Lasciano la porta del bivacco aperta durante il maltempo: "Rovinato il libro di vetta: una piccola parte di storia non potrà essere recuperata"
I gestori del Rifugio Luigi Mambretti: "Esiste un patto non scritto tra chi li gestisce e chi li utilizza: rispetto, attenzione e cura. Il problema non è una porta aperta. Il problema è dimenticarsi che questi luoghi esistono grazie alla cura di chi passa prima di noi e al rispetto verso chi passerà dopo"

SONDRIO. Una porta lasciata aperta durante il maltempo, l'acqua che è entrata nel bivacco e il libro di vetta completamente rovinato. E' questa la triste vicenda denunciata dai gestori del Rifugio Luigi Mambretti. Struttura che sorge in val Caronno tra Punta Scais (3.039 metri) e Pizzo Redorta (3.038 metri) in provincia di Sondrio.
"Fa male dover scrivere questo post", spiegano dal Rifugio Mambretti. "Nei giorni scorsi qualcuno ha lasciato aperta la porta del bivacco. Con il maltempo è entrata acqua e il libro di vetta è stato completamente rovinato. Non era soltanto un quaderno. Era una raccolta di firme, racconti, pensieri e ricordi lasciati nel tempo dalle persone passate da qui. Una piccola parte della storia di questo luogo che non potrà essere recuperata".

Il bivacco è sempre aperto e accessibile a tutti. "Non è un comfort in più, ma un riparo che può rivelarsi fondamentale in caso di maltempo, emergenza o necessità. Tenerlo aperto è una scelta che si basa sulla fiducia e sul senso di responsabilità di chi frequenta la montagna".
Queste strutture restano aperte perché "esiste un patto non scritto tra chi li gestisce e chi li utilizza: rispetto, attenzione e cura. Questa volta abbiamo perso un libro di vetta. Altrove, come al Marco e Rosa, una porta lasciata aperta ha portato neve all’interno del locale invernale, danneggiando materassi, coperte e attrezzature. Episodi del genere dovrebbero far riflettere tutti".
Il problema "non è una porta aperta. Il problema è dimenticarsi che questi luoghi esistono grazie alla cura di chi passa prima di noi e al rispetto verso chi passerà dopo. Se non siamo capaci di rispettarli, prima o poi non resterà più nulla da lasciare aperto", concludono i gestori del Rifugio Mambretti.












