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Belluno
17 giugno | 19:11

Manca il dirigente scolastico, la Provincia chiede garanzie: “No a reggenza permanente”. E lancia l'appello: “Non mandiamo i ragazzi a studiare altrove”

Durante l’ultimo Consiglio provinciale si è discusso del rischio di accorpamento dell’ufficio scolastico di Belluno con quello di Treviso. Il gruppo Futura ha chiesto garanzie affinché l'incarico di reggenza (per cui la Regione ha aperto un bando) non diventi permanente, mentre il presidente Staunovo Polacco ha fatto una riflessione sull’esodo dei giovani bellunesi nelle scuole delle province vicine

BELLUNO. Un impegno per difendere l’autonomia territoriale, ma anche esigere la nomina di un dirigente stabile per l’ufficio scolastico bellunese: così il Consiglio provinciale ha deciso di prendere posizione in merito al rischio accorpamento con l’ufficio di Treviso, uno dei temi che più stanno preoccupando il territorio.

 

“Il rischio di un progressivo depotenziamento dell’ufficio di Belluno è concreto - ha ribadito la consigliera Ilenia Bavasso (Futura) durante la seduta di martedì 16 giugno - e la paura di un processo di accorpamento con Treviso tangibile. La legge della montagna riconosce il territorio come svantaggiato e afferma il principio che lo Stato deve garantire l’accesso ai servizi pubblici essenziali, in particolare garantire permanenza e qualità dell’offerta scolastica. Lo svuotamento delle funzioni e degli uffici periferici rischia invece di compromettere le capacità di risposta delle comunità montane, indebolite da qualsiasi ipotesi di accorpamento”.

 

Rispetto alla lettera inviata dal presidente della Provincia a Ministero e Regione (qui), Futura rileva poi alcune criticità. “Manca una richiesta forte - prosegue - di mantenere un presidio stabile, autonomo e quindi una dirigenza dedicata esclusivamente al territorio. A ciò si aggiunge il fatto di prendere atto positivamente dell’avviso di reggenza, che per noi non va nella direzione auspicata”.

 

Il 9 giugno l’Ufficio scolastico regionale ha infatti pubblicato un avviso per un incarico dirigenziale di reggenza per l’ambito territoriale di Belluno (scadenza presentazione domande il 19 giugno). Come ricorda il presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco, tale incarico ha un carattere temporaneo, di durata massima un anno, e non costituisce una soluzione definitiva.

 

Il timore però è che di fatto lo diventi. Il Consiglio ha perciò deciso di inviare una nuova comunicazione ai vertici istituzionali per ribadire che la procedura per la reggenza non si traduca in una dirigenza stabile e rilevare quindi la necessità della repentina nomina di un dirigente dedicato.

 

Interessante, però, è soprattutto la riflessione politica di Staunovo Polacco. “L’altro giorno - afferma - abbiamo chiuso una scuola, per quanto non statale, ad Auronzo. Dobbiamo perciò prenderci delle responsabilità: il fatto che le nostre famiglie, i cittadini e a volte gli insegnanti facciano in modo che i ragazzi dei territori svantaggiati vadano a scuola in altre regioni o province non aiuta”.

 

“Bene quindi - conclude - la contrarietà alla chiusura dell’ufficio scolastico, ma il depauperamento del provveditorato avvenuto negli anni è anche conseguenza di azioni quotidiane nel territorio che portano alla chiusura delle scuole: c’è quindi bisogno del supporto anche da altre parti, oltre agli atti del Consiglio. Politicamente serve un'azione a livello provinciale per far sì che i nostri ragazzi studino in provincia, dove l’offerta didattica e la qualità del servizio reso sono ottime. Se infatti buona parte va altrove a studiare (qui il caso) qualche problema lo abbiamo”.

 

Parole in parte condivisibili. Nonostante infatti la prima e maggiore responsabilità sia esclusivamente politica, perché riguarda decisioni in tema di residenzialità, servizi, trasporto pubblico, insomma la vivibilità di un territorio per le famiglie, alla fine c’è anche una responsabilità collettiva nel contribuire allo sviluppo dei luoghi dove far crescere i propri figli.

 

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