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FVG
24 aprile | 17:15

Picchia e stupra la compagna tentando di imporle la Sharia: arrestato. Cisint: "Per chi si macchia di crimini così violenti c'è solo una soluzione: remigrazione"

Nel 2023 la donna aveva anche subito un aborto spontaneo, episodio per il quale era stata giudicata “colpevole” dal compagno per non aver osservato adeguatamente le pratiche religiose, l'uomo è stato arrestato

TRIESTE. E' stato arrestato a Trieste e condotto in carcere l'uomo di origine afgana accusato di aver sottoposto la compagna di circa quarant'anni a ripetuti e gravi maltrattamenti, abusi e violenze volte a impartire sulla donna una forma di controllo ossessivo che rappresenterebbe un tentativo di asservire la donna in un contesto di fanatismo religioso.

 

Tra le accuse più gravi figurano reiterate violenze sessuali e una presunta aggressione di gruppo che l’uomo avrebbe giustificato come una “punizione” nei confronti della donna, episodi che avrebbero indotto la vittima a vivere in un clima di terrore e angoscia costanti.

 

Inoltre, nel 2023 la donna ha avuto un aborto spontaneo per il quale è stata ritenuta “colpevole” dal violento compagno. Secondo l'uomo infatti, ciò sarebbe avvenuto come una sorta di punizione divina inflitta alla donna, rea di non aver adeguatamente osservato le pratiche religiose.

 

Una vicenda di forti tensioni anche emotive e psicologiche, ora oggetto di indagine da parte degli inquirenti per fare luce sull'effettiva modalità degli eventi, è intervenuta anche l'europarlamentare Anna Maria Cisint che, com'è noto, da molti anni ha fatto della lotta all'Islam radicale presente in Italia una delle battaglie cardine della propria attività politica.

 

“Questo episodio si aggiunge alle centinaia di storie che ogni giorno sentiamo e raccontiamo – ha detto Cisint - e dimostra l’assoluta incompatibilità dell’interpretazione radicale dell’Islam, purtroppo sempre più diffusa, con il nostro sistema giuridico. Non si tratta di fatti isolati, ma del frutto di un’ideologia, quella islamista, che si diffonde anche attraverso moschee abusive e per voce imam troppo spesso radicalizzati. Serve un argine a tutto questo – ha aggiunto l'europarlamentare leghista - è necessario bloccare la diffusione del fanatismo islamico. Serve approvare la legge che ho presentato e depositato, insieme ai colleghi della Lega, in Parlamento. E poi, per chi si macchia di crimini così violenti e profondamente incompatibili con i valori che fondano la nostra società, c’è solo una soluzione: la remigrazione.”

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