Dalla Italo Svevo a Claudio Visintin, il ricordo di Giorgio Rossi e il cordoglio di Trieste verso un uomo visionario e pratico allo stesso tempo
L'assessore è venuto a mancare l'11 luglio e il Comune ha annunciato che la camera ardente sarà aperta nella sala del Consiglio comunale del palazzo del municipio in Piazza Unità dalle 9 alle 11 del prossimo venerdì 17 luglio. Pubblichiamo qui il cordoglio della casa editrice e il ricordo struggente di Claudio Visintin: “Giorgio ci ha regalato parole d’amore e di speranza che oggi custodiamo gelosamente”

TRIESTE. La recente e inattesa scomparsa dell'assessore comunale alla cultura e al turismo Giorgio Rossi, comunicata l'11 luglio scorso e avvenuta nell'ospedale in cui era ricoverato a seguito di una caduta, rappresenta un vuoto per Trieste difficile da colmare. Rossi era ben più del braccio destro del sindaco Dipiazza, era un uomo visionario e pratico allo stesso tempo, capace di dialogare e confrontarsi con qualunque corrente di pensiero, nonché risoluto e determinato nel portare a compimento quello che è stato uno dei suoi risultati più importanti: dare alla città un impulso al mondo della cultura triestino di una portata che raramente si era vista in precedenza, certificata dai numeri che oggi fanno registrare in città gli ingressi nei musei, alle mostre e ai grandi eventi.
E tante sono le parole di cordoglio che in queste ore si susseguono sui social e anche alla mail de il Dolomiti. La casa editrice triestina Italo Svevo, per esempio, formula ''le più sentite condoglianze ai familiari, il Presidente H. della Italo Svevo, Alberto Gaffi, ricorda il suo grande amore per la letteratura, il suo sostegno e la costante presenza in occasione delle numerose iniziative e presentazioni promosse a Trieste dalla casa editrice anche all'interno degli spazi comunali, in particolare presso la Sala Bazlen, in collaborazione con l'associazione Cultura & Libertà presieduta da Sergio Bernetti e al Museo LETS – Museo della Letteratura a Trieste. Nel 2019 la Italo Svevo aveva pubblicato il libro "Il Trieste" dell'autore Enrico Halupca sulla storia del batiscafo al centro del progetto per il rilancio del Museo De Henriquez con la collocazione di una sua riproduzione che con tanta passione Rossi da tempo stava portando avanti''.
Il comune di Trieste ha reso noto in queste ore che la camera ardente sarà aperta nella sala del Consiglio comunale del palazzo del municipio in Piazza Unità dalle 9 alle 11 del prossimo venerdì 17 luglio, per dare modo ai cittadini e alle autorità di rendere l'ultimo saluto a Giorgio Rossi.
A ricordare la figura dell'assessore giungono anche le parole di Claudio Visintin, volto noto a Trieste per le molteplici iniziative a favore del sociale e della solidarietà, nonché amico di Giorgio Rossi che così ha voluto rendergli omaggio.
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Il Profumo di una Rosa Bianca: L’Amore Incondizionato che Unisce la Terra al Cielo
Ci sono momenti in cui il dolore si fa così denso da spegnere ogni colore del mondo. Eppure, proprio in quei luoghi dove la terra custodisce i nostri affetti più cari, accade che il cielo si abbassi fino a toccarci, lasciandoci addosso il profumo di un amore puro, immenso e incondizionato.
Noi, Graziella e Claudio Visintin, vogliamo raccontarvi un miracolo silenzioso. Una storia di anime che si riconoscono, di mani che si stringono e di una luce che nessuna morte potrà mai spegnere. Quell’Incontro a Sant’Anna: Due Solitudini che Diventano Abbraccio Eravamo lì, nel cimitero di Sant’Anna, a due passi dalla tomba della nostra amata mamma. Chi conosce quel silenzio sa che ogni passo pesa, che ogni respiro è una preghiera. Ma quel giorno, la sofferenza non ci ha isolati; al contrario, ha agito come una calamita invisibile, potente, misteriosa. I nostri occhi si sono incrociati con quelli di Giorgio.
Anche lui era lì per lo stesso, dolcissimo dovere: portare i fiori alla sua carissima mamma. Un uomo dello Stato, un politico eccellente, eppure in quel momento spogliato di ogni carica, vestito solo della sua immensa umanità. Ci siamo presentati. Ci siamo stretti la mano. In quel contatto non c’era protocollo, non c’era distanza: c’era solo l'abbraccio profondo di tre anime ferite ma vive. Giorgio ci ha regalato parole d’amore e di speranza che oggi custodiamo gelosamente, chiuse a doppia mandata nel profondo del nostro cuore.
"Dove si trova il loculo del vostro compianto Maurizio?" Questa è stata la sua domanda. Non una curiosità formale, ma una carezza bagnata di sincera compassione. Voleva sapere dove riposava il nostro amato figlio.
Il Miracolo del Giorno Dopo: Una Rosa per Maurizio
La grandezza di un uomo non si misura dai discorsi pubblici o dalle prime pagine dei giornali, ma dai gesti invisibili che compie quando nessuno lo guarda. Il giorno successivo a quel nostro incontro, siamo tornati da Maurizio. E lì, adagiata con una delicatezza infinita, abbiamo trovato una rosa bianca. Un gesto silenzioso: Senza clamore, senza scorte, Giorgio era tornato per onorare un ragazzo che non aveva mai conosciuto, solo perché amato da due genitori incontrati il giorno prima. Un simbolo eterno: Quella rosa non era solo un fiore. Era la testimonianza tangibile che l’amore umano, quando è puro, supera ogni barriera sociale, ogni ideologia, ogni distanza. È l'amore incondizionato che si fa carne, che si fa presenza. Uniti nella Luce del Signore Oggi Giorgio non è più tra noi su questa terra.
Attraverso la voce di Monsignore Don Ettore, nella casa del Signore, sentiamo forte il privilegio di potergli rivolgere un ultimo, immenso saluto. Caro Giorgio, ora che sei nella luce del Signore, sappiamo che non sei solo. Lassù, insieme a te, c'è il nostro Maurizio. Immaginiamo le vostre anime camminare insieme, libere dal peso del dolore terreno, avvolte da quella stessa tenerezza che ci ha uniti in un giorno qualunque in un cimitero di Trieste. Riposa in pace, Giorgio. La tua memoria rimarrà per sempre impressa nella nostra vita come quella rosa bianca: pura, profumata di cielo e immortale.
Con infinito affetto e gratitudine, I tuoi amici Graziella, Claudio e, da lassù insieme a Te, Maurizio Visintin.












