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Trento
23 aprile | 16:11

Arriva ZeccAPP, l'applicazione per segnalare le zecche e creare mappe di diffusione. All'interno anche consigli su cosa fare in caso di morso

La app FEM integra il contributo dei cittadini e la valutazione scientifica dei ricercatori Zecche e monitoraggi. Delle quaranta specie di zecche esistenti in Italia, una decina sono documentate in provincia di Trento. Quella più diffusa e nota è la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) che si sta espandendo, per via dei cambiamenti climatici

TRENTO. Si chiama ZeccAPP ed è il primo progetto di "citizen science" per la segnalazione delle zecche sul territorio trentino e nazionale.

 

Delle quaranta specie di zecche esistenti in Italia, una decina sono documentate in provincia di Trento. Quella più diffusa e nota è la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) che si sta espandendo, per via dei cambiamenti climatici.

 

Per migliorare il monitoraggio delle zecche finalizzato alla produzione di mappe di diffusione e rischio delle malattie trasmesse, la Fondazione Edmund Mach ha sviluppato una nuovissima app

 

"Il progetto - spiega Annapaola Rizzoli, responsabile dell'unità Ecologia Applicata del Centro Ricerca e Innovazione - si propone non solo di raccogliere le segnalazioni riguardo alla presenza di zecche sul territorio, ma anche di diffondere informazione e strategie utili per la prevenzione sanitaria".

 

Tutto questo avviene avviene attraverso approcci di coinvolgimento degli utenti, come ad esempio guide in-app per la fotografia, feedback rapidi sulle immagini inviate, vademecum sui comportamenti da adottare per proteggersi dai morsi di zecca e coinvolgimento di stakeholder strategici, assicurando così una struttura affidabile e una diffusione capillare sul territorio.

 

Grazie a questo progetto collaborativo, ogni cittadino avrà la possibilità di contribuire alla ricerca e ogni utente potrà beneficiare dei dati inviati dagli altri, in una vera ottica di scienza diffusa e partecipata.

 

L’applicazione, sviluppata dall’Unità Agrometeorologia e Irrigazione del Centro Trasferimento Tecnologico, è disponibile per sistemi iOS e Android e integra il contributo dei cittadini e la valutazione scientifica degli esperti FEM. Il processo di raccolta dati include l'invio di immagini e la compilazione di un sondaggio con dettagli relativi al luogo, all'habitat, alle attività svolte dall'utente e alla tipologia di interazione con il parassita (fase di ricerca dell'ospite o pasto ematico su esseri umani o animali).

 

Le segnalazioni ricevute vengono validate dagli esperti FEM e inserite su una mappa interattiva a disposizione di tutti gli utenti, trasformando così le segnalazioni individuali in strumenti preziosi per la sorveglianza entomologica e la valutazione del rischio.

 

In Trentino la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) rappresenta il principale vettore di agenti patogeni: virus (encefalite da zecche, TBE), batteri (borreliosi di Lyme, anaplasmosi) e protozoi (babesiosi), che colpiscono persone e animali domestici. La diagnosi è spesso complessa e, nel caso della TBE, l’infezione può essere contratta anche tramite il consumo di latte crudo e derivati provenienti da animali infetti.

 

La diffusione varia anche in base alla tipologia ambientale e agli ospiti presenti: studi FEM mostrano come ambienti agricoli e forestali possono influenzare diversamente la presenza dei patogeni. Similmente, eventi climatici estremi, come la tempesta Vaia, o variazioni nella produzione di pollini di alcune specie arboree e dei relativi semi possono modificare la dinamica di popolazione e le comunità dei principali animali serbatoio di questi patogeni, come i roditori, influenzando quindi il rischio di infezione nell’uomo.

 

Per scaricare la app: https://sites.google.com/fmach.it/zeccapp/home.

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