Scuola, la Provincia scrive al governo: “Salvaguardare l’autonomia del territorio bellunese. No all’accorpamento con Treviso”
Dopo l’interrogazione parlamentare già presentata da Avs al ministro Valditara, anche la Provincia di Belluno si muove in difesa del mantenimento dell’ufficio scolastico sul territorio. Il presidente Staunovo Polacco ha infatti scritto a Regione Veneto e Ministero per chiedere tempi certi di nomina di un nuovo dirigente scolastico e la salvaguardia dell'autonomia territoriale

BELLUNO. Si muovono anche le istituzioni: il presidente della Provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco ha scritto una lettera all’Ufficio scolastico regionale e al Ministero dell’istruzione e del merito per chiedere la rapida nomina di un nuovo dirigente dell’Ufficio territoriale di Belluno. “L'eventuale fusione o accorpamento con realtà di pianura finirebbe per allontanare i centri decisionali dalle esigenze della montagna, indebolendo i servizi scolastici di prossimità e impoverendo ulteriormente il tessuto civile e sociale delle nostre valli”.
Questo quanto si legge nel testo inviato nella giornata di martedì 9 giugno. Viste forse le numerose sollecitazioni provenienti dal territorio, a partire dall’interrogazione parlamentare avanzata al ministro Valditara da Avs (qui il testo) fino alla richiesta di un incontro con il prefetto da parte dei sindacati locali, anche la Provincia di Belluno fa ora sentire la sua contrarietà all’ipotesi di un accorpamento del servizio con la pianura.
Dal 1 giugno infatti la posizione di dirigente titolare all’Ufficio territoriale è ancora vacante. Il trasferimento di Massimiliano Salvador alla guida dell’ambito di Treviso ha generato incertezza nelle istituzioni, soprattutto in un periodo in qualche modo delicato tra la chiusura dell’anno scolastico in corso e gli adempimenti necessari all’avvio del prossimo. Per questo, Staunovo Polacco chiede chiarimenti sui tempi per avere una nuova figura al vertice dell’ente.
"Il nostro territorio - ribadisce - presenta una specificità montana unica nel contesto regionale. Siamo un'area segnata da un progressivo calo demografico, dove è fondamentale mantenere i plessi scolastici distribuiti nelle vallate e nei comuni più periferici o isolati. In questo scenario, un ufficio scolastico autonomo e radicato a Belluno non è un mero orpello burocratico, ma un presidio indispensabile per garantire l'equità sociale, combattere lo spopolamento e offrire pari opportunità formative alle giovani generazioni”.
Esclusa con forza l’ipotesi di un eventuale accorpamento, che andrebbe a “indebolire i servizi di prossimità e impoverire il tessuto civile delle nostre valli. Confidiamo - conclude il presidente - nella sensibilità istituzionale dei direttori e del Ministero: la Provincia è pronta a collaborare, ma l'autonomia di Belluno non può essere messa in discussione”.
Da qui due le richieste: un chiarimento su tempi e modalità per la copertura della posizione dirigenziale e la salvaguardia dell’autonomia territoriale sul fronte scolastico.












