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Belluno
11 settembre | 13:07

Legge per la montagna, soddisfatta la Provincia. Padrin: “Siamo riconoscenti: riconosciuta la dignità delle terre alte”. Ma non nasconde la necessità di più risorse

Esprime entusiasmo verso la legge per la montagna Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. Eppure non nasconde l’auspicio che le risorse possano aumentare, riconoscendone quindi, seppur tra le righe, i limiti - viste anche le difficoltà in cui versano le casse provinciali. “I primi 200 milioni sono una base di partenza importante, ponendo l’obiettivo di ampliare il budget a disposizione”

BELLUNO. Esprime entusiasmo verso la legge per la montagna appena approvata Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. “Da oggi la montagna non è più un territorio ancillare e subalterno alla pianura e alle aree metropolitane del Paese, ma complementare e con la stessa dignità”.

 

Secondo Padrin, infatti, la legge “rappresenta un passo storico, fondamentale e imprescindibile per porre le aree montane finalmente al centro dell’agenda politica. Una montagna viva, che non si spopola ma è attrattiva, è un vantaggio non solo per le terre alte ma per l’intero Paese - ribadisce - e la nuova legge lo ha capito perfettamente”.

 

Non tutti sono però dello stesso avviso. Il commento del presidente arriva a poche ore da quello di Alessandro Del Bianco, già segretario del Pd Belluno Dolomiti, secondo il quale invece si tratta solo di tante parole, ma nessun vantaggio per la montagna (qui l’articolo). Secondo Del Bianco, infatti, alla provincia di Belluno arriveranno 2 milioni di euro in meno ogni anno da qui al 2028: non esattamente quello che chiedevano Padrin e il consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi dopo un’estate di grosse difficoltà per le casse dell’ente, che ha dovuto far fronte alle numerose emergenze idrogeologiche del territorio.

 

Durante gli ultimi Consigli provinciali, infatti, sono stati approvati una serie di interventi di debito fuori bilancio per gli interventi effettuati a Cancia (Borca di Cadore), San Vito, Schievenin, Voltago Agordino e Rocca Pietore. Il tutto ha messo in ginocchio il bilancio provinciale, che soffre anche di carenza di risorse umane (qui l’appello alla Regione). La recente legge per la montagna, però, non stanzia nuove risorse, limitandosi a confermare quelle già previste e peraltro insufficienti per tutta la montagna italiana.

 

Nell’esprimere soddisfazione, dunque, Padrin non nasconde l’auspicio che le risorse possano aumentare - riconoscendo quindi, seppur implicitamente, i limiti del provvedimento. “Sono importantissime le misure per favorire lo sviluppo anche economico delle zone montane ed evitare lo spopolamento - conclude Padrin - e sono fondamentali gli incentivi per attrarre figure professionali della scuola e della sanità: ne siamo davvero felici e riconoscenti. I primi 200 milioni di dotazione sono una base di partenza molto importante, ponendo l’obiettivo di ampliare, se possibile, il budget a disposizione delle aree montane del Paese e sui decreti attuativi per rendere efficaci queste risorse. Anche perché, oltre ai soldi, la montagna ha bisogno di personale della pubblica amministrazione e di semplificazione normativa. Solo così può correre alla stessa velocità delle altre aree d’Italia”.

 

Insomma, il mondo della montagna continua a chiedere fondi e interventi legislativi ad hoc, ma il governo fatica ad ascoltare: tanti i buoni propositi e gli auspici per il futuro, pochi gli interventi per il presente. Speriamo allora che tutti questi appelli, più o meno espliciti, siano presto ascoltati perché il territorio montano, come ribadito dal presidente Uncem Marco Bussone, non vuole più solo regalare risorse ma ha bisogno di un fondo e di una normativa adeguati alle sue reali esigenze.

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