“Zecche in montagna? I cacciatori le trovano sui loro cani e sulla selvaggina anche a 1800 metri durante quasi tutto l'anno”. L'appello alla cittadinanza per il monitoraggio
Gli aggiornamenti della Provincia di Bolzano sul progetto di monitoraggio attivo in Alto Adige: “Solo grazie ai risultati della ricerca – dice l'assessora provinciale Magdalena Amhof – possiamo reagire in modo adeguato e adottare le misure appropriate”

BOLZANO. Monitoraggio zecche in Alto Adige: grazie al progetto “Monzec” – finanziato dal programma Interreg Italia-Austria – continua fino alla fine dell'anno la raccolta dei dati per ricostruire l'attività e la diffusione delle zecche a tutte le quote.
A comunicarlo è la Provincia autonoma di Bolzano, che sottolinea come la presenza degli artropodi sia stata rilevata anche ben oltre i 1100 metri di quota, arrivando fino ai 1800. “Io stessa – dice l'assessora provinciale Magdalena Amhof nel lanciare un appello per la prevenzione legata alle malattie trasmesse dalle zecche – mi sono sottoposta in questi giorni alla vaccinazione, perché per me la prevenzione è fondamentale. Per questo motivo anche questo progetto del fondo Interreg Italia-Austria è particolarmente importante, poiché solo grazie ai risultati della ricerca possiamo reagire in modo adeguato e adottare le misure appropriate”.
Per il monitoraggio delle zecche, continuano le autorità, le attività vengono promosse e attuate in stretta collaborazione con la popolazione locale: “Dal 2024 – spiega la Provincia – l'infettivologo Gernot Walder, insieme a un gruppo di medici veterinari di Belluno e alle associazioni dei cacciatori dell'Alto Adige e del Tirolo, si è impegnato a monitorare l'attività delle zecche su tutto il territorio. Il progetto, inizialmente limitato alla Provincia di Belluno, alla Val Pusteria altoatesina e al Tirolo Orientale, è stato esteso nel 2026 a tutto l'Alto Adige e al Tirolo Settentrionale. L'obiettivo di questo progetto è quello di rilevare a lungo termine l'attività delle zecche tramite segnalazioni effettuate nell'app gratuita Monzec e di elaborare le relative previsioni”.
Per quanto riguarda la raccolta dei dati, i responsabili del progetto si affidano innanzitutto ai cacciatori e alle cacciatrici, nonché agli agricoltori e alle agricoltrici che, a causa della loro attività all'aperto, entrano in contatto con le zecche con particolare frequenza. Tuttavia, continua la Provincia: “Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati a scaricare l'app gratuita sul proprio cellulare e a segnalare i casi di zecche individuate, al fine di circoscrivere l'area interessata nel modo più preciso possibile”.
“I cacciatori e le cacciatrici altoatesini trascorrono molto tempo all'aperto – dice il presidente dell'Associazione provinciale cacciatori Günther Rabensteiner –. Ormai individuano zecche sulla selvaggina e sui loro cani da caccia quasi tutto l'anno e, proprio a causa della loro attività, sono essi stessi esposti alle punture di zecca”.
“Finora – dice ancora la Provincia – secondo l'Associazione cacciatori, nell'area del progetto sovraregionale sono pervenute 499 segnalazioni (dati aggiornati all'11 giugno 2026), molte delle quali al di sopra della soglia dei 1.100 metri, che finora era considerata il limite dell'habitat di questi aracnidi. Sono state registrate segnalazioni relative alla loro diffusione fino a un'altitudine massima di 1799 metri. La raccolta dei dati proseguirà fino alla fine dell'anno. Ogni segnalazione contribuisce a mappare la diffusione e l'attività delle zecche e a individuare rapidamente nuove specie. Ciò sarà importante anche in futuro per una prevenzione mirata”.


















