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Belluno
01 settembre | 18:41

La diocesi conferma il trasferimento del parroco di paese, ma i giovani non ci stanno: “Tutta la comunità sta firmando per farlo restare. Il vescovo ascolti la nostra voce”

A fine luglio, Il Dolomiti era stato contattato da un gruppo di ragazzi della parrocchia di Calalzo di Cadore per aiutarli a diffondere un appello al vescovo contro il trasferimento del loro parroco, don Simone Ballis. Forte infatti il legame che li unisce, grazie al lavoro che don Simone ha fatto nel territorio. Purtroppo non c’è stato nessun passo indietro: li abbiamo contattati per sapere come sta andando

Foto sullo sfondo da Wikipedia di Antonio De Lorenzo
Foto sullo sfondo da Wikipedia di Antonio De Lorenzo

CALALZO DI CADORE. “Perché cambiare don Simone con due sacerdoti, quando c’è una mancanza di vocazioni?”.

 

Restano tanti interrogativi, insieme a un po’ di amaro in bocca, nei giovani della parrocchia di Calalzo di Cadore che poco più di un mese fa avevano scritto una lettera al vescovo di Belluno affinché il loro parroco non fosse trasferito (qui l’appello). Il Dolomiti li ha contattati per sapere come sta andando.

 

Don Simone è ancora qui nel centro Cadore - ci fanno sapere - almeno fino al 27 settembre. Purtroppo, la diocesi non vuole fare passi indietro: il vescovo ha risposto alla nostra mail, ma sostiene di non poter venire per un incontro perché in questo modo scavalcherebbe la figura di don Simone. L’invito, infatti, non arriva da lui ma direttamente da noi giovani e dalle famiglie del centro Cadore”.

 

Don Simone Ballis è parroco di Domegge di Cadore e di Vallesella dal 2014 e di Calalzo di Cadore dal 2019. Qui ha saputo fare davvero comunità e si è fatto amare dai suoi ragazzi e dalla popolazione: “Questa decisione - scrivevano infatti i giovani - oltre a non essere condivisa da molti di noi ragazzi e dagli adulti che ci stanno affiancando, sembra presa quasi con disinteresse nei confronti di tutto quello che il nostro parroco ha iniziato a costruire, specialmente qui a Calalzo. In questi anni è riuscito a creare un forte legame con le famiglie e i giovani, facendo crescere la partecipazione alla vita parrocchiale e dando nuovo entusiasmo a molte iniziative”.

 

Ora don Simone è stato nominato parroco di Alleghe, Caprile, Pescul, Rocca Pietore, Santa Maria delle Grazie e Selva di Cadore, mentre a Calalzo arriveranno don Luciano Todesco e don Alvise Costa. Ma i ragazzi non mollano.

 

Prosegue infatti la raccolta firme avviata alla notizia del trasferimento, per la quale si stanno spendendo andando di persona nelle parrocchie coinvolte. “Per ora siamo a 696 firme. Abbiamo anche fatto una piccola ricerca - specificano - dalla quale emerge che in questi paesi partecipa alla Santa messa circa il 16% della popolazione residente: se pensiamo che qui in centro Cadore abbiamo 4 mila abitanti, vuol dire che hanno firmato molte più persone di quelle che frequentano la diocesi”.

 

Don Simone ha quindi fatto del bene riconosciuto da tutti e quando in realtà oggettivamente difficili oggi, in termini di spopolamento e isolamento dei residenti, c’è qualcuno che unisce le comunità, forse quei cambiamenti che, nel comunicato rilasciato dalla Diocesi in luglio, erano descritti come “parte della vita di un prete e della storia della comunità” potrebbero essere rivisti proprio alla luce di quella storia, che non è uguale per tutti.

 

“In più - concludono i ragazzi - anche la parrocchia di Selva di Cadore (dove andrà don Simone) ha scritto al vescovo perché vogliono che il loro parroco attuale, don Renato Tasso, rimanga , pur accompagnato da don Simone, appunto per non distruggere il percorso già intrapreso in quel territorio. Non capiamo dunque perché la diocesi parli di mancanza di sacerdoti, se poi ci sono paesi qui vicino con sedi vacanti e soprattutto se don Simone viene sostituito da altri due sacerdoti”.

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