Contenuto sponsorizzato
FVG
30 settembre | 15:57

"Il ghiacciaio smette di ritirarsi perché è completamente sparito: le ultime chiazze visibili svaniscono e sulla montagna più alta delle Alpi Giulie rimarrà solo roccia"

Secondo i ricercatori dell'istituto di Geografia “Anton Melik” di Lubiana, negli ultimi anni le temperature elevate hanno impresso un'accelerazione mai vista prima al processo di fusione del ghiacciaio. Gli esperti: “E' molto probabile che alla fine della prossima primavera non ci sarà più ghiaccio nella zona che per generazioni abbiamo conosciuto come il ghiacciaio del Triglav”

Il ghiacciaio smette di ritirarsi perché è completamente sparito

TRIGLAV/TRICORNO (SLOVENIA). Il ghiacciaio del monte Triglav, o Tricorno, in Slovenia, sta letteralmente sparendo, essendo ad oggi ridotto a poche e misere chiazze di ghiaccio.

 

Si tratta non solo della montagna con la cima più alta del Paese, ma anche la vetta più alta dell'intera catena transfrontaliera delle Alpi Giulie con i suoi 2.864 metri, rappresentando anche un prezioso indicatore per le montagne italiane.

 

L'allarme è stato lanciato dagli esperti dell'Istituto di Geografia “Anton Melik” di Lubiana, che, sulla base degli ultimi rilievi effettuati lo scorso agosto e pubblicati in questo mese di settembre anche attraverso i media locali, dimostrano come il ghiacciaio di questo gigante oggi non sia più misurabile in ettari come un tempo. Anzi, la sua superficie, posta a 2.470 metri, secondo i dati più recenti, si attesterebbe soltanto su pochi metri quadrati, per uno spessore massimo di circa 50 centimetri, contro i 140 mila metri quadrati di estensione che raggiungeva a metà del secolo scorso.

 

Al centro delle ultime osservazioni vi ritroviamo infatti un fenomeno di fusione progressiva estremamente marcato e accelerato, dovuto a temperature sempre più elevate anche ad alta quota. Questi dati tuttavia si vanno ad aggiungere ai monitoraggi che il centro di ricerca effettua sin dal 1946, anno della sua fondazione, e che consentono così di immortalare l'andamento del clima di queste montagne, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate per mezzo stampa dal ricercatore dell'istituto Miha Pavšek.

 

“Dopo 80 anni di misurazioni, siamo giunti a un punto in cui non stiamo più semplicemente monitorando il ritiro del ghiacciaio del Triglav, ma la sua effettiva scomparsa. Le immagini delle ultime settimane mostrano che gli ultimi lembi di ghiaccio stanno scomparendo sotto i nostri occhi, ed è molto probabile che alla fine della prossima stagione della fusione non ci sarà più ghiaccio nella zona che per generazioni abbiamo conosciuto come il ghiacciaio del Triglav”.

 

Parole a cui hanno fatto seguito anche quelle del direttore della struttura, Matija Zorn, che ha specificato come l'osservazione dei dati su un lungo periodo di tempo consenta di certificare scientificamente l'azione del clima che cambia.

 

“Se avessimo solo le misurazioni odierne – ha aggiunto Zorn -, concluderemmo che è rimasto pochissimo ghiaccio, ma avendo alle spalle otto decenni di misurazioni e documentazione sistematiche, possiamo dimostrare la tendenza a lungo termine del suo ritiro e collegarla ai cambiamenti climatici”. Una situazione grave che dimostra un impoverimento degli ambienti naturali, che allo stato attuale appare irreversibile e sui quali un ruolo decisivo sarà ora giocato dai prossimi mesi della stagione fredda, sperando in una controtendenza rispetto all'inverno passato, che ha visto una frequente alternanza di momenti caldi e precipitazioni nevose nella zona che si sono rivelate molto scarse, come rilevato dalla stazione meteorologica di Kredarica, ai piedi del monte Triglav, durante la stagione 2025-2026 si sono registrati soli 220 centimetri, rispetto a una media di 374 centimetri nel periodo 1991-2020.

 

Le ricerche hanno inoltre permesso di scoprire la storia antica della conformazione del suolo. Sulla superficie appena lasciata scoperta dai ghiacci i ricercatori hanno scoperto sottili “croste carbonatiche” formatesi sotto lo strato ghiacciato, strati delicati che per gli studiosi rappresentano un archivio naturale ricco di informazioni, che ha consentito di individuare uno spettro temporale della presenza del ghiaccio nell'area, vale a dire una successione databile tra circa 1.000 e oltre 20.000 anni, fornendo una preziosa indicazione della lunga permanenza del ghiaccio sulle pendici del Triglav, e che ora anche questi rischiano di sparire.

 

“Con il ritiro del ghiacciaio del Triglav, non solo viene alla luce la roccia nuda, ma si rivela anche una testimonianza della sua storia ben più antica – spiega Matej Lipar, responsabile del Dipartimento di Geoscienze dell'Istituto di Geografia -. Le croste carbonatiche subglaciali si sono formate sotto il ghiaccio e la loro età risale all'ultima era glaciale. Si tratta di formazioni molto fragili che si disgregano rapidamente se non ricoperte dal ghiaccio”.

 

Infine, se da un lato il ghiacciaio di superficie si avvia, a quanto sembra, ad un'inevitabile scomparsa, gli scienziati sloveni, ma anche quelli italiani, stanno spostando la loro attenzione anche verso le oltre duecento grotte di ghiaccio conosciute in Slovenia. Al loro interno infatti sopravvivono ancora le ultime e imponenti distese di ghiaccio spesse diversi metri, che ancora custodiscono importanti dati sul clima e sull'ambiente del passato. Tra queste vi sono le ghiacciaie naturali o ghiacciai sotterranei, luoghi che sembrano provenire direttamente da un'altra epoca e anche quelli prossimi alla minaccia.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 30 settembre | 14:57
E' avvenuto  fra la galleria dei Crozi e quella di Martignano in direzione di Trento. Si tratterebbe di un'uscita autonoma di un'auto
Cronaca
| 30 settembre | 15:21
Secondo la prima ricostruzione il 27enne sarebbe stato investito dal vapore che si è sprigionato da un tubo esploso improvvisamente, provocandogli [...]
Montagna
| 30 settembre | 13:43
Caldo record e pascoli "bruciati" hanno messo in ginocchio gli allevatori in ogni dove, compresi quelli della Lessinia trentina. Il racconto della [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato