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Trento
19 maggio | 17:00

Caro carburanti, la Pat: “Nuovo piano da 10 milioni di euro per le imprese”. Incentivi a fondo perduto per automezzi, impianti fotovoltaici e riqualificazioni: i dettagli

Il focus prioritario, dice Piazza Dante, sarà sul comparto dei trasporti e della logistica: “Il provvedimento si rivolge a tutte le realtà imprenditoriali, dalle piccole e medie imprese fino alle grandi realtà industriali, che possiedono almeno un'unità operativa attiva sul territorio provinciale”

di Redazione

TRENTO. Caro carburanti, dalla Provincia nuovo piano da 10 milioni di euro per le imprese. Ad annunciarlo è Piazza Dante, che precisa come la misura prenderà il via dall' 1 giugno, con incentivi potenziati fino al 40% a fondo perduto per automezzi, impianti fotovoltaici, riqualificazione delle strutture aziendali – con focus prioritario sul comparto dei trasporti e della logistica.

 

“Se l'azienda investe sulla propria autonoma energetica – riassume Piazza Dante – e sulla sostenibilità, la Provincia autonoma di Trento risponde garantendo una copertura finanziaria a fondo perduto”. È questo, dicono le autorità, il principio cardine del “Bando resilienza energetica”, varato su proposta dell'assessore allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca Achille Spinelli.

 

L'obiettivo strategico dell'intervento è chiaro – continua la Provincia –: proteggere il sistema economico trentino dalle fluttuazioni dei mercati internazionali delle materie prime, abbattendo strutturalmente l'impatto dei costi energetici sui bilanci aziendali e per far fronte a una complessa fase storica caratterizzata dalla crescita costante dei costi dei carburanti”.

 

Il caro carburante, continua Spinelli, rappresenta “un peso gravoso per i cittadini ma soprattutto per le nostre imprese che devono movimentare merci e persone. Il fulcro del nostro pensiero si è concentrato proprio sul mondo dell'autotrasporto, manifatturiero, logistica e mobilità aziendale, per i quali abbiamo strutturato una misura che non vuole essere un semplice ristoro passivo dei maggiori costi subiti, bensì una manovra shock. Vogliamo convincere e incentivare con forza i nostri soggetti economici a investire sulla transizione energetica e sulla riduzione strutturale dei consumi in una fase in cui gli investimenti privati sono fisiologicamente bassi. È una straordinaria finestra di opportunità da sfruttare subito dal primo giugno”.

 

“Il provvedimento – continua la Provincia – si rivolge a tutte le realtà imprenditoriali, dalle piccole e medie imprese fino alle grandi realtà industriali, che possiedono almeno un’unità operativa attiva sul territorio provinciale. L’agevolazione concede un contributo in conto capitale pari al 30% della spesa ammessa, a fronte di un investimento minimo stabilito a quota 25.000 euro e fino a un massimale di 500.000 euro per singola impresa. Per accedere alla misura, i progetti proposti dovranno garantire un miglioramento dell’efficienza e una riduzione verificabile dei consumi energetici annui pari ad almeno il 2%, certificati attraverso una diagnosi tecnica specialistica”.

 

Saranno finanziabili le spese relative all'acquisto e all'installazione di asset fisici, come impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, interventi di isolamento sui fabbricati industriali, macchinari ad alta efficienza e tecnologie per la cogenerazione, ma anche le spese immateriali necessarie alla transizione, inclusi software gestionali di monitoraggio energetico, brevetti e licenze.

 

“Una quota forfettaria pari al 10% - dice Piazza Dante – sarà inoltre riconosciuta a copertura delle spese generali e di consulenza tecnica. Sul fronte della mobilità aziendale, il bando apre esplicitamente al rinnovo dei parchi mezzi obsoleti con modelli a basso impatto ambientale o trazione elettrica. Il meccanismo d'incentivazione prevede importanti elementi di premialità volti a tutelare le realtà più vulnerabili o a promuovere la condivisione virtuosa dell'energia. È introdotta una maggiorazione del 10% (portando il contributo al 40% totale) per le imprese cosiddette 'energivore', all'interno del cui bilancio d'esercizio i costi legati agli approvvigionamenti energetici superino la soglia del 30% dei costi di produzione complessivi. Parallelamente, viene riconosciuto un incremento del 5% per le aziende che scelgono di aprirsi al territorio cedendo il diritto di superficie o d’installazione di impianti fotovoltaici a Comunità Energetiche Rinnovabili (Cacer) o a soggetti operanti in regime di Esco, incentivando così la nascita di reti diffuse di autoproduzione”.

 

L'iter amministrativo, conclude la Provincia, sarà gestito dall'Agenzia Provinciale per gli Incentivi alle Attività Economiche (Apiae). Le domande, a firma del legale rappresentante dell'impresa, dovranno essere trasmesse esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma web dedicata dell'Amministrazione provinciale. Le iniziative proposte, per risultare ammissibili, non dovranno essere avviate prima del 1 giugno 2026 e dovranno concludersi entro i successivi 18 mesi dalla data di concessione dell'aiuto, assicurando così una rapida ed efficace messa a terra delle risorse sul territorio.

 

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