Il Monte Baldo punta il patrimonio Unesco: "Iter avviato e si lavora per individuare un ente capofila". Ma che fine ha fatto lo studio dell'impianto per collegarsi a Malcesine?
L'assessore Mattia Gottardi: "L'iter per inserire il Monte Baldo nella tentative list per la candidatura a patrimonio dell'umanità Unesco è attivo da diversi anni - aggiunge Gottardi - durante i quali la Provincia di Trento e la Regione del Veneto si sono confrontate per giungere a una proposta condivisa". E' la strada giusta? E lo studio di fattibilità per l'impianto fino alla funivia rotante di Malcesine?

TRENTO. "L'iter è avviato". Queste le parole dell'assessore Mattia Gottardi sulle procedure di candidatura del Monte Baldo a patrimonio Unesco. "Si definisce il prosieguo della proposta per individuare un ente capofila".
E' una proposta sul tavolo da diversi e sostenuta con forza dall'associazione Monte Baldo patrimonio Unesco, attiva dal 2021 per supportare il progetto. Nel 2023 c'è stata un po' un'accelerazione con una richiesta arrivata dai territori che insistono sull'area di questa iconica montagna (Qui articolo): Ala, Avio, Brentino Belluno, Brentonico, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, Ferrara di Monte Baldo, Malcesine, Mori, Nago-Torbole e Rivoli Veronese (Qui articolo).
In questo lasso di tempo non sono mancati alcuni impasse da superare come la contrarietà di 4 amministrazioni territoriali, in particolare Garda, San Zeno di Montagna, Torri del Benaco e Costermano sul Garda hanno sollevato più di qualche dubbio (Qui articolo). L'iter si è sì rallentato ma non fermato con le porte lasciate aperte a quei Comuni ancora incerti sul da farsi.
Amministrativamente, infatti, il Monte Baldo è diviso tra la Regione Veneto (58%) e la Provincia autonoma di Trento (42%) e le proposte avanzate negli ultimi anni sono nate in considerazione dell'eccezionalità rappresentata dal sito del Monte Baldo che, per la ricchezza della sua flora (quasi 2mila specie vegetali spontanee e naturalizzate) e per la loro antica catalogazione, soddisfa ben più di un criterio tra i dieci previsti nelle Linee guida operative per l'iscrizione alla lista dei Patrimoni dell'Unesco. Un'area studiata dal 1500 per la ricchezza botanica e definita "Hortus Europae" per questa sua particolarità.
Intanto il Veneto aveva dato il suo placet all'operazione con l'approvazione di una mozione in Consiglio regionale (Qui articolo) e successivamente è arrivata anche una lettera di impegno (Qui articolo). Poi c'è stato il tempo del rinnovo delle amministrazioni ai vari livelli: Provincia di Trento nell'ottobre 2023, primavera 2025 i Comuni e quindi a fine dell'anno scorso quello della Regione Veneto.
"L'iter per inserire il Monte Baldo nella tentative list per la candidatura a patrimonio dell'umanità Unesco è attivo da diversi anni - aggiunge Gottardi - durante i quali la Provincia di Trento e la Regione del Veneto si sono confrontate per giungere a una proposta condivisa".
Per il Trentino la partita è stata subordinata al Servizio sviluppo sostenibile e aree protette, con il sostegno politico. E intanto si lavora ai prossimi passaggi. A iniziare dall'individuazione di una guida.
"Attualmente sono in corso delle verifiche per definire il prosieguo della proposta, che porterà anche all'individuazione dell'ente capofila". C'è quindi ancora un lungo percorso da portare avanti prima di arrivare alla tentative list e poi alla risposta definitiva.
Il patrimonio Unesco è un'opportunità oppure c'è il rischio di "musealizzare" la montagna? Non si discute il volano e il prestigio del marchio che però potrebbe tradursi in tanti (troppi?) vincoli. Meglio rafforzare il parco naturale oppure compiere fino in fondo il grande passo? Una discussione tra un riconoscimento (indubbiamente di altissimo profilo) per una località e un territorio con l'obiettivo di tutela della zona ma che può innescare meccanismi quali una forma di attrattività di difficile gestione e molti paletti che può bloccare i processi di strutturazione.
Un periodo che potrebbe servire per chiarire anche alcune direttrici di sviluppo della zona.
In ballo c'è, meglio ci sarebbe (poi arriviamo subito al punto), anche la costruzione dell'impianto dalla Polsa ai Zochi Alti (cioè la funivia rotante di Malcesine), senza escludere la stazione di arrivo a Brentonico. Un'ipotesi di investimento da 30 milioni circa e due tronconi.
Un vecchio pallino sull'Altopiano. Un argomento decennale e dibattuto (Qui articolo). Torniamo al condizionale. Questo studio di fattibilità che fine ha fatto?
Nel 2021 un punto di svolta con l'accordo quadro e con il coinvolgimento anche delle altre amministrazioni limitrofe (Avio e Malcesine in particolare) per partire con uno studio di fattibilità da circa 100 mila euro (80 mila da Trentino Sviluppo e 20 mila a carico di BrentonicoSki). Nel mezzo la Giunta Perenzoni viene riconfermata ma il sindaco si dimette per motivi di salute e il municipio cambia titolare con il primo cittadino Dante Dossi. Qualche indecisione, il documento non viene firmato, le pratiche restano ferme e passa anche la possibilità di inserirsi nei finanziamenti del Pnrr.
Un tema sul quale c'è sempre stata molta cautela. Nel 2024 qualcosa si è mosso di nuovo con le procedure che si sarebbero sbloccate con uno studio di fattibilità per analizzare in via preliminare la situazione.
Per sbloccare definitivamente le procedure di Vas e di V.Inc.A, documenti propedeutici a valutare la sostenibilità e la fattibilità del progetto che collegherebbe in maniera più strutturale il Monte Baldo e il lago di Garda, servirebbe però una variazione del Piano urbanistico provinciale (quello veneto è già ok) e anche di quello comunale (una riflessione della revisione che è in corso e abbraccia un altro tema caldo, quello dei vigneti in quota ma questo è un altro capitolo ancora - qui articolo). Ma insomma senza una maggiore convinzione a livello locale, diventa difficile che piazza Dante si attivi con decisione. Ma l'argomento è ciclicamente nell'aria e la domanda rientra nel qual è la compatibilità con le procedure di candidatura al Patrimonio Unesco?












