Alemagna chiusa: lunghe code (VIDEO), incidenti e trasporto pubblico insufficiente. “La gente non ne può più, 1.500 lavoratori di Cortina pronti a scioperare”
Crescono i disagi per gli ampezzani e i lavoratori che dal Cadore si recano ogni giorno a Cortina. Numerosi gli incidenti, spesso dovuti a sorpassi azzardati dettati dall’esasperazione dei lavoratori che da giorni sono costretti a lunghe ore di percorrenza, soprattutto al Passo Tre Croci. Nives Milani, residente di Borca di Cadore e lavoratrice a Radio Cortina, racconta a Il Dolomiti com’è la situazione

CORTINA D’AMPEZZO. Crescono i disagi per gli ampezzani e i lavoratori che dal Cadore devono recarsi ogni giorno a Cortina. Il Dolomiti ha contattato Nives Milani, residente di Borca di Cadore e lavoratrice a Radio Cortina, che in questi giorni ha pubblicato sul suo profilo social diversi aggiornamenti sulla situazione della viabilità (e non solo), che sta mettendo in seria difficoltà le decine di pendolari costretti a tempi di percorrenza molto lunghi e a situazioni che si fanno di giorno in giorno più pericolose.
La statale di Alemagna è infatti ancora chiusa al traffico, da quando un’ingente colata detritica ha colpito a più riprese San Vito di Cadore. L’ultima, in ordine di tempo, questa notte, ma non sono esclusi ulteriori fenomeni vista l’instabilità meteorologica. Il tutto costringe quindi i lavoratori, che devono raggiungere Cortina ogni giorno dal Cadore, a fare il giro per il passo Tre Croci, dove però, assieme all’esasperazione, cresce la pericolosità. Ieri sera, ad esempio, si sono formate lunghe code per un incidente tra un camion e una moto, e nuovamente questa mattina i pendolari segnalavano un altro incidente dopo Auronzo che bloccava la circolazione.
Questo uno dei tanti sfoghi in queste ore sui social: “E' una strada, non un autodromo dove testare la velocità dell'auto! Strada che attraversa paesi di montagna, paesi abitati da gente che ci vive e lavora. Strade violentate da decenni: in questo momento la Ss51 bis sta provando dal vivo l'agonia che la Valle del Boite sopporta da troppo tempo. Purtroppo non sono solo i turisti, anzi molto spesso sono i locali che non rispettano minimamente il luogo e i limiti di velocità. In questi giorni, sui rettilinei di Auronzo, si vedono cose inenarrabili: non è possibile che, nonostante i limiti, la linea continua, gli accessi alle case, le strisce pedonali, bambini che giocano nei giardini, le persone che passeggiano, si vedano sorpassi folli, a velocità appunto da autodromo. È sufficiente una volta, basta una persona investita e la corsa finirà per sempre”.
“Il problema - osserva Milani - è che la gente non ne può più, perciò effettua sorpassi che portano a incidenti anche gravi, che a loro volta ritardano arrivi e partenze aggravando la situazione. Inoltre, anche il sistema autobus è un po’ triste, perché le corriere che fanno il Tre Croci sono quattro: due la mattina e due il pomeriggio, ed evidentemente non bastano se non vogliono riaprire”. Questa mattina è in corso una riunione in prefettura, dalla quale residenti e lavoratori sperano di ricavare buone notizie. Nel frattempo, però, la situazione rimane difficile. “Ci sono anche quelli che tentano di fare una via secondaria nei boschi - prosegue Milani - ma oggi è intervenuta la polizia a fermarli. Speriamo qualcosa venga fuori dalla riunione, ma la gente vuole fare sciopero: 1.500 persone non vogliono più venire a lavorare a Cortina perché costrette al giro del Tre Croci, che comporta almeno due ore in più”.
Un’unica buona notizia c’è, secondo Milani: “La Conad di Cortina ha deciso, per i lavoratori provenienti dal Cadore, di ridurre l’orario e farlo diretto dalle 8.30 alle 19, così da aiutarli a non dover andare in cerca di cibo, e poi rientrare. Tale orario permette più agevolmente anche di arrivare e tornare in corriera”.
C’è infine la questione dei tir. Nei giorni scorsi, i sindaci della zona avevano espresso le loro perplessità in merito. “Via i tir stranieri e quelli di transito che vanno oltre le nostre valli”, riportava Il Corriere delle Alpi riprendendo le dichiarazioni di Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore, alla quale si è aggiunto Dario Vecellio, sindaco di Auronzo - dove oltretutto i mezzi pesanti creano disagi anche al turismo, in piena stagione. “Quello che si chiede - conclude Milani - è che siano deviati i tir a Tai di Cadore, rimandandoli indietro anziché farli passare per Auronzo, zona al momento battuta in modo spaventoso. Certamente, quelli che vengono a fare approvvigionamento devono poter passare, ma quelli da fuori che vadano per l’autostrada”.












