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Belluno
14 luglio | 19:29

“Un pezzo della nostra compagnia ci è stato strappato via troppo presto. Fai buon viaggio piccolo Thomas: il destino ti ha portato via prima del previsto ma sarai sempre con noi”

Fuori dalla piccola chiesa di Sois era numerosa la folla riunita per l’ultimo saluto a Thomas Da Rold, il 17enne morto nella notte tra venerdì e sabato a seguito di un incidente in moto: tante le manifestazioni di affetto dagli amici, che hanno portato il ricordo dell’amico sulle magliette e nelle parole pronunciate a fatica per esprimere vicinanza alla famiglia e promettere che lui continuerà a far parte, sempre, delle loro vite

BELLUNO. “Oggi come non mai avremmo bisogno di te. Per noi non eri solo un amico, eri il leader, e se chiudiamo gli occhi rivediamo ogni avventura vissuta insieme. Proviamo una rabbia e un dolore immensi, perché ci sembra che un pezzo della nostra compagnia ci sia stato strappato via troppo presto. Vogliamo però farti una promessa: il nostro gruppo non si scioglierà mai, continueremo a vederci e ricordarti e non ci sarà festa o brindisi in cui non sarai presente”.

 

Sono gli amici a rompere il silenzio che ognuno, nella numerosa folla radunata a Sois nel pomeriggio di martedì 14 luglio, sembra portare dentro durante l’ultimo saluto a Thomas Da Rold. Il 17enne si è spento nella notte tra venerdì e sabato a Bolzano Bellunese (qui), a seguito di un incidente in moto del quale è difficile trovare una ragione.

 

“Facciamo fatica a capire oggi questo come, questo quando e questo perché - afferma lo stesso parroco, rivolgendosi a Dio - dell’entrare nella tua casa in cielo. Mettiamo allora sull'altare il dolore, la sofferenza, e Tu accetta la nostra fatica a capire. Non abbiamo parole per consolarci, solo il pianto e la solidarietà di portare insieme questa croce e di chiederci, ogni giorno, in questi giorni, il perché di tutto questo”. O forse un perché semplicemente non c’è, nonostante probabilmente, nei genitori e nella sorella, resterà per molto tempo l’unica parola cui aggrapparsi, assieme agli interrogativi su quella serata, su quella moto, e ai tanti “e se” cui nessuno saprà mai scrivere il seguito.

 

La “fatica di alzare lo sguardo verso il cielo, dove si trova ora la parte più bella di Thomas” si percepisce infatti non solo nelle parole del parroco, ma anche nell’aria e soprattutto in loro, i ragazzi, i compagni del Boldan Team - una squadra, un gruppo di amici, i vicini del quartiere con le “zopele” ai piedi che a lui piacevano - e gli altri amici, che invece indossano una maglietta bianca con la sua foto davanti e la scritta “Tobassss” sul retro. Piangono e si stringono tra di loro, forse incapaci di affrontare un dolore così improvviso o forse alla fine più bravi degli altri a farlo, perché sapranno portare dentro l’amico per il resto della vita. E proveranno a godersela, perché hanno vissuto in prima persona lo sconcerto di vederla finire troppo presto.

 

“Il tuo modo di essere e di affrontare ogni giornata - sono le loro parole - ci ha insegnato che la vita è una e va vissuta al massimo. Pur lasciando un vuoto incolmabile, festeggeremo quindi come avresti voluto tu, a suon di musica, qualche birra e tanto casino. Questo non è un addio, perché sarai sempre con noi con tutta la tua bontà e le tue cazzate”.

 

A loro fanno eco le amiche, le sue “bele” alle quali “ti divertivi a scompigliare i capelli” che fanno conoscere a tutti chi era Thomas. “Sentivamo il bisogno profondo di stringerci attorno a te e alla tua famiglia - ribadiscono - per dirti un’ultima volta quanto sei stato importante per noi. Caro Thomas, il nostro Jova, aspettavi con ansia il tuo 18esimo compleanno ma il destino ti ha portato via prima del previsto. Domenica dovevamo fare grigliata, eri impaziente ma hai deciso di andartene, lasciandoci nello sconcerto più totale: così noi per te l’abbiamo fatta lo stesso, ascoltando le tue canzoni preferite e ricordando i momenti insieme”.

 

Zia Linda - fanno sapere quei ragazzi alla mamma - ci hai chiesto di non dimenticarci mai del tuo Tommy ma, anche volendo, non sarebbe possibile scordarci di un ragazzo meraviglioso come lui”. E sulle continue note della musica che accompagna la cerimonia, assicurano inoltre che faranno di tutto per realizzare i tanti progetti e le idee di un amico che era “il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, sempre pronto a rimboccarsi le maniche dovunque ci fosse bisogno” e che per questo resterà sempre parte dei loro pensieri, quando torneranno in classe e il banco sarà vuoto o quando ci sarà un’altra manifestazione da realizzare con un volontario in meno a dare una mano.

 

Al quale non resta che il ringraziamento per quello che è stato, nell’auspicio che sappiano davvero trarre qualcosa da tutto questo e viversi il futuro al meglio. “Grazie per aver reso la nostra vita un'avventura bellissima, nostro piccolo Thomas. Fai buon viaggio e proteggici sempre”.

 

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