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Belluno
17 marzo | 16:44

Malga Fontana Secca cerca un gestore: lo stallone diventerà un centro didattico e i prati torneranno ad essere pascoli

Il progetto è stato avviato con la collaborazione del Comune di Setteville e cofinanziato con contributi del Fondo per i Comuni confinanti, del Pnrr, del Fai, di Fondazione Same e altri donatori privati. L’area si estende su 150 ettari di bosco e pascolo d’alta quota (1.461 metri) ed è stata donata nel 2015 al Fai da Bruno e Liliana Collavo, in memoria dei genitori Aldo Collavo ed Erminia Secco

SETTEVILLE. Riattivare l’alpeggio, sviluppare servizi di accoglienza, realizzare un centro di educazione e formazione, raccontare la pastorizia di montagna e valorizzare le memorie storiche del luogo: sono questi gli obiettivi del progetto del Fai che vede protagonista Monte Fontana Secca, per la cui malga l’associazione sta cercando un gestore. Al centro ci sarà la funzione educativa, cui sarà dedicato l’edificio più grande: lo stallone diventerà un centro didattico a disposizione delle scuole e un centro di formazione per studenti di agronomia, che potranno anche alloggiarvi.

 

Il progetto è stato avviato con la collaborazione del Comune di Setteville e cofinanziato con contributi del Fondo per i Comuni confinanti, del Pnrr, del Fai, di Fondazione Same e altri donatori privati. L’area si estende su 150 ettari di bosco e pascolo d’alta quota (1.461 metri) ed è stata donata nel 2015 al Fai da Bruno e Liliana Collavo, in memoria dei genitori Aldo Collavo ed Erminia Secco. Si tratta di un’area di alto valore naturalistico di Rete Natura 2000, soggetta a vincolo paesaggistico: è uno straordinario esempio di paesaggio alpino, ma riveste anche un’importanza storica in quanto scenario di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale.

 

Due i cantieri: il recupero della malga e dei pascoli…

 

Negli ultimi trent’anni i pascoli di Fontana Secca sono stati abbandonati e gli edifici si trovavano in condizioni di degrado: per questo a giugno 2023 sono partiti i lavori per il recupero dell’alpeggio e il restauro della casera, dell’alloggio del malgaro e dello stallone, con la parallela riqualificazione dei pascoli e delle aree forestali. Inoltre, la malga ospiterà le attività di allevamento stagionale di bovini e produzione casearia e diventerà un punto di sosta per gli escursionisti che percorrono l’Alta via degli Eroi.

 

La nuova gestione vuole quindi valorizzare le produzioni casearie tipiche e locali, in particolare attraverso la conservazione della Burlina, razza bovina in via di estinzione legata a due formaggi tradizionali del Massiccio del Monte Grappa (Morlacco e Bastardo). Sarà poi sviluppato un piano di pascolamento per la tutela del territorio e sarà costruita un’offerta turistica con visite guidate, attività di laboratorio ed escursioni.

 

… e il cantiere della conoscenza, con attività di ricerca

 

Oltre a questo c’è poi il “cantiere della conoscenza”. Grazie a un accordo con l’Università di Padova e al contributo di Fondazione Cariverona, il FAI prosegue un’attività di ricerca multidisciplinare: dal 2018 sono state erogate sette borse di studio a giovani ricercatori che hanno portato alla luce, sul terreno e negli archivi, documenti e dati che saranno oggetto di valorizzazione culturale. Inoltre, è stata avviata la produzione di un documentario dedicato al recupero della malga di Fontana Secca e al racconto del paese di Quero Vas, con la presenza come autore e interprete di Marco Paolini, accanto a diversi cittadini, per testimoniare la vicenda della Grande Guerra e la memoria della vita contadina, con le sue usanze ma anche i cambiamenti dovuti alla crisi climatica e all’abbandono dei pascoli.

 

Come già accaduto per Malga Van, a Limana (qui l’approfondimento), iniziative di questo tipo permettono di tenere in vita il tessuto sociale ed economico della montagna e di puntare a un turismo alternativo basato sulla cura del territorio, il legame tra tradizione e innovazione e la riscoperta dei prodotti locali.

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