''Non ne possiamo più. Se fate i bisogni nella neve, quando si scioglie, tocca a noi pulirli. E poi carta igienica usata, bucce di banana, falò vicini al rifugio. Siamo volontari. Basta''
C'è dispiacere ed esasperazione nelle parole dei gestori del Rifugio Baita Pesciöla una struttura ricavata 30 anni fa dall'omonima baita della sottosezione Cai di Ponte in Valtellina: ''Volete obbligarci a mettere le telecamere (cosa che assolutamente non vorremmo mai fare) anche in un Rifugio a 2000 metri immerso nel nulla?Queste strutture sono tenute vive dalla passione, dall’amore e dalle innumerevoli ed incalcolabili ore di lavoro dei volontari che se ne occupano; abbiate rispetto per queste persone''

VALTELLINA. ''Non l’abbiamo mai fatto, ma quest’anno abbiamo deciso di scrivere perché non ne possiamo più! Come ogni primavera, dopo il disgelo della neve, l’esterno del Rifugio è pieno di fazzoletti, salviettine, carta igienica, escrementi umani, bucce di banana, arance, ecc…e noi passiamo delle ore a ripulire tutto. Spendiamo poi due parole anche per chi, fregandosene del posto, del rischio e dei costi, accende fuochi qua e là all’esterno del Rifugio, anche a pochi metri dalla porta d’ingresso…ma avete la minima idea del lavoro che serve e dei costi per portare la legna al Rifugio?''. C'è dispiacere ed esasperazione nelle parole dei gestori del Rifugio Baita Pesciöla una struttura ricavata 30 anni fa dall'omonima baita e gestita dalla sottosezione Cai di Ponte in Valtellina. Il rifugio è situato su un dosso panoramico della Val d'Arigna, poco sotto il crinale spartiacque che divide la Val d'Arigna dalla Val Malgina. In questi giorni è tempo di rimettere in moto le strutture in quota e anche per Rifugio Baita Pesciöla sono a pieno regime le operazioni per far trovare pronta la struttura con il ritorno della bella stagione ma quanto scoperto una volta raggiunto l'edificio ha lasciato sgomenti dei volontari.
''Abbiamo deciso di pubblicare anche le foto - spiegano - perché sicuramente qualcuno penserà che esageriamo, in realtà vi abbiamo risparmiato le più indecenti, ma già da queste si può capire la situazione. Ma veramente qualcuno pensa che i rifiuti e gli escrementi nella neve, come per magia, spariscano e in primavera sia tutto pulito? Tutto questo schifo considerando che chi pernotta nel Rifugio può tranquillamente usufruire del bagno con servizio igienico; l’acqua corrente nel periodo invernale non c’è, ma come raccomandiamo a tutti i gruppi, basta sciogliere la neve sulla stufa che è sicuramente sempre accesa ed una volta usato il wc buttare un secchio d’acqua nello scarico; poi prima di lasciare il Rifugio mettere il liquido antigelo, messo a disposizione in struttura, per evitare che gelino gli scarichi''.
''È così difficile? - si chiedono ancora - Ci vuole molto per capire così poco? Mentre chi è di passaggio, o chi pernotta al Rifugio e per qualsiasi motivo non può utilizzare il wc, dovrebbe avere la decenza, il buon senso ed il rispetto di allontanarsi dal Rifugio…e per allontanarsi intendiamo allontanarsi. E soprattutto, almeno la carta e le bucce della frutta, siete pregati di non abbandonarle mai in nessun caso e in nessun posto. Basta un semplice sacchetto di plastica con chiusura da tenere nello zaino, non è difficile e non costa nulla''.
La maleducazione e l'indecenza di certi escursionisti pare davvero senza limiti. In primis vi è la scarsa comprensione del luogo in cui ci si trova: lasciare bucce di frutta, alimenti mangiucchiati rischiano di creare problemi con la fauna selvatica, accendere fuochi a ridosso del rifugio rischia di incendiare la struttura e se lo si fa con la legna 'rubata' al rifugio lo depaupera di una risorsa importantissima. E poi l'assoluta incapacità di controllare le proprie azioni: non si pretende una laurea in fisica nucleare ma almeno conoscere l'ABC dello stare al mondo, nel caso specifico esemplificato da una delle frasi cult pronunciare dal maresciallo Nico (Tomas Milian) in ''Delitto a porta romana'' che diceva (ripulito nel linguaggio): ''Chi fa i suoi bisogni in mezzo alla neve, pure se fa la buca e li ricopre, quando la neve si scioglie questi tornano sempre fuori''.
''Sappiamo benissimo che tra gli ospiti del Rifugio e gli escursionisti di passaggio ci sono tantissime brave persone, educate e rispettose - concludono dal Cai -. Questo messaggio ovviamente è rivolto a chi invece non si sa o non si vuole comportare nel modo corretto. Volete obbligarci a mettere le telecamere (cosa che assolutamente non vorremmo mai fare) anche in un Rifugio a 2000 metri immerso nel nulla? Abbiamo sempre avuto e dimostrato comprensione e pazienza, anche più del dovuto in certi casi, ma anche queste hanno un limite. Queste strutture sono tenute vive dalla passione, dall’amore e dalle innumerevoli ed incalcolabili ore di lavoro dei volontari che se ne occupano; abbiate rispetto per queste persone''.












