Scuola, i sindacati sollecitano il prefetto: “Vogliamo un incontro per difendere l’ufficio scolastico di Belluno. Urgente la nomina di un nuovo dirigente sul territorio”
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata da Avs direttamente al ministro Valditara, sul rischio di accorpamento tra gli uffici scolastici di Treviso e Belluno intervengono ora i sindacati. Chiare le richieste rivolte al prefetto, in particolare la nomina di un nuovo dirigente e un piano ministeriale di sostegno al territorio

BELLUNO. “Una dinamica che priverebbe le comunità montane di un servizio essenziale, compromettendo il potenziale formativo dei giovani residenti, i quali godono dei medesimi diritti dei coetanei di pianura. Di conseguenza, si registrerebbe un'accelerazione dello spopolamento delle vallate, a discapito della salvaguardia della popolazione d'alta quota”. A intervenire con queste parole sul rischio accorpamento tra l’Ufficio scolastico di Belluno e quello di Treviso sono i sindacati: Cgil, Cisl e Uil chiedono infatti un incontro urgente al prefetto, dopo il trasferimento del dirigente scolastico Massimiliano Salvador nella vicina provincia.
Sul tema si era già fatta sentire pochi giorni fa Alleanza verdi e sinistra, che ha presentato un’interrogazione direttamente al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara (qui l’articolo). Ora sono i sindacati a rivendicare la necessità di un incontro istituzionale a livello locale, finalizzato ad arrivare ai vertici statali, con alcune richieste precise: la nomina immediata di un nuovo dirigente per l’Ufficio di Belluno, un piano ministeriale di potenziamento per lo Uat territoriale, l'apertura urgente di un tavolo di confronto e rassicurazioni immediate da parte dei vertici regionali e ministeriali.
Respinta invece “con fermezza” qualsiasi ipotesi di gestione a distanza o di progressivo depotenziamento delle cabine di regia territoriali. “Il trasferimento del dirigente dell’Ufficio scolastico di Belluno - affermano Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil) - ha aperto un profondo vulnus istituzionale nel nostro territorio. Non si può derubricare questo evento a un contrattempo burocratico: il rischio è infatti uno svuotamento progressivo delle funzioni dell'ente bellunese, che può preludere a un definitivo e penalizzante accorpamento con l’ambito territoriale di Treviso, allontanando i centri decisionali dalla nostra comunità”.
Era stata proprio Casanova a descrivere a Il Dolomiti la situazione in particolare delle terre alte, con l’esodo continuo di studenti dal Comelico verso il vicino Alto Adige (qui l’intervista). In quella circostanza, la segretaria della Cgil Belluno aveva evidenziato la diversa visione della montagna tra i due territori, intesa lì come opportunità “e non come statistica da divulgare ogni volta che si parla di spopolamento senza poi fare qualcosa di concreto".
Quel qualcosa di concreto, oggi, vuol dire contrastare lo scivolamento verso Treviso che su più fronti - trasporti, sanità e scuola al momento - agli occhi dei cittadini sembra si stia già verificando. “Belluno, provincia interamente montana - proseguono Cgil, Cisl e Uil - non è una realtà al pari delle altre del Veneto, e non può essere trattata con parametri standardizzati. Parliamo di un territorio periferico, orograficamente complesso, in cui la gestione delle 33 istituzioni scolastiche richiede una conoscenza profonda delle dinamiche locali. In un contesto segnato da un altissimo tasso di mobilità del personale, avere una dirigenza dedicata non è un lusso o un privilegio, ma un presidio essenziale per la tenuta del sistema scolastico”.
Secondo le sigle sindacali, l'eventuale consolidamento del piano di unificazione con Treviso delineerebbe quindi uno scenario critico, portando a rivedere i piccoli plessi ed effettuare accorpamenti forzati. “La scuola di montagna - concludono - si difende e si valorizza solo garantendo la vicinanza, la stabilità e la prossimità delle istituzioni”.












