Frane e clima mettono in ginocchio il bilancio provinciale: altri 200 mila euro per il dissesto idrogeologico. L’appello alla Regione: “Ci servono risorse e personale”
La Provincia ha approvato tre interventi di debito fuori bilancio per opere di difesa del suolo e dissesto idrogeologico, per un ammontare complessivo che supera i 200.000 euro. Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato alla difesa del suolo, ha però rivolto un appello alla Regione Veneto: “Abbiamo bisogno di personale e risorse: solo così possiamo gestire il dissesto idrogeologico e tutelare la montagna e chi ci abita”

BELLUNO. Il Consiglio provinciale ha approvato tre interventi di debito fuori bilancio per opere di difesa del suolo e dissesto idrogeologico, per un ammontare complessivo dei progetti che supera i 200.000 euro. Al termine dell’esposizione dei punti all’ordine del giorno, Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato alla difesa del suolo, ha poi rivolto un appello alla Regione Veneto: “Abbiamo bisogno di personale e risorse: solo così possiamo gestire il dissesto idrogeologico e tutelare la montagna e chi ci abita”.
Non si tratta in realtà del primo appello. Già il presidente Roberto Padrin, dopo gli interventi effettuati a Cancia a seguito della frana di metà giugno, aveva infatti sottolineato la mancanza di risorse e personale tecnico (qui l’intervento). Inoltre, nonostante il Cadore e l’Alemagna abbiano in queste settimane quasi monopolizzato l’attenzione mediatica, anche il resto del territorio provinciale ha sofferto in termini di dissesto idrogeologico, a causa del susseguirsi di piogge intense e ravvicinate, con conseguente necessità di spese urgenti. Vediamo allora quali interventi sono stati approvati oggi.
Il primo riguarda quanto accaduto circa un mese fa nella Valle di Schievenin, a Setteville (qui l’articolo), quando un masso ha sfiorato una casa. Come spiega Bortoluzzi, nonostante la casa sia stata risparmiata ci sono stati danni sul giardino e si è dovuta sgomberare la zona. “Con la somma urgenza - afferma - abbiamo ripristinato la sicurezza alla situazione antecedente, con il consolidamento a monte dell'abitazione, la pulizia del versante e la frantumazione del masso caduto, di circa 10 metri cubi”. Il progetto complessivo ammonta a 53.000 euro, di cui 42.650 per i lavori e gli oneri di sicurezza.
Il secondo intervento è avvenuto in località Piandison, Val della Madonna (Voltago Agordino) e si tratta della spesa più consistente. “Il problema era sorto diverso tempo fa - prosegue il consigliere - e si è aggravato con le piogge del 23 e 24 luglio 2025. Siamo intervenuti in somma urgenza perché c’era un pericolo per un’abitazione a monte del movimento franoso. Quando parliamo di spopolamento della montagna, dobbiamo anche affrontare questi problemi per dare maggiore sicurezza possibile ai territori più marginali ma fondamentali, nei quali la manutenzione passa anche per i residenti”. Qui il costo totale ammonta a 115.000 euro, di cui 76.150 per i lavori e gli oneri di sicurezza.
Infine, l’intervento in Val Ombretta (Rocca Pietore), dove sempre le piogge intense hanno provocato una colata che ha eroso l’argine naturale e accumulato materiale con disagi per il sentiero che conduce al rifugio Falier. I sopralluoghi hanno rilevato che ci sono le condizioni morfologiche e geologiche per una potenziale deviazione di colata che potrebbe investire malga Ombretta, con rischio di danni ai fabbricati e alle attività economiche. In questo caso l’importo è di 38.500 euro, di cui 25.000 per i lavori e gli oneri di sicurezza.
A fronte di tutto ciò, la necessità di fondi e di personale si è fatta più stringente. “Concludo con un inciso - afferma infatti Bortoluzzi - in merito al lavoro svolto dagli uffici della Provincia, in particolare il settore difesa del suolo. Siamo in carenza di personale, oltre a quella di fondi. Già diversi anni fa lo abbiamo chiesto alla Regione, in più oggi è giunta la notizia che probabilmente non possiamo tenerci nemmeno Carlo Zampieri, l’unico funzionario alla protezione civile. Abbiamo quindi già inviato una lettera, perché si tratta dell’unico incaricato in tal senso, vista soprattutto l’imminenza dell’evento olimpico cui fare fronte. C’è comunque stato un bando e il personale dovrebbe arrivare a breve (anche se in due hanno già rinunciato) ma siamo in difficoltà".
"Voglio comunque ringraziare gli uffici, che pur essendo sovraccarichi stanno lavorando molto. Però abbiamo bisogno di personale a tempo indeterminato: faccio quindi un appello alla Regione - conclude - affinché ci dia il consenso a usare una parte delle risorse per assumere tecnici e dare sollievo agli uffici. Negli scorsi mesi abbiamo lavorato molto in Cadore, poi siamo finiti nel basso Feltrino passando per l’Agordino: insomma, sono tanti gli interventi effettuati e tanti altri sono in corso di valutazione, poiché purtroppo le frane sono sempre più all'ordine del giorno. La gestione del dissesto idrogeologico è fondamentale per tenere la gente in montagna: nonostante il rischio zero non esista, dobbiamo attenuarlo il più possibile e per farlo abbiamo bisogno di essere operativi su tutto il territorio provinciale”.












