"L'80% della segnaletica lungo il Cammino Retico è stato vandalizzato, il percorso è chiuso dopo la tragedia di Isobel e il mio cuore è devastato: ora parlo io"
Lo sfogo carico di dolore e amarezza di Francesco De Bortoli, l'ideatore del percorso del Cammino Retico: "Dichiaro il mio ritiro personale dal tentativo di riaprire la percorribilità del Gran Giro dei Cammini Retici. Ho provato fino in fondo perché credo profondamente nel valore culturale e turistico del progetto, ma la sicurezza e il rispetto per chi intraprende questa esperienza devono venire sempre prima di tutto"

SEREN DEL GRAPPA. "Dopo aver mantenuto un silenzio riflessivo nei giorni scorsi, sono tornato sul posto per valutare la situazione attuale e purtroppo ciò che temevo si è ripetuto: la segnaletica è stata nuovamente manomessa in più punti. A questo punto, con grande dolore e amarezza, devo dichiarare il mio ritiro personale dal tentativo di riaprire la percorribilità del Gran Giro dei Cammini Retici. Ho provato fino in fondo perché credo profondamente nel valore culturale e turistico del progetto, ma la sicurezza e il rispetto per chi intraprende questa esperienza devono venire sempre prima di tutto".
Non si dà pace, Francesco De Bortoli. A una settimana dalla tragedia che ha visto la 68enne neozelandese Isobel "Izzie" MacDonald perdere la vita lungo il Cammino Retico, arrivano le parole, cariche di rabbia e di amarezza, dell'ideatore del percorso: "Fin dall’inizio - scrive De Bortoli sui social - ho sottolineato il rischio legato alla sicurezza, un tema che non è mai stato per me secondario né trascurabile. In questi due anni di attività ho constatato con profondo dispiacere e crescente preoccupazione come in alcune tratte del Cammino la segnaletica fosse stata manomessa, addirittura in maniera insistente. Questa situazione mi ha spinto a raccomandare con forza di utilizzare la traccia gpx ufficiale, scaricata sempre in formato offline, per evitare pericolosi smarrimenti".
"Ora desidero parlare apertamente della tragedia che ha colpito la povera Izzie. Il 28 novembre 2025, dopo giorni di lavoro intenso per la stesura dettagliata della traccia tra Seren del Grappa e Alano di Piave, ho iniziato la prima percorrenza verificando personalmente la correttezza del tracciato e posizionando la nuova segnaletica. Nei primi mesi del 2026 ho ripetuto il percorso per l’apertura ufficiale, ma con sgomento ho scoperto che l’80% della segnaletica era stata sottratta o danneggiata. Colto dallo sconforto, ho contattato il referente telefonico del Cai di competenza in mio possesso, responsabile dei sentieri nella zona, raccontandogli quanto accaduto e chiedendo se fossero stati loro – per motivi a me ignoti – gli autori di tali azioni. Mi fu confermato che anche loro avevano subito spiacevoli episodi simili in passato e venni incoraggiato a non arrendermi a tali episodi. Seguendo questo consiglio, ho quindi ricollocato personalmente la segnaletica".
Poi però la morte di Izzie e la segnaletica trovata nuovamente manomessa in più punti: "Ho suggerito - scrive Francesco De Bortoli - all’Associazione Carpe Diem, che gestisce il progetto, di sporgere denuncia, anche penale considerando l'accaduto, contro ignoti per queste manomissioni reiterate, che possono aver contribuito tragicamente all’incidente di Izzie. È una sede necessaria per tutelare il diritto di tutti a poter camminare in sicurezza".
"Il mio cuore è devastato da quanto accaduto; spero sinceramente che chi ha scelto di manomettere le segnaletiche stia, almeno, confrontandosi con il peso delle conseguenze delle proprie azioni", conclude De Bortoli.












