Contenuto sponsorizzato
Belluno
10 novembre | 08:03

“Non vi abbiamo trattato malissimo”. Calderoli spiega la legge sulla montagna con il candidato Alberto Stefani: a Belluno oltre 8 milioni per i comuni svantaggiati

Il ministro Roberto Calderoli e il candidato alla guida della Regione Alberto Stefani hanno incontrato il pubblico bellunese per spiegare la legge sulla montagna. Dati e alcune novità, soprattutto la revisione dei comuni montani: “I soldi per la montagna devono andare a chi è montagna e non a comunità montane collocate al livello del mare”

BELLUNO. “Vorrei anch’io più risorse per la legge sulla montagna, ma dai 6 milioni del 2021 oggi ne abbiamo oltre 200, quindi bisogna accontentarsi. E se i soldi andranno ai comuni veramente montani, e non a quelli situati in spiaggia, saranno fatti rendere di più rispetto al passato”. Con queste parole Roberto Calderoli, ministro per gli affari regionali e le autonomie, introduce al pubblico bellunese la legge da lui promossa.

 

L’incontro si è svolto sabato (8 novembre), alla presenza anche del candidato per il centrodestra alla guida del Veneto Alberto Stefani, che afferma: “La montagna è centrale del nostro programma e sono felice che ci sia una filiera che parte dai territori, passa per la provincia e la regione, e arriva a livello nazionale. Tanto si deve fare, soprattutto trasformare alcune fragilità in punti di forza e difendere l’identità, perché senza specificità non avremmo né il VenetoBelluno. Auspico quindi ci sarà massima collaborazione a tutti i livelli istituzionali e che si possa fare un lavoro programmatico, perché c’è bisogno di sviluppo infrastrutturale e imprenditoriale”.

 

In particolare, tra le proposte discusse con le associazioni di categoria c’è infatti l’imprenditoria giovanile. “Vogliamo garantire - prosegue - un accesso più agevole ai giovani imprenditori che vogliono fare beni immateriali. Anche se ora c’è una necessità maggiore da un punto di vista logistico, dobbiamo portare a Belluno tante startup innovative, che non necessitano al momento di particolari collegamenti infrastrutturali quanto di condizioni agevoli per rilanciare la propria attività”.

 

Calderoli fa invece il punto sul suo disegno di legge. "L'ultima legge del 1994 - spiega - non è stata mai attuata e l’elenco dei comuni montani risaliva al 1952, perciò era necessario che qualcuno si occupasse di tutela della montagna”. E si parte proprio dalla revisione dei comuni montani. “Fino al mio arrivo - prosegue il ministro - la Giornata internazionale della montagna si festeggiava a Roma, che risulta montana assieme a oltre il 50% dei comuni italiani perché tra i criteri di valutazione, oltre a quelli geografici, c’erano il reddito agrario o l’aver subito bombardamenti durante le guerre. Io credo invece che i soldi per la montagna debbano andare a chi è montagna e non a comunità montane collocate al livello del mare”.

 

Basteranno quindi 200 milioni? “Certamente ce ne vorrebbero di più. Qualcuno - risponde - ha accennato ai crediti di carbonio per finanziare la montagna ed è una strada che intendo perseguire, ma bisognerà ragionare a livello europeo. Al momento i criteri sono quasi definiti, le risorse ci sono e, se insufficienti, dovremo individuare obiettivi specifici su cui intervenire. Lo abbiamo fatto ad esempio con 40 milioni sulla sanità, raddoppiando il punteggio ai fini concorsuali per gli operatori sanitari che lavoreranno in montagna e garantendo loro un credito di imposta e fiscalità differenziata per l’affitto o l'acquisto di una casa”.

 

Ci sono anche un progetto sperimentale di asili nido di tipo familiare o di collettività e un bonus bebè di circa 500 euro a ogni nuovo nato nei comuni sotto i 5.000 abitanti, oltre a 16 milioni di euro per gli under 40 per la casa. Ne escono invece male, come sempre, gli animali. “C’è anche il controllo dei grandi predatori: il povero Fugatti - commenta il ministro - è stato iscritto nel registro degli indagati per aver abbattuto un orso dichiarato pericoloso. Per fortuna, nella riforma dello Statuto del Trentino Alto Adige un pezzo della responsabilità per l’ordine pubblico e la sicurezza è posta in capo alla Regione, per cui mi auguro che si arrivi alla sua approvazione in modo che il processo non sia più svolto. Così per la caccia sui valichi: la sentenza del Tar della Lombardia che ha portato al divieto assoluto di caccia è per me eccessiva, poiché la direttiva europea vieta la caccia alle specie migratorie”.

 

Quante risorse dunque al territorio? “In Veneto - conclude - nel 2023 e 2024 sono arrivati quasi 10 milioni di euro, cui si aggiungono da ieri anche i fondi dei comuni disagiati, cioè quelli del Piemonte che confinano con la Valle d'Aosta e quelli del Veneto che confinano con il Friuli. Sono 13 milioni al Piemonte e 17 al Veneto, di cui oltre la metà a Belluno: non vi abbiamo quindi trattati proprio malissimo”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 24 aprile | 19:48
La testimonianza carica di gratitudine della signora Rosalina: "Di sanità si parla sempre male, forse perché fa più notizia: ma qui a Trento ho [...]
Cronaca
| 24 aprile | 21:20
Incidente stradale a Pergine Valsugana: feriti una donna di 67 anni e un uomo di 51 
Cronaca
| 24 aprile | 18:41
Grande cordoglio in paese per la morte della giovane mamma Helen Zubani, vinta a soli 36 anni da una malattia fulminante
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato