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Belluno
25 luglio | 16:18

La Diocesi trasferisce il parroco e i giovani si mobilitano. La lettera al vescovo: “Ascolti le comunità: don Simone ha fatto tanto per noi, ci ripensi”

La Diocesi di Belluno-Feltre ha deciso una serie di trasferimenti tra le Diocesi della provincia, tra cui quello di don Simone Ballis, parroco di Domegge, Vallesella e Calalzo di Cadore. Un gruppo di ragazzi amareggiati dalla notizia ha scritto a il Dolomiti un accorato appello al vescovo, affinché riconsideri la decisione. “In questi anni don Simone ha creato un forte legame con le famiglie e i giovani, facendo crescere la partecipazione alla vita parrocchiale e dando nuovo entusiasmo a molte iniziative”

CALALZO DI CADORE. “Non vogliamo mettere in discussione l’autorità del Vescovo, ma chiediamo che sia ascoltata anche la voce delle comunità che vivono quotidianamente la propria parrocchia. Il nostro desiderio è semplice: che don Simone possa continuare il percorso iniziato insieme a noi e sia data continuità a un lavoro pastorale che, in pochi anni, ha saputo far crescere la partecipazione, soprattutto delle nuove generazioni”.

 

Arriva da un gruppo di ragazzi della parrocchia di Calalzo di Cadore l’appello al vescovo di Belluno affinché il loro parroco non sia trasferito. La decisione è stata resa ufficiale nella giornata di sabato 25 luglio dalla Diocesi di Belluno-Feltre: lo scorso giovedì il vescovo Renato ha infatti incontrato il Consiglio pastorale parrocchiale unitario di Domegge, Vallesella e Calalzo di Cadore comunicando di aver chiesto a Don Luciano e don Alvise (oggi parroco e vicario parrocchiale di Sospirolo, Gron e Mas-Peron) di diventare parroci in solido” delle tre comunità del Centro Cadore, mantenendo i servizi diocesani che attualmente stanno svolgendo.

 

Parallelamente, a don Simone Ballis, dal 2014 parroco di Domegge di Cadore e di Vallesella e dal 2019 anche di Calalzo di Cadore, il vescovo ha chiesto la disponibilità a esercitare il ministero in altre comunità. Nei prossimi giorni, sarà resa nota la sua nuova missione, oltre all’affidamento delle tre parrocchie vacanti. “Quando avvengono questi cambi e un prete lascia una o più comunità - sottolinea la Diocesi - il cambiamento diventa un momento di sofferenza per i parrocchiani e gli stessi parroci. Questi cambiamenti però fanno parte della vita di un prete e della storia delle comunità: è un momento per la gratitudine verso chi parte e di un nuovo inizio con i nuovi pastori”.

 

La notizia ha però suscitato nei ragazzi quella che loro stessi definiscono “una profonda amarezza”, al punto da spingerli a contattare il Dolomiti con la preghiera di dar loro una mano per far emergere “non l’opinione di pochi giovani, ma un sentimento ampiamente condiviso". Ecco dunque il loro appello.

 

In questi giorni siamo venuti a conoscenza di una notizia che ci ha lasciati senza parole: il nostro Vescovo ha deciso di fare un cambiamento all’interno delle nostre Comunità unite di Domegge, Calalzo, Vallesella e Grea scegliendo di cambiare il parroco, don Simone, per collocarlo in un’altra parrocchia.

 

Questa decisione, oltre a non essere condivisa da molti di noi ragazzi ma anche dagli adulti che ci stanno affiancando, sembra presa quasi con disinteresse nei confronti di tutto quello che il nostro parroco ha iniziato a costruire, specialmente qui a Calalzo, dove è stato chiamato al servizio della comunità solo sei anni fa. Ci sembra un cambiamento avvenuto troppo in fretta, tanto da non permettergli di portare a termine tutto ciò che aveva iniziato.

 

Ci riferiamo soprattutto alle attività rivolte a noi giovani, come l’Acr (Azione cattolica per i ragazzi), il Fioretto e il Grest, che quest’anno ha concluso il suo terzo anno, ma anche alle iniziative dedicate all’intera comunità, come il Presepe vivente del mese di dicembre o i laboratori organizzati dalle catechiste. In questi anni don Simone è riuscito a creare un forte legame con le famiglie e con i giovani, facendo crescere la partecipazione alla vita parrocchiale e dando nuovo entusiasmo a molte iniziative.

 

Uno dei motivi per cui non riusciamo a comprendere questo spostamento è sicuramente la situazione della vicina parrocchia di Lozzo di Cadore, che da gennaio si trova di fatto in ‘sede vacante’, essendo priva di un parroco stabile e affidata temporaneamente a un vicario parrocchiale.

 

Vista questa situazione, le domande che ci poniamo sono tante: com’è possibile che sia data priorità a spostare un parroco che deve ancora terminare di svolgere pienamente il suo servizio, piuttosto che trovare una soluzione per garantire una guida stabile anche alle comunità che oggi ne sono prive? Come mai, per questa decisione, non sono state prese in considerazione le comunità che si troveranno a dover ricominciare da capo un percorso costruito con fatica in questi anni? Per quale motivo si è scelto di interrompere un cammino pastorale che stava dando frutti evidenti, soprattutto tra i giovani, senza tener conto delle conseguenze che questo cambiamento avrà sulle nostre parrocchie?

 

In un momento in cui la mancanza di sacerdoti è una realtà nota a tutti, facciamo fatica a comprendere il senso di una scelta che priva le nostre comunità di un parroco che conosce il territorio, le persone e le loro esigenze, mentre altre realtà attendono ancora una guida stabile”.

 

Per questo motivo, i ragazzi hanno inoltre avviato una raccolta firme, che accompagnerà una lettera per lo stesso vescovo: a testimonianza di quanto ci credono, andranno di persona in tutte le parrocchie gestite da don Simone. “Lo facciamo con spirito costruttivo - concludono - nella sincera speranza che possa riconsiderare la decisione, ascoltando la voce delle comunità che ogni giorno vivono la realtà delle nostre parrocchie”.

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