Panche divelte e vasconi ribaltati: vandali in azione anche nel parchetto in montagna
Il fattaccio è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, al parco di Poia, una piccola frazione di Ponte di Legno, punto di ristoro per ciclisti e di svago per bambini e famiglie

PONTE DI LEGNO. Hanno divelto le panche, spostato i vasconi in legno e ribaltato a terra la terra e i fiori. In una parola hanno vandalizzato un parchetto di montagna che questa mattina si mostrava agli occhi dei passanti nelle condizioni immortalate da un utente che ha caricato le foto sulla pagina Quelli che...Ponte di Legno.
Il fattaccio è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, al parco di Poia, una piccola frazione di Ponte di Legno, a circa 1200 metri di altezza. Chi ha segnalato l'accaduto con un post ha ipotizzato che a causare i danni sia stato un gruppo di ragazzi visto che nella notte sarebbero state udite urla e rumori provenire dalla zona. Quel che è certo è che questa mattina il parco era in condizioni di degrado: le panchine erano state spostate e capovolte, e tra i danni più evidenti, le aiuole rialzate in legno erano state rovesciate, con terra e fiori sparsi sul terreno intorno. I responsabili dell'area e le autorità sono arrivati sul posto per controllare la gravità dei danni e iniziare a cercare i colpevoli.
Questo episodio ha causato molto dispiacere nella comunità anche perché ci si trova in una zona di montagna, immersa nel verde, diventata un luogo di ristoro per ciclisti, un posto di svago per i bambini e famiglie un sito per chi cerca un po' di tranquillità. Ma purtroppo, gli atti vandalici sono sempre più comuni e non riguardano solo le grandi città. Sempre più spesso vengono presi di mira parchi e aree pubbliche, causando danni economici e un forte senso di disagio tra i cittadini. Questi episodi mostrano poco rispetto per il bene comune e per il lavoro di chi si impegna a tenere in ordine questi spazi. Per fermare il vandalismo, non bastano controlli e multe. È importante promuovere il rispetto dei luoghi pubblici con l'educazione civica, soprattutto tra i più giovani. Solo quando tutti vedranno un parco, una panchina o un sentiero come un bene comune si potranno evitare episodi simili.












