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Belluno
15 luglio | 12:59

Emergenza frane, allarme della Provincia: non abbiamo risorse economiche e umane. Padrin: “No a strumentalizzazioni: pista da bob e sicurezza stradale sono cose diverse”

La Provincia ha approvato il debito fuori bilancio per gli interventi a Cancia dopo la frana del 15 giugno: oltre 2 milioni di euro stanziati in emergenza, ma ora le risorse sono finite e manca anche personale tecnico. Roberto Padrin: "Situazione che penalizza l’intero territorio, dispiace constatare che qualcuno, invece di spendere parole di supporto, esprima valutazioni di natura strumentale”

BELLUNO. “Siamo di fronte a una situazione che sta penalizzando l’intero territorio provinciale: interrompere una statale è un danno enorme per tutti, ma tutti stiamo cercando di trovare una soluzione. Per questo mi dispiace constatare che qualcuno, invece di spendere parole di supporto, cercare di tenere i toni bassi e condividere scelte che sono di tutti e riguardano tutti, esprima valutazioni che ritengo di natura strumentale”. Non nasconde amarezza Roberto Padrin, presidente della Provincia, a margine del Consiglio provinciale nel quale è stato approvato il riconoscimento del debito fuori bilancio per gli interventi effettuati a Cancia.

 

Il punto all’ordine del giorno ha infatti incontrato l’unanimità. Dopo la colata detritica che ha colpito Cancia il 15 giugno scorso, la Provincia ha di fatto “rastrellato nel bilancio - ricorda Padrin - tutto quello che poteva: 1.120.000 euro con la prima variazione di somma urgenza, 720 mila euro per la bonifica (a seguito dello sversamento di idrocarburi) e anche 220 mila euro per il monitoraggio della frana Marcora. Ora è arrivato il momento di capire la strada da percorrere per una soluzione a breve termine, e poi fare dei ragionamenti per una soluzione a lungo termine: c’è però bisogno di risorse, che la Provincia non ha più”.

 

L’ente ha infatti inviato una richiesta a Regione e Ministero di 12 milioni di euro per i danni quantificati nell’area, ma nel frattempo mancano risorse economiche e umane. Da un lato, infatti, Padrin rinnova il grido d'allarme lanciato qualche giorno fa, ricordando che non è più stata finanziata la Deliberazione di Giunta regionale (Dgr) n. 1943 del 22 novembre 2011 che aveva designato la Provincia come soggetto attuatore per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e consolidamento degli abitati a Borca e San Pietro di Cadore, mantenendo uno stanziamento di 10 milioni di euro a rendicontazione per la sistemazione dell’area.

 

Dall’altro le risorse umane, sulle quali insiste il consigliere Massimo Bortoluzzi: al momento, infatti, la struttura tecnica è in mano a due sole persone. “Negli anni abbiamo investito molto su Cancia - afferma Bortoluzzi - e realizzato in tempi rapidi interventi senza i quali staremo forse parlando di un paese distrutto. Per fare le opere ci vogliono però risorse finanziarie e soprattutto umane: ora invece siamo alla frutta e serve aiuto per rimpinguare il personale nel settore difesa del suolo. Ricordo che non si tratta solo di Cancia e del Marcora: ci sono molti fronti aperti in provincia cui dobbiamo dare risposta”. Il consigliere fa sapere di essersi già recato a San Vito con il senatore Luca De Carlo, per avere risposte a livello nazionale, e aver incontrato il vertice Anas per progettare soluzioni non solo emergenziali, ma strutturali. “Dobbiamo essere pragmatici - aggiunge - e chiedere a Regione e Stato un supporto. Servono opere definitive che mettano in sicurezza i paesi e l’Alemagna, che è la via di accesso principale a Cortina da sud e che, a ogni chiusura, crea difficoltà soprattutto a residenti e lavoratori”.

 

Per questo Padrin non manca di concludere puntualizzando il disappunto per le voci critiche. “Ve ne dico una: quando uno fa l’amministratore - conclude - sa che pista da bob e sicurezza stradale sono finanziamenti di natura diversa: non possiamo metterli insieme in questo contesto. Oppure leggo della possibilità di mettere navette di Dolomitibus nella strada silvo pastorale di là del Boite: è una strada non asfaltata né collaudata, come possiamo pensare di attivare un servizio di trasporto pubblico? Certamente in democrazia tutti possono dire tutto, ma nel mio ruolo di presidente della Provincia non posso accettare attacchi verso l’ente ed esternazioni su cose fuori luogo e non realizzabili nella maniera più assoluta. Penso sia arrivato il momento di abbassare i toni e fare tutto quanto nelle nostre possibilità per trovare soluzioni definitive a un problema estremamente complesso”.

 

Il prossimo Consiglio è convocato per il 29 luglio a San Vito, in segno di vicinanza al sindaco Franco De Bon e a tutta la Valle del Boite

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