digitalizzazione, il 10% alle aree urbane e il 6% alle aree verdi.
“Ma soprattutto - aggiunge - c’è un fondo ridotto molto più degli altri, cioè quello per le aree interne. Aveva infatti una dotazione di 8 milioni di euro e viene tagliato per 2,5 milioni, cioè oltre il 31%. Chi ci rimette di più di questa riprogrammazione dei fondi sono quindi gli abitanti delle aree interne, perché pro capite hanno una diminuzione del contributo nettissima, che passa da 19,6 euro ad abitante a 0,50. Le sei aree interne venete coinvolgono circa 127 mila abitanti: spostare 2,5 milioni destinati esclusivamente a quei territori su una platea di quasi 5 milioni di cittadini significa ridurre drasticamente l’impatto di quelle risorse proprio dove erano state pensate per intervenire”.
La richiesta è dunque chiara: destinare sì le risorse al tema casa, quanto mai urgente nel Bellunese (qui alcuni dati) come in tutto il territorio regionale, ma garantire che quei 2,5 milioni rimangano per la residenzialità in quelle stesse aree interne.
Del Bianco scrive di ritenersi “moderatamente soddisfatto”, poiché da un colloquio con Massimo Bitonci, assessore allo sviluppo economico, ha ottenuto una mediazione che prevede di valutare l’opportunità di inserire nel prossimo piano casa regionale criteri che valorizzano la partecipazione ai bandi degli enti territoriali delle aree interne.
“Anche per il futuro è bene non rinegoziare fondi su cui i territori avevano già definito strategie, ma prendo positivamente questa apertura. Abbiamo affermato un principio di equità territoriale: non si possono finanziare nuove misure penalizzando proprio i territori più fragili. Ora si apre una fase di verifica e l’impegno assunto in Aula consiliare dovrà tradursi in atti concreti”, conclude Del Bianco.












