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Belluno
04 agosto | 15:45

Oltre 350 chilometri di strade bellunesi passano ad Anas. L’appello: “Trasferimento eccessivo, si proceda con cautela: i tratti più fragili vanno gestiti sul territorio”

Sta per completarsi il passaggio ad Anas di oltre 350 chilometri di strade provinciali, oggi in mano a Veneto Strade: a sottolineare la delicatezza dell’operazione è Ance Belluno, il cui presidente lancia un appello alla cautela. “Il cervello di Veneto Strade è nel Bellunese, quello di Anas a Mestre: non è un dettaglio per le imprese che hanno bisogno di interlocutori di prossimità”

Oltre 350 chilometri di strade bellunesi passano ad Anas

BELLUNO. "La riclassificazione delle strade provinciali va affrontata con buon senso mettendo al primo posto le esigenze del territorio e il diritto alla mobilità di residenti e imprese. Mi auguro che nelle prossime settimane ci siano i margini per non svuotare di risorse e competenze Veneto Strade, che fin dalla sua costituzione si è dimostrata vicina anche fisicamente alla nostra montagna”.

 

Con queste parole Paolo De Cian, presidente Ance Belluno, lancia un appello in merito al trasferimento di oltre 350 chilometri di strade provinciali ad Anas. Le strade in gestione alla società Veneto Strade, infatti, negli ultimi anni hanno subito dei mutamenti che inizialmente hanno portato a una riduzione delle tratte assegnate in favore di Anas e successivamente a un riequilibrio in termini di chilometraggio.

 

"Siamo consapevoli che l'iter di cessione è in corso - prosegue De Cian - e ha precise ragioni normative e finanziarie, ma allo stesso tempo si rischia di imboccare la strada sbagliata. Cedere ad Anas oltre 350 chilometri di arterie provinciali e locali, infatti, è eccessivo. Mi riferisco in particolare alle strade in quota, dove Veneto Strade ha dimostrato estrema operatività e conoscenza, capacità di dialogo e professionalità. Come imprenditori edili che lavorano nelle terre alte, dunque, non possiamo che essere preoccupati".

 

Quello di Ance non è, si tiene a ribadirlo, un no assoluto ad Anas o una bocciatura del suo operato, ma la richiesta che si adotti un piano razionale. “Le strade più delicate e fragili di questa provincia - aggiunge - vanno gestite e monitorate da vicino. Il cervello di Veneto Strade è infatti nel Bellunese, quello di Anas a Mestre: non è un dettaglio nemmeno per le imprese che hanno bisogno di interlocutori di prossimità. Un cantiere non vale l'altro".

 

L’invito è quindi alla cautela. “Dobbiamo fare attenzione - conclude - a non disperdere il patrimonio, soprattutto in termini di competenze e risorse umane, accumulato nel tempo. Anche per questo, la nostra associazione, che può contare su tante imprese sentinelle del territorio, è pronta a un confronto franco e concreto”.

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