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Belluno
01 luglio | 06:41

Sedico congestionata dal traffico, cresce il disagio tra lavoratori e cittadini: "Situazione insostenibile. Serve una linea Dolomiti Bus per chi arriva da Ponte nelle Alpi”

Un nuovo appello arriva da sindacati e Rsu aziendali: la situazione tra Sedico e Santa Giustina è ormai insostenibile poiché, complice la presenza di EssilorLuxottica, sono oltre 5mila le persone che arrivano quotidianamente nell’area e non trovano né un trasporto pubblico adeguato né sufficienti parcheggi. Da qui la richiesta alle istituzioni di intervenire, dopo anni di sollecitazioni “cadute nel vuoto”

BELLUNO. Trasporti, viabilità e lavoro: tre temi ormai all’ordine del giorno per la provincia di Belluno, e in particolare alcune aree più congestionate. Tra di esse, il comune di Sedico dove, complice la presenza dello stabilimento di EssilorLuxottica, il tema è molto sentito. A sollevarlo nuovamente sono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, che hanno deciso di lanciare un appello alle istituzioni per una soluzione di mobilità pubblica.

 

“Come organizzazioni sindacali - spiega Fabrizio Fontana (Cgil) - vogliamo porre l’attenzione su un tema di ampio spettro per il territorio. Abbiamo preso l’iniziativa per provare a sensibilizzare chi ha il potere decisionale sull’opportunità di implementare il trasporto pubblico locale (tpl) tra la parte nord della Valbelluna, quindi Ponte nelle Alpi, e la zona di Sedico-Santa Giustina, dove sono presenti varie attività produttive e plessi scolastici”.

 

La questione non è semplice. Le Rsu aziendali fanno sapere infatti che almeno da otto anni si sta cercando un’interlocuzione e l’ultima richiesta di una tratta dedicata risale a tre anni fa, quando la risposta fu che c’era carenza di autisti in Dolomiti Bus. Recentemente, è stato anche chiesto un incontro al sindaco di Sedico, che ha però rilevato la necessità di un maggiore aiuto perché si tratta di un tema di carattere provinciale.

 

“A Sedico - ribadiscono i sindacati - abitano oltre 10 mila persone e nel solo comprensorio EssilorLuxottica arrivano ogni giorno circa 4.500 dipendenti. I numeri parlano chiaro: ci sono 740 posti auto a fronte di migliaia di veicoli in ingresso, una sola linea di tpl da Feltre usata da 240 persone e un traffico che, nelle ore di punta, paralizza il paese”. Più le conseguenze in termini di inquinamento ambientale e disagi per i residenti. “La carenza di parcheggi adeguati e soluzioni alternative - proseguono - costringe molti dipendenti ad arrivare anche due ore prima per il timore di non trovare posto, incorrere in multe o nella rimozione del mezzo. Molti sono anche costretti a lasciare l’auto dove capita, spesso in proprietà private o sui prati vicini al palazzetto, con conseguenti disagi per i cittadini che non si sentono più padroni a casa propria”.

 

Da qui la richiesta di una nuova linea tpl. Secondo quanto riferito, è stata promossa un’indagine da azienda e sindacato che ha evidenziato come esistano le condizioni per attivare una linea Ponte nelle Alpi-Sedico e una che serve la sinistra Piave (Busche, Lentiai, Borgo Valbelluna, Sedico). Al momento, invece, ben il 67% dei dipendenti usa l’auto privata.

 

“Negli anni - commenta Milena Cesca (Cisl) - c’è stato un notevole aumento dei dipendenti delle aziende dell’area, ma non si è fatto nulla a livello di tpl. Si tratta di un tema che esce dal perimetro aziendale e che si scarica su comune, abitanti, famiglie, studenti, lavoratori, traffico e ambiente. Riteniamo ci siano le condizioni perché tale servizio si ripaghi, per cui è necessario accendere ancora una volta i riflettori su un tema che si trascina da anni dopo tentativi di interloquire con amministrazioni e Dolomiti Bus caduti nel vuoto”.

 

“Alcuni interventi sono stati fatti - aggiunge Marco Frezzato (Uil) - ma ora, uscendo dal perimetro di lavoro nostro e della commissione trasporti degli stabilimenti Essilorluxottica, dobbiamo fare un ragionamento più ampio su tutte le aziende che ne possono trarre beneficio. C’è infatti in gioco anche una questione di sicurezza: soprattutto negli scambi tra i turni, si creano rischi elevati per chi si reca al lavoro a piedi o in bicicletta. Vogliamo quindi sensibilizzare le istituzioni e ragionare per mettere in campo una linea di trasporto che porterebbe benefici su tutti i fronti”.

 

Mentre dunque prosegue anche la raccolta firme tra lavoratori e cittadini di Sedico, si progetta il prossimo passo: chiedere un incontro alle istituzioni. “Prenderemo poi in mano anche il tema culturale. Chiaramente - conclude Cesca - se ci sono soluzioni alternative all’uso dell’auto, si può fare informazione e cultura, altrimenti è difficile uscire dall’abitudine purtroppo molto diffusa di privilegiare il mezzo privato . Siamo consapevoli di dover lavorare a 360 gradi, ma servirà la compartecipazione di tutti”.

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